(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva un richiamo alto e autorevole, che parla al Paese e alla coscienza delle istituzioni: disarmare le parole per costruire la pace.
Un richiamo che assume un valore ancora più forte perché pronunciato da chi, per mandato costituzionale, rappresenta l’unità nazionale ed è punto di riferimento della coesione democratica del Paese.
Disarmare le parole, per noi, significa anche – come ci ha insegnato Papa Francesco – disarmare il pianeta. È un messaggio di straordinaria importanza in un momento storico in cui le spese militari globali hanno superato i 3.000 miliardi di dollari nel 2025: una logica bestiale che alimenta i conflitti, aumenta la povertà, nega diritti essenziali a interi popoli, mentre il mondo avrebbe bisogno esattamente del contrario, di cooperazione, giustizia sociale e pace. Questo vale anche per l’Italia.
Fondamentale è poi il richiamo del Presidente Mattarella all’esperienza dell’Assemblea costituente. I nostri padri e le nostre madri costituenti si dividevano duramente sugli atti di governo, ma nel pomeriggio erano insieme per costruire le fondamenta della Costituzione. È un insegnamento che oggi appare drammaticamente attuale, perché purtroppo è esattamente l’opposto di ciò che sta accadendo: una riforma del premierato che punta a marginalizzare la figura del Presidente della Repubblica, che ha rappresentato e rappresenta un punto di equilibrio, di garanzia e di coesione per il Paese, e che si vuole imporre a colpi di maggioranza, dividendo l’Italia.
Altrettanto centrali sono i richiami alla lotta contro la povertà, alla tutela dei diritti fondamentali e alla necessità di contrastare con forza i nuovi reati, a partire da quelli ambientali, che colpiscono il presente e il futuro delle nuove generazioni.
Grazie, Presidente Mattarella. Buon anno a tutte e a tutti, per un anno carico di speranza e di pace.
