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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ZANELLA (FUTURA) * AUTOSTRADA DEL BRENNERO: « PERDERE IL CONTROLLO DI A22 SAREBBE UNA DISFATTA, PER L’AMBIENTE E PER IL TERRITORIO »

Il mese scorso, a fronte di un’interrogazione di Futura sulle prospettive dell’A22 in vista dell’imminente scadenza dell’ennesima proroga, il Presidente Fugatti ha stancamente prospettato le solite due soluzioni: la messa a gara europea o l’affidamento alla società in house. Questa seconda opzione con tutte le problematiche note, a partire dalla liquidazione dei privati.

Da lì a pochi giorni, però, abbiamo appreso dai giornali che la proposta che si stava discutendo col Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili era un’altra: il ricorso alla finanza di progetto con diritto di prelazione per l’attuale S.p.A. Autostrada del Brennero. Con una strada tutta in salita, vista la necessità di modificare il codice degli appalti.

Kompatscher all’ultimo Consiglio regionale si è mostrato poco preoccupato per l’ormai prossima scadenza della proroga e ha comunicato che le interlocuzioni con Roma sull’A22 proseguono. Mentre noi discutiamo, però, c’è già chi si organizza per rendere possibile l’ampliamento del Polo autostradale del Nordest e mette gli occhi sull’A22. Per ora l’espansione a nord di “Cav – concessioni autostradali S.p.A.” richiederà l’intesa con le regioni limitrofe e, mentre non vi è dubbio che con l’SVP si troverà di fronte un muro, non sappiamo cosa farà Fugatti, solito cedere agli interessi dell’amico Zaia, come già sta facendo sulla Valdastico.

Una proposta alternativa su come gestire l’annosa vicenda è arrivata giorni fa dal segretario del PATT. Costituire una società tra le imprese dei territori dell’Euregio per partecipare alla gara e continuare a gestire a livello territoriale il corridoio del Brennero, visto che la possibilità di farlo con un controllo pubblico diretto sembra sfumare. Una proposta politicamente sensata se si vogliono tutelare gli interessi di Trentino, Alto Adige e Tirolo attraverso le imprese che vi hanno sede. Temo, però, che sia una strada difficilmente percