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SETTIMANALE “ OGGI “ * IN EDICOLA IL 10 GIUGNO 2021: « CASO YARA / AMEDEO D’AOSTA / GIANNI VATTIMO / MASSIMO GILETTI / TRAGEDIA DI VERMICINO / LE FOTO DI CONTE E PIRLO »

CASO YARA/IL SETTIMANALE «OGGI»: «BOSSETTI DENUNCIA I MAGISTRATI PER DEPISTAGGIO»

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha denunciato per depistaggio i magistrati di Bergamo, un’accusa sulla quale sta ora indagando la Procura di Venezia. Il depistaggio riguarderebbe presunte anomalie relative ai reperti e ai campioni di Dna che, se dimostrate, sarebbero di estrema gravità.
Lo rivela il settimanale OGGI, in edicola da domani.
Dopo che per tre volte la Cassazione ha dato ragione a Bossetti scrivendo che i giudici di Bergamo devono mettere a disposizione dei suoi difensori i reperti col Dna che sono serviti a condannarlo, il 3 giugno scorso la Corte d’Assise di Bergamo ha opposto l’ennesimo “no” alla richiesta degli avvocati di accedere ai campioni.
«Presenteremo il quarto ricorso in Cassazione», annuncia il difensore Claudio Salvagni.

AMEDEO D’AOSTA/SU «OGGI» UNA LETTERA INEDITA DEL 1960 DI UMBERTO AL FIGLIO VITTORIO EMANUELE: «SE CONTINUI COSì, TITOLO E RANGO PASSANO A MIO NIPOTE AMEDEO»

Il settimanale OGGI, in edicola da domani, pubblica una lettera inedita scritta il 25 gennaio 1960 dall’esilio di Cascais, in Portogallo, da Umberto di Savoia al figlioi Vittorio Emanuele. In reazione alle scorribande del figlio e alla sua intenzione di sposare senza permesso la nipote del poeta francese Claudel, l’ex sovrano mise per iscritto un avvertimento chiarissimo. «Ciò porterebbe», scrisse Umberto a Vittorio Emanuele, «la tua esclusione da qualsiasi diritto di successione come capo della casa di Savoia e di pretenzione al regno d’Italia. Pertanto i tuoi titoli, il tuo rango saranno ridotti alla situazione di privato cittadino e tutti i diritti passerebbero inesorabilmente a mio nipote Amedeo duca d’Aosta». Vittorio Emanuele rientrò nei ranghi, ma ci rimase per poco, e insofferente dell’autorità paterna, nel 1969, davanti a un notaio di Ginevra detronizzò il genitore e si nominò erede al trono d’Italia. L’iniziativa non gli ha sicuramente giovato e il cugino Amedeo, suo malgrado, ha dovuto assumere il ruolo di capo di Casa Savoia. Onori e oneri ora cadranno sulle spalle di Aimone, figlio secondogenito, del duca.

GIANNI VATTIMO A «OGGI»: «IL MIO ASSISTENTE È QUASI UN FIGLIO E NON MI HA PLAGIATO. HO IL DIRITTO DI SPENDERE I MIEI SOLDI COME VOGLIO»

«So benissimo che c’è chi pensa “Vattimo s’è innamorato e ha perso la testa”. Non è così. Simone per me è un amico, quasi un figlio. E a 85 anni affermo il diritto di spendere i miei soldi come voglio». Il filosofo Gianni Vattimo risponde così, in un’intervista al settimanale OGGI, in edicola da domani, alle accuse rivolte al suo assistente personale Simone Caminada di averlo manipolato per sottrargli denaro e farsi inserire tra i beneficiari della sua polizza vita. «Un medico ha deciso che sono a rischio di circonvenzione. Ma la possibilità di essere plagiato e l’effettivo fatto di esserlo non sono certo la stessa cosa: ho qualche acciacco, ma con la testa ci sono tutto».
Caminada, 38enne di origini brasiliane che convive da dieci anni con il maestro del pensiero debole, è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Torino con l’accusa di circonvenzione di incapace. «Una persecuzione umiliante», la definisce Vattimo, il quale spiega a OGGI che la sua polizza vita è intestata anche ad altri e tutte le spese sono documentate. «I miei amici più cari, come Franco De Benedetti e Marco Rizzo, mi ritengono una persona libera e sono scandalizzati».

