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RAI – RADIO2 * “ I LUNATICI “: SALVATORE ESPOSITO (GENNY SAVASTANO – GOMORRA), « SONO SEMPRE STATO IL BULLO DEI BULLI, ODIO LE PREPOTENZE E DA BAMBINO ERO UNA PESTE »

Salvatore Esposito, Genny Savastano in Gomorra, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta su Rai Radio2 dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei e in onda anche su Rai 2 tra l’una e le due e trenta circa.

Il popolare attore ha parlato un po’ di se: “Da bambino ero una peste, poi crescendo per fermare la mia indole sono servite tante lezioni, tante ramanzine, perché comunque ero un bambino alfa, cercavo di dimostrare tutto quello che avevo dentro e a volte lo facevo in modo prepotente. Crescendo ho calmato questa mia indole ed è venuto fuori un istinto di protezione che nutro anche per i più deboli. Mi sono sempre definito il bullo dei bulli, ho sempre difeso i più deboli. Una marachella che ho combinato? A due anni, ero nella camera da letto, guardavo i cartoni, era mattina, versai tutto il biberon con il latte e biscotti nel videoregistratore. Quando ho deciso di fare l’attore? Fin da bambino. A 24 anni lavoravo in un fast food da sei anni e dissi ai miei genitori che volevo seguire il mio sogno, la mia passione. I miei mi hanno protetto, aiutato, sostenuto. Io ero ai provini di Gomorra per dare le battute agli attori. Poi Sollima mi chiese di fare il provino per Genny e il resto lo conosciamo. Io ci speravo che accadesse questo, ma quando mi hanno proposto il provino per Genny all’inizio ero stordito. Era raccontato come un ragazzo di 18 anni, i ragazzi che avevano visto fino a quel momento non erano attori, all’inizio ero un attimo disorientato. Poi per fortuna è andata bene. Il rapporto tra talento e studio? Vanno di pari passo. Senza talento è inutile lo studio, senza studio è inutile il talento. Ci vuole anche fortuna. Le percentuali non le conosco, ma serve una percentuale di tutto per ottenere e realizzare i propri sogni”.

Sull’ultima stagione di Gomorra: “Io sono una tomba sugli spoiler, ormai manca poco, abbiamo atteso tutti tanto, non vedo l’ora di far vedere il lavoro che è stato svolto. Ne varrà la pena. Genny Savastano? Io sarò sempre grado a chi ha deciso di affidarmi Genny e sono consapevole del fatto che servirà tutta la mia energia per riuscire a rendere iconici gli altri personaggi che mi verranno affidati”.

Su Maradona: “Conoscerlo è stato un sogno che è diventato realtà. Ho condiviso il palco con lui in uno spettacolo al teatro San Carlo. Lui appena mi ha visto mi ha detto che era un onore conoscermi. Io gli ho detto che l’onore era mio. E’ stata una delle emozioni più grandi della mia vita”.

Sul rapporto con i fan: “L’affetto e la passione della gente fa piacere. L’altro lato della medaglia è che c’è spesso chi non conosce limiti e passa dall’affetto all’invadenza. Ognuno di noi deve avere consapevolezza del rispetto altrui”.

Sull’ultima volta che ha pianto: “Rido spesso, sono uno a cui piace tanto ridere e far ridere, se ci riesco. Pianto, boh, forse dovrei piangere di più. Non ho ricordi di lacrime recenti”.

Sul Napoli: “Se è l’anno giusto? Io sto facendo i miei riti scaramantici. Non lo so, abbiamo un buon organico per lottare per i primi quattro posti, Spalletti sta dando il suo contributo, per vincere lo scudetto servono tante componenti. Le critiche ad Immobile della Lazio? Sono critiche stupide, parliamo di un centravanti pazzesco. Io lo vorrei al Napoli ma lui mi dice sempre di avere un rapporto splendido con la Lazio e con i tifosi della Lazio. Chi critica Immobile è un incompetente dal mio punto di vista”.

Sui social: “Ho un ottimo rapporto, un grande seguito. Se ricevo avance? Fa parte del gioco, ringrazio gli uomini e le donne che provano stima e hanno interesse per me. Ma si ferma tutto lì. Le avance le ricevo sia degli uomini che dalle donne. A volte sono così simpatiche, naturali, divertenti, che sorrido e vado avanti”.

Da qualche mese è uscito il suo romanzo, ‘Lo sciamano’: “La mia idea era partita con lo sviluppo di un soggetto per una serie televisiva. Poi l’idea è diventata ricca e complessa, così l’ho proposto e l’idea è andata in porto. E’ piaciuto tanto. Essendo il mio esordio nessuno si aspettava un romanzo del genere. Un romanzo complesso, che spero non deluda chi ama il genere. C’ho messo dentro tutta la mia visione artistica del personaggio. Si può fare sempre meglio, a posteriori è tutto più facile, nei progetti futuri, magari nel sequel del libro, cercherò di non commettere gli errori commessi nel primo libro. Ma posso garantire a chiunque lo leggerà che non resterà deluso. Soprattutto se ama come me tutto ciò che non è spiegabile, tutto ciò che è occulto”.