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SETTIMANALE “ OGGI “ * IN EDICOLA IL 24 GIUGNO « MARA VENIER E AL BANO / MYRTA MERLINO / EMANUELE FILIBERTO / CASO LOLLOBRIGIDA-PIAZZOLLA / NAZIONALE CALCIO »

MARA VENIER E AL BANO A «OGGI»: «NOI, INSIEME PER PADRE PIO E PER L’ITALIA CHE RIPARTE»

Mara Venier e Al Bano presentano su OGGI, in edicola da domani, la serata del 4 luglio su Rai 1 «Una voce per Padre Pio» di cui saranno protagonisti (lui insieme a Romina Power, cosa che, dice, non irriterà Loredana Lecciso: «Non abbiamo mai bisticciato, sono tutte balle inventate dai giornali»). E parlano della loro amicizia e della comune venerazione per il santo di Pietrelcina. «Una volta con Renzo Arbore ci fermammo a visitare il suo convento. Mi colpì molto la celletta in cui dormiva. La sua fondazione sta facendo cose straordinarie, aiuta davvero tanta gente», dice la Venier. E Al Bano Padre Pio l’ha persino incontrato: «Ricordo il profumo speciale che usciva dalle sue mani e dalla sua persona, un profumo d’incenso, molto intenso. Mi ha confessato e comunicato».

MYRTA MERLINO A «OGGI»: «L’AMORE DI MARCO TARDELLI MI HA LIBERATA»

«L’amore mi ha regalato una pace che non avevo. Sono diventata sicura. Mi esprimo meglio anche nel lavoro. Avevo una maschera, ora non più… Adesso mi sono liberata».
Myrta Merlino, per la prima volta, racconta a OGGI, in edicola da domani, il suo amore per Marco Tardelli: «Ho fatto un mese e mezzo andando in onda sei giorni su sette: stavo impazzendo. Io ho bisogno di stare con Marco, di vivere Marco. Il mio lavoro conta, ma lui molto di più. Non posso rinunciarci. Stiamo male se non ci vediamo, se non stiamo vicini. I miei figli mi prendono in giro, ma io un amore così non l’ho mai avuto, nemmeno a 18 anni. Mi sono sposata giovane, dicendo “finché morte non ci separi” senza manco capire cosa significasse. Ora ho chiaro in mente che cosa significhi: Marco è questo, da cinque anni». E rivela: «Uscimmo una sera a cena e dopo 48 ore lui si era trasferito a vivere a Roma. Rimasi frastornata da tanta audacia. Mi confidò che era innamorato di me da 15 anni. Mi disse persino come fossi vestita la prima volta che mi vide e mi confidò che non si era mai fatto avanti perché ero sposata. Lui è un uomo perbene. L’avesse fatto avremmo passato più tempo insieme, questo è il mio grande rimpianto. Anche se forse non era il momento per me».

EMANUELE FILIBERTO A «OGGI»: «IL VERO EREDE SAVOIA È MIO PADRE, TUTTO IL RESTO È FALSITA’»

