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RAI RADIO2 – “ I LUNATICI ” * FRANCESCA NERI: « L’IDEA DI FARLA FINITA? PER UN MOMENTO CI HO PENSATO, SUBITO DOPO HO CAPITO QUANTO AMO LA VITA »

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08.35 - venerdì 10 dicembre 2021

Francesca Neri è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei, live anche su Rai 2 sempre dal lunedì al venerdì più o meno tra l’una e le due e trenta.

La celebre attrice italiana è tornata a parlare della sua malattia: “Sono sempre stata una persona riservata, in questi anni sono stata abbastanza ritirata, qualcuno si è meravigliato perchè con il libro ‘Come carne viva’ sono uscita raccontando tutto della mia malattia. Questo ha fatto clamore. E poi le persone dello spettacolo vengono viste come infallibili, con una vita meravigliosa, che non si possono ammalare mai. Io invece mi sono messa a nudo completamente, quando ti apri lo fai fino in fondo. Avevo veramente voglia di condividere quello che mi era successo. Mi fa piacere che da quando sia uscito il libro ho tanto ritorno dall’incontro con le persone. Una cosa che mi è sempre mancata in questi anni in cui ho fatto l’attrice. Avevo bisogno di questo. Mi sta ripagando forse anche di tutta la sofferenza che ho vissuto in questi anni. Io parlo di una malattia cronica e le malattie croniche hanno un unico comune denominatore: le persone che ne soffrono si sentono sole. Ti senti anche un malato immaginario, c’è anche la componente di non essere creduti fino in fondo. Il momento della diagnosi? Io ho sempre sofferto di cistite. La mia malattia ora è la cistite interstiziale cronica. Mi curavo con gli antibiotici, a un certo punto sono diventata resistente agli antibiotici. Una volta ebbi una cistite forte, pensai di curare il dolore, pensai di curarmi con l’antibiotico, ma non mi è mai più passata. E mi sono trovata davanti a questa malattia. E la cosa che fa più paura è la parola ‘cronica’. Io ho fatto tutti i tipi di cure che si possono fare. Ci sono cose che alleviano un po’ il dolore, ma non sempre. Vivi con un dolore costante”.

Ancora Francesca Neri: “Oggi sto molto meglio soprattutto perché dopo tanto tempo impari a convivere con questa patologia e a gestirla. Faccio tutta una serie di cose, alternative e naturali che mi fanno stare meglio e poi ho capito quali sono le cose scatenanti. Evito una serie di situazioni che possono farmi venire una crisi forte. Questa per me oggi è una libertà. Mi sono sempre vista come una persona infallibile, che poteva fare tutto. Invece no, questa malattia mi ha permesso di accettare i miei limiti e le mie debolezze. Se davvero ho pensato di farla finita? Ho voluto raccontare anche questo e vi assicuro che anche questo fa parte di ogni tragitto di persone che hanno vissuto quello che ho vissuto io. Ho voluto raccontarlo anche se all’inizio avevo un po’ di pudore nel parlarne. C’è stato un momento nei mesi più duri in cui ho perso lucidità. Un paio di settimane in cui vivevo di notte, non dormivo di giorno, ho perso lucidità. Lì per un attimo, per stanchezza, perché poi subentra la depressione, l’ho pensato. E’ durato un secondo, un attimo. Subito dopo però ho capito quanto amo la vita e quanto è giusto lottare e fare tutto il possibile per difenderla. Però quel pensiero per un secondo mi ha sfiorato. E’ come se lì avessi toccato il fondo e poi ho iniziato la risalita. Quando tocchi il fondo ti dai una spinta. Da lì si può solo risalire. E in queste situazioni uno si salva sempre da solo. In tragitti come questo, ci possiamo aiutare solo da soli”.

Sul momento che stanno passando le donne: “Stiamo passando un momento forse unico. Stiamo riuscendo a fare piccole conquiste, a fare gruppo e a portare avanti battaglie importanti. La parità di genere è ancora lontana. Manca, facendo un discorso soprattutto legato alle nuove generazioni, di educazione sentimentale. Bisognerebbe mettere l’educazione sentimentale come materia scolastica. Se tu insegni il rispetto per la donna, per l’altro in generale, è già un punto di partenza”.

Sul film ‘Al lupo al lupo’, diretto da Carlo Verdone: “Quello, insieme a uno con Massimo Troisi, è uno dei set più divertenti. E’ uno dei film di Carlo più intimi. Carlo e i set di Carlo sono un ambiente in cui lui essendo regista e attore dà una dimensione di leggerezza e spensieratezza. Ho mille ricordi che ho di cose divertenti su quel set. Carlo anche quando non vuole a me fa ridere. Mi ha insegnato la commedia, i tempi della commedia, lui ce l’ha, gli viene naturale. Ne ho un ricordo meraviglioso. Come regista è molto bravo perché essendo anche attore tutte le indicazioni che ti può dare hanno più cognizione di causa”.

Sul rapporto con la sua bellezza: “Come si convive con la bellezza? Ovviamente è un biglietto che arriva prima di te, soprattutto se fai un mestiere come il mio. Però io ne ho sofferto molto perché come attrice tante volte mi sono sentita dire che non ero credibile per interpretare un ruolo perché ero troppo bella. In Italia c’è questa cosa, in America ad esempio noi. Poi ho avuto la fortuna di andare oltre”.

Sulla rivalità calcistica con il marito, Claudio Amendola: “Io sono della Lazio, lui è un tifoso sfegatato della Roma. Io sono proprio della Lazio. Uno può cambiare uomo, ma non squadra. Sono una laziale doc. All’inizio io e Claudio abbiamo visto qualche derby insieme, poi abbiamo capito che non era il caso. Noi laziali sappiamo soffrire, sappiamo incassare. Resisto laziale nonostante mio marito e mio figlio siano dei romanisti sfegatati. Non mollo. Non mollare mai”.

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