(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Guardando questa manovra, emerge una dinamica ricorrente: i problemi sono noti, descritti e riconosciuti, ma il passaggio successivo, quello che trasforma una consapevolezza in una decisione, arriva solo in parte e spesso si ferma prima di diventare strutturale.
Un tema tipicamente trascurato da questo Governo, ma sotto gli occhi di tutti, benché se ne parli sempre troppo poco, è quello dell’inquinamento atmosferico.
È bene che in questa manovra sia stato approvato un nostro intervento, che riconosce in modo esplicito il legame tra inquinamento ambientale e salute, rafforzando gli strumenti per individuare precocemente le patologie nei territori più esposti.
Però risulta ancora più incomprensibile la scelta di ridurre al contempo, nello stesso provvedimento, le risorse del principale programma nazionale per la qualità dell’aria.
Si riconosce il danno, ma si indebolisce lo strumento che potrebbe prevenirlo.
Qui lo Stato riconosce che l’inquinamento produce malattia e morte, ma se da un lato investe per individuarle attraverso strumenti di screening e sorveglianza sanitaria, dall’altro lato arretra quando si tratta di intervenire sulle cause, come se si prendesse atto che ci si ammalerà e si morirà comunque, limitandosi a gestire le conseguenze, invece di agire con determinazione per ridurne le cause”.
Così intervenendo in discussione generale sulla Legge di Bilancio la senatrice Elena Sironi (M5s).
