(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mense scolastiche: adeguamento alla riforma ICEF degli indirizzi alle Comunità. Il Consiglio delle autonomie locali, nella seduta di oggi, ha esaminato ed espresso il proprio parere favorevole, ai fini del raggiungimento dell’intesa con la Giunta provinciale, su alcune puntuali modifiche all’atto di indirizzo che disciplina l’erogazione, da parte delle Comunità, del servizio di mensa scolastica.
Modifiche che si sono rese necessarie in adeguamento alla riforma dell’ICEF, recentemente varata dalla Giunta provinciale, e che riguardano, in primo luogo, le modalità di acquisizione dell’indicatore ICEF. In proposito, le previsioni contenute nell’atto di indirizzo per il calcolo delle tariffe mensa, vengono adeguato al nuovo sistema derivante dal superamento della cd. domanda unica, prevedendo che il valore sia acquisito d’ufficio dalla comunità attraverso gli strumenti previsti dalla d.G.P. n. 1256/2025. Soltanto nel caso in cui vi siano, nel nucleo familiare, figli maggiorenni con età non superiore a 20 anni, frequentanti istituti scolastici fuori provincia, è previsto uno specifico onere di comunicazione per fruire delle riduzioni per pluralità dei figli.
Ulteriormente, viene disposto l’innalzamento della soglia di reddito familiare equivalente, entro la quale è consentito alle Comunità di applicare riduzioni tariffarie per il numero di figli viene portata a 55.000 euro a 57629 Euro. Questo per adeguare il limite all’aumento medio che la quantificazione del reddito equivalente ha subito, in forza delle recenti modifiche intervenute alla disciplina di calcolo dell’ICEF. In secondo luogo, Le modificazioni apportate non incidono sulla potestà di variare ed adeguare le soglie dell’indicatore ICEF previste per la modulazione della tariffa applicata alle famiglie, che rimangono nella discrezionalità delle Comunità, né sulla tariffa massima unitaria del pasto, che resta fissata a 5 Euro per il primo ciclo di istruzione ed a 6,5 Euro per il secondo ciclo, fatto salvo l’aggiornamento annuale in base al tasso di inflazione programmato.
“La delibera è stata concertata con i responsabili del servizio mensa presso le Comunità, e conserva l’autonomia tariffaria delle Comunità, che monitoreranno certamente gli effetti della riforma dell’indicatore ICEF nel corso del prossimo anno, per poi apportare eventuali correttivi ai propri provvedimenti.” ha confermato Alberto Scerbo, rappresentante delle Comunità all’interno del Consiglio delle autonomie locali.
