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SETTIMANALE “ OGGI “ * IN EDICOLA IL 25 MARZO 2021: « TRUFFA VALERIA MARINI – CASO ARES – FILM SU EMANUELA ORLANDI – MICHELA MORELLATO »

VALERIA MARINI A «OGGI»: «MIA MADRE TRUFFATA E UMILIATA»

In esclusiva a OGGI, in edicola da domani, Valeria Marini e sua madre Gianna Orrù raccontano la truffa per 335 mila euro di cui è stata vittima la signora, nonostante tutti gli allarmi che la figlia soubrette le aveva lanciato contro un un uomo che «aveva creato una sceneggiatura degna di un film» per ingannarla.
«L’ho messa in guardia. Ma era tardi. Se l’è presa con me, non mi ha creduta… ho assunto un investigatore privato per dimostrare a mia madre quello che accadeva. Se l’è presa a morte, non mi ha parlato per mesi».
Spiega la madre: «Per me era una questione di orgoglio, di dignità personale. Mi ritenevo perfettamente in grado di gestire la faccenda e di riavere quanto avevo investito. Era dura ammettere a me stessa che ero stata ingannata, turlupinata, umiliata… Mi fidavo troppo di lui e cacciai da casa mia Valeria quando seppi come si era rivolta a lui».
Commenta amaramente la Marini: «Mia madre è stata malissimo e ancora non ne è fuori. Ha un’ansia devastante, l’idea di essere stata messa in scacco da un uomo che aveva ottenuto la sua fiducia la tormenta: non si dà pace».

SU «OGGI» L’ATTRICE CHE FU EMANUELA ORLANDI NEL FILM FINANZIATO DAI TURCHI E SPARITO: «IL REGISTA DICEVA: È UN INTRIGO MAFIOSO INTERNAZIONALE»

Il settimanale OGGI, in edicola da domani, ha ritracciato l’attrice, allora 14enne, che nel 1983 recitò nei panni di Emanuela Orlandi in un film diretto da Gianni Crea, prodotto da due faccendieri turchi, Ugur Terzioglu e Vedat Sakir, a loro volta in stretto contatto con Bekir Celenk, indagato in Italia per traffico di droga e armi, imputato chiave nel processo per l’attentato a Papa Wojtyla. Un film all’epoca sequestrato e ora scomparso.
«Io ero una ragazzina, con me Crea era gentilissimo, ma non mi considerava un interlocutore. Parlava però con mia mamma, che mi accompagnava sul set. Le diceva che il giallo della Orlandi era un intrigo internazionale, mafioso e politico, e che lui girava quel film affinché se ne parlasse», racconta Ombretta Piccioli, che poi fu attrice di fotoromanzi e oggi gestisce un bar a Figline Valdarno. «Alla prima molto affollata il regista si lamentò con mia madre perché il film era bello, ma temeva che lo sequestrassero».
Il film infatti venne fatto sparire. «Se ricordo bene aveva un finale aperto, ma lasciava intendere che Emanuela, dopo tanta paura, veniva finalmente liberata», racconta la Piccioli che all’epoca, per mesi, fu controllata a vista dai genitori: temeva che rapissero anche lei come Emanuela Orlandi.

SU «OGGI» MICHELA MORELLATO, MOLESTATA DA UN GENERALE AMERICANO A VICENZA, RIVELA: «LA MIA STORIA È ARRIVATA AL SENATO AMERICANO»

Amy Braley, già responsabile della lotta agli abusi nelle forze armate americane, ha portato al Senato di Wahington anche il caso di molestie denunciato da Michela Morellato, moglie di un soldato Usa di stanza a Vicenza, che è costato le dimissioni di un generale.
Lo rivela la stessa Morellato a OGGI in un articolo nel numero in edicola da domani. «C’è molta tensione. Ad Amy ora è stata assegnata una scorta e a me hanno sconsigliato di assistere all’audizione al Senato. Mi hanno fatto notare che tra quelle citate nel discorso sono l’unica donna viva. Doveva essere una battuta, ma suonava sinistra. Spero che adesso la causa per danni che ho fatto al Pentagono arrivi in tribunale, stanno cercando di insabbiare anche quella».

CASO ARES/SU «OGGI» LA CASA MILANESE IN CUI LOSITO VOLEVA TRASFERIRSI
A fine 2018, pochi mesi prima di morire, lo sceneggiatore Teodosio Losito era pronto ad andarsene da Roma, tornare nella sua città d’origine a Milano e iniziare una nuova vita. L’indiscrezione, circolata in ambienti vicini alla casa di produzione Ares di cui Losito era amministratore, viene pubblicata sul numero domani in edicola del settimanale Oggi, ed è confermata dal fatto che Losito nel 2016 aveva comperato il terzo e quarto piano di una casa di ringhiera nel capoluogo lombardo col progetto di farne la propria abitazione. OGGI ne pubblica le foto. Aveva sostenuto i costi di una radicale ristrutturazione e dopo due anni di lavori era pronto a trasferirsi nello scintillante loft di oltre 300 metri quadri, a due passi dal naviglio della Martesana e non lontano dagli studi Mediaset di Cologno Monzese. Un progetto che non si è potuto realizzare in quanto l’8 gennaio 2019 Losito venne trovato strangolato da una sciarpa fissata al calorifero e stretta attorno al collo, nella camera da letto della villa di Zagarolo (Roma) dove conviveva col suo partner e socio di lavoro Alberto Tarallo. Il pubblico ministero di Roma Carlo Villani, che ha aperto un fascicolo sulla morte di Losito, ipotizzando il reato di istigazione al suicidio, nel corso degli interrogatori avvenuti in questi giorni con attori e attrici della Ares è già stato informato dell’esistenza di una casa Milanese di Losito e del suo progetto di trasferirsi nel capoluogo lombardo. La casa nel frattempo è passata ad Alberto Tarallo, che Losito aveva indicato in un testamento olografo come suo erede universale. Il loft però è già stato messo in vendita attraverso un’agenzia immobiliare di Milano al prezzo di 780 mila euro.

 

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