Due lettere inedite di Umberto II a Vittorio Emanuele, pubblicate su OGGI, hanno messo a rumore gli ambienti monarchici italiani e internazionali e spinto Emanuele Filiberto a scrivere una lunga e appassionata lettera al giornale, che la pubblica nel numero in edicola da domani. Negli scritti inediti, l’ex sovrano richiama il figlio al rispetto delle leggi di famiglia: se ti sposerai senza il mio consenso, gli dice in sostanza, decadrai da tutti i diritti dinastici, che passeranno al ramo Aosta.
Emanuele Filiberto non ci sta e giudica le lettere «due normalissime lettere private, che fanno parte di una normalissima discussione tra un padre preoccupato e un figlio innamorato, lettere scritte quando c’è da chiarire qualcosa, rimproverare o mettere in riga qualcuno, con sincero affetto e amore che mai sono venuti meno tra loro… Il Re mio nonno non ha mai fatto seguito con altrettanti atti “ufficiali, Decreti Reali o comunicazioni alle Famiglie Reali”». Conclusione? «Re Umberto II riconobbe inequivocabilmente in mio padre Vittorio Emanuele il futuro Capo della Real Casa di Savoia, con mia madre al suo fianco».
Un parere che non convince tutti i monarchici. Scrive per esempio, sempre a OGGI, Aldo Mola, Presidente della Consulta dei Senatori del Regno: «Emanuele Filiberto di Savoia qualifica «menti perverse e malate» quanti non riconoscono suo padre quale Capo della Real Casa di Savoia… A parlare, anzi a scrivere (scripta manent…), fu Re Umberto II, che richiamò il figlio ad attenersi alla vigente in Casa Savoia sulle nozze dei Principi Reali, identica nei secoli da 29 generazioni e rispettata da 43 Capi Famiglia: il Principe che contrae nozze senza l’assenso del Capo della Casa decade dal titolo e dal rango e si riduce a “privato cittadino”».

NAZIONALE CALCIO/I GENITORI DI MANCINI A «OGGI»: «È TANTO IMPEGNATO MA CI CHIAMA QUASI TUTTI I GIORNI»

OGGI, in edicola da domani, ha raccolto testimonianze su Mancini da parte di chi lo conosce bene, come Mario Sconcerti e Vittorio Cecchi Gori che lo misero sulla panchina della Fiorentina anche se non aveva ancora il patentino, e soprattutto i suoi genitori.
Dice il papà Aldo: «Il successo di Robi? Sta facendo il suo dovere. Ho sempre cercato di non portarlo alle stelle, di fargli tenere i piedi per terra… È stato bravo a creare il gruppo. La lezione che una squadra è una famiglia l’ha imparata da Paolo Mantovani, il suo presidente alla Sampdoria». E la mamma Marianna: «Roberto è prima di tutto una persona perbene. Ci sentiamo spesso, io non lo disturbo perché una volta sono stata nel ritiro e ho visto quanto ha da fare, ma lui ci chiama quasi ogni giorno. Come l’ho sentito? Tranquillo, rilassato: se uno sa di aver dato il massimo, si sente così».

CASO LOLLOBRIGIDA-PIAZZOLLA/L’EX COMPAGNA DELL’ASSISTENTE DELLA DIVA A «OGGI»: «PER IL TRIBUNALE È NULLATENENTE E DA’ SOLO 300 EURO AL MESE A NOSTRO FIGLIO MA GIRA SU AUTO DI LUSSO»

Su OGGI, in edicola da domani, lo sfogo dell’ex compagna di Andrea Piazzolla, il giovane accusato di circonvenzione d’incapace perché avrebbe sottratto soldi e beni alla 93enne Gina Lollobrigida: «Il tribunale ha deciso che Andrea Piazzolla dovrà dare il minimo del minimo, 300 euro al mese, a suo figlio undicenne, per il quale non ha mai versato nulla! Sono furibonda. Veniva a dirmi di essere nullatenente guidando una Bmw che costava come un appartamentino. Sui giornali ci sono le foto dei suoi viaggi da nababbo…», dice Sara Urriera. Che a OGGI racconta la loro storia: «Io e Andrea ci siamo conosciuti nella mia gelateria. Io avevo 24 anni, tre anni più di lui… Non lavorava, non studiava: ripeteva solo che cercava la “svolta”, l’occasione da cogliere al volo». Poi, l’incontro di lui con la Lollo: «E tutto, per me, è andato a rotoli in poche settimane… Aveva trovato la svolta che tanto cercava, e io ero diventata un ostacolo. Mi ha chiesto mille volte di abortire perché doveva dedicarsi alla diva. Ho rifiutato e lui è sparito. Per fargli riconoscere Manuel, il giudice ha imposto la prova del Dna».

 

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