(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A “DENTRO LA NOTIZIA” LA STRAGE FAMILIARE DI BENEVENTO MARIO OCONE, IL FIGLIO MAGGIORE DI SALVATORE: «MIO PADRE NON AVEVA MAI MOSTRATO SEGNI DI VIOLENZA. NESSUNO SI ASPETTAVA UN GESTO DEL GENERE» LA ZIA DI ELISABETTA, LA MOGLIE DEL KILLER: «TRA POCHI GIORNI AVREBBERO FESTEGGIATO I 25 ANNI DI MATRIMONIO, AVEVANO GIÀ CONSEGNATO GLI INVITI» Oggi, a “Dentro la Notizia”, condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5, ampio spazio alla strage familiare a Benevento, dove ieri Salvatore Ocone ha ucciso la moglie Elisabetta Polcino e il figlio Cosimo di 15 anni e di ha ridotto in gravi condizioni la figlia Antonia, sedicenne. Durante la trasmissione è intervenuto il terzo figlio Mario Ocone: «Sono arrivato ieri sera da Rimini. Ho saputo della tragedia ieri mattina, mi hanno chiamato i Carabinieri. Il resto l’ho letto sui giornali». Rispetto a quando aveva sentito i genitori l’ultima volta, Mario racconta: «Li ho sentiti venerdì sera e sembrava tutto normale. Dovevano festeggiare i 25 anni di matrimonio ma purtroppo…». Su che tipo di persona era suo padre, Mario, molto provato, spiega: «Era un lavoratore che non aveva mai mostrato segni di violenza. Ci era sempre molto vicino e nessuno si aspettava un gesto del genere. Gli volevo bene». E aggiunge, rispetto allo stato di salute: «Prendeva farmaci antidepressivi, era sotto cura ma nessuno se l’aspettava. Nessun segnale di violenza, solo qualche litigio». Alla domanda se fosse andato a Rimini per allontanarsi dalla sua famiglia, Mario risponde: «No, sono andato a Rimini per lavoro ma alla fine dei miei contratti tornavo sempre qui a casa». Infine, sulle condizioni della sorella Antonia, spiega: «Sono andato a trovarla oggi pomeriggio. È in coma farmacologico e speriamo si riprenda. Eravamo tutti e tre molto legati. Devo trovare il tempo di riprendermi da questa situazione, metabolizzare e andare avanti con la mia vita». Un’altra testimonianza, nel corso della trasmissione, è quella della zia di Elisabetta che racconta: «Tutti avremmo potuto fare qualcosa ma dobbiamo precisare che Elisa (Elisabetta, ndr) era una persona sorridente, non dava segnali che ci fosse qualcosa che non andava. Tra pochi giorni avrebbe festeggiato i 25 anni di matrimonio, avevano già consegnato l’invito. Era felicissima di festeggiare. Aveva già prenotato il ristorante e si era comprata il vestito. Come fa una persona a pensare che sarebbe successo tutto questo?». In allegato l’invito al venticinquesimo di matrimonio.
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