(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel giugno 1991 Slovenia e Croazia proclamano la propria indipendenza: è l’inizio della dissoluzione della Repubblica federale jugoslava.
Gli organi federali e i vertici militari – controllati dalla componente serba – accettano il fatto compiuto dell’indipendenza slovena, ma reagiscono duramente all’analoga iniziativa della repubblica croata, che ospita nei suoi confini consistenti minoranze serbe.
Nel giorno del 30° anniversario dell’accordo di Dayton, Paolo Mieli ne parla con il professor Roberto Morozzo Della Rocca a “Passato e Presente”, in onda sabato 13 dicembre alle 20.30 su Rai Storia.
A partire dalla primavera del 1992, il conflitto si sposta in Bosnia: una repubblica abitata da una popolazione mista, composta da bosniaci musulmani, bosniaci croati e bosniaci serbi.
La Bosnia diventa teatro di una guerra violentissima, che avrà il suo apice nel lunghissimo assedio della capitale Sarajevo, il più lungo della storia moderna.
Il conflitto, costato circa centomila vittime, si chiude il 21 novembre del 1995 con la firma, a Dayton, negli Usa, degli accordi di pace fra i governanti di Serbia, Croazia e Bosnia musulmana.
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