CS – Cons. Masè: approvato la proposta di ordine del giorno per l’introduzione nei
reparti oncologici dei caschi refrigeranti.
Il Consiglio provinciale di Trento durante la manovra di bilancio, ha approvato
all’unanimità l’ordine del giorno che impegna la Giunta provinciale a valutare
l’introduzione nelle strutture oncologiche provinciali di sistemi automatizzati di
raffreddamento del cuoio capelluto sulla base di evidenze scientifiche al fine di
offrire a pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico una concreta possibilità di
ridurre l’alopecia.
Affrontare un percorso di cure oncologiche successive alla diagnosi di cancro
significa sperimentare tutta una serie di cambiamenti che riguardano la propria
quotidianità e che impattano in maniera significativa sia sul corpo che sulla qualità
della propria vita e del proprio benessere in senso generale. Tra questi, la perdita
dei capelli è uno dei più temuti, non solo perché modifica l’aspetto esteriore, ma
perché rende visibile agli altri, e a se stessi, la presenza della malattia. Non è un
effetto che mette a rischio la salute fisica, ma è un’esperienza che tocca corde
molto intime: la propria identità, la sicurezza nelle relazioni, il senso di dignità. Nelle
donne, in particolare, i capelli rappresentano un elemento simbolico di femminilità,
di forza, di normalità. Per molte, ritrovarsi senza capelli significa sentirsi
improvvisamente esposte, private di una parte di sé che parla al mondo, costrette a
confrontarsi con uno specchio che rimanda un’immagine cambiata e spesso difficile
da accettare. L’utilizzo dell’ipotermia del cuoio capelluto è una tecnica studiata
dagli anni Settanta, e negli ultimi anni si è dimostrata una risposta efficace, sicura e
capace di migliorare la qualità della vita delle pazienti. Raffreddare gradualmente la
cute prima, durante e dopo la somministrazione dei farmaci consente di ridurre
l’afflusso dei chemioterapici ai follicoli piliferi e di proteggere le cellule dei bulbi. Le
evidenze scientifiche sono numerose: gli studi pubblicati sulle principali riviste
internazionali hanno dimostrato che i sistemi automatizzati di raffreddamento
permettono a una percentuale significativa delle donne trattate di ridurre
sensibilmente la perdita dei capelli, con benefici psicologici misurabili e di grande
valore. I caschi refrigeranti moderni, quelli automatizzati, mantengono costante la
temperatura tra 3 e 5°C, sono disponibili in diverse misure e garantiscono un
adattamento preciso, riducendo il disagio e massimizzando i risultati. Offrire a
pazienti oncologici quest’opportunità rappresenta un atto di rispetto della dignità
personale e un modo per sostenere dal punto di vista psicologico il percorso di
cura.
Cons. Vanessa Masè
14.06 - martedì 16 dicembre 2025
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