MASSIMO GILETTI A «OGGI»: «DA UN ANNO SOTTO SCORTA. NON HO PAURA MA MI ADDOLORA LA QUASI TOTALE MANCANZA DI SOLIDARIETA’»

«Vivo da un anno sotto scorta, per le minacce di morte della mafia. È un’esperienza che ti cambia dentro. E non in meglio. Non è paura. È una sensazione di malessere più sottile. Mi addolora la quasi totale mancanza di solidarietà che ho avvertito intorno a me. E mi indigna che abbia dovuto scoprire dai giornali di essere finito nel mirino dei clan per la mia battaglia contro le scarcerazioni dei boss», spiega Massimo Giletti in un’intervista a OGGI, in edicola da domani.
Giletti parla del suo Speciale sulla mafia in onda su La7 giovedì 10 giugno dove ha trattato il tema della trattativa Stato-mafia: «un viaggio rabbrividente nei luoghi dove ancora troppe verità sono nascoste».
E per il conduttore è tempo di bilanci esistenziali: «Ho perso mio padre. Mia madre non sta per niente bene. Con lei avevo un dialogo costante, che ormai non c’è più. È una stagione nella quale cominci ad avvertire il peso dei distacchi. Vorrei frenare con il lavoro. Rifiatare. E concentrarmi sull’amore».

VERMICINO/WALTER VELTRONI A «OGGI»: «ANCHE PERTINI COMMISE UN ERRORE. IO AL QUIRINALE? NON SONO ALL’ALTEZZA»
A quarant’anni dalla tragedia di Vermicino, Walter Veltroni, In un’intervista al settimanale Oggi, in edicola da domani, rievoca la drammatica sorte del piccolo Alfredino Rampi, inghiottito da un pozzo il 10 giugno del 1981. L’ex sindaco di Roma, che sulla dolorosa vicenda ha scritto uno dei suoi libri più intensi, L’inizio del buio, spiega perché quell’agonia lunga 60 ore, narrata dalla Rai con una diretta no stop, abbia cambiato il nostro Paese: «Lo sciacallaggio televisivo creò e pilotò un’opinione pubblica sparviera, che si nutre del dolore e va a cercarne dell’altro, quando finisce la razione… Sembrava che il futuro di ciascuno di noi dipendesse dalla salvezza di Alfredino. Eppure, il 13 giugno, non appena il bambino ha smesso di respirare, con la stessa rapidità, abbiamo voltato pagina». Veltroni, con garbo, rimprovera anche il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che accorse a Vermicino: «Commise un errore. La sua presenza a Vermicino non giovò alla causa e accentuò la confusione». A una domanda sul suo possibile futuro al Quirinale, il primo segretario del Pd dà una risposta secca: «Abbiamo avuto l’immensa fortuna di infilare quattro grandi presidenti di fila: Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella. Se fossi alla loro altezza, potrei anche pensarci. Sfortunatamente, non lo sono».

SU «OGGI» LE FOTO DI CONTE E PIRLO, DISOCCUPATI DI LUSSO, INSIEME ALLE BALEARI
Nel numero di Oggi in edicola dal 10 giugno trovate tre pagine di foto esclusive che ritraggono una coppia di disoccupati di lusso: l’ex interista Antonio Conte e l’ex juventino Andrea Pirlo. I due amici, scortati dalle rispettive “signore” (e dai due gemelli di quasi 4 anni che Andrea ha avuto dalla compagna Valentina Baldini), si sono dati appuntamento a Ibiza, spiaggia Ses Salinas. E hanno trascorso una giornata di assoluto relax tra chiacchiere, spuntini e tuffi nel mare azzurro delle Baleari. E Conte, famoso per il suo rigore dentro e fuori dal campo, a un certo punto ha perso il suo aplomb: per seguire l’ingresso in acqua una ragazza in topless, ha abbandonato la discussione con la moglie Elisabetta e… rischiato il torcicollo.