(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Giustizia: Costa: CSM grazia Sostituto PG che ha infilato slogan pro Cospito nel fascicolo del collega
“A proposito della rigorosissima sezione disciplinare del CSM, consiglio la lettura dell’ordinanza numero 17 del 2025 nella quale si dichiara il non doversi a procedere nei confronti di un sostituto procuratore generale incolpato di aver scritto su un foglio il seguente slogan “Fuori Alfredo dal 41 bis! Il 41 bis è tortura…lo stato stragista non ci fa
paura Galere e tribunali non ne vogliamo più…colpo su colpo le tireremo giù” e di averlo infilato nel fascicolo processuale di un altro magistrato dell’ ufficio (il quale peraltro aveva sostenuto tre requisitorie proprio in vicende riguardanti Cospito) il quale, una volta aperto il fascicolo (il giorno successivo) e scoperto il foglio si è allarmato non poco facendo intervenire la Digos, temendo una minaccia proveniente dall’esterno.
A quel punto il magistrato incolpato avrebbe confessato la sua azione sostenendo che si era trattato di una bravata, essendosi lui limitato a trascrivere e stampare le frasi che aveva ascoltato da alcuni manifestanti anarchici urlanti nei pressi dell’ufficio, infilando il foglio per scherzo nel fascicolo di un collega.
Di fronte a questi addebiti il Procuratore Generale presso la Cassazione ha chiesto di non procedersi a dibattimento per scarsa rilevanza del fatto, ma la sezione disciplinare del Csm ha fatto di più: ha dichiarato il non doversi procedere per esclusione dell’addebito. Digos, timore di minacce, ufficio in allarme, vertici allertati: tutto risolto, procedimento disciplinare dissolto nel nulla. Se non fosse tutto nero su bianco non ci si potrebbe credere.
Chissà se questo provvedimento, che consiglio a tutti di andarsi a leggere sul sito del Csm, faccia parte di quelli conteggiati nelle percentuali di condanne/assoluzioni sbandierate dall’Anm o se, come immagino, ne stia fuori”. Lo scrive su X Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vice presidente della Commissione Giustizia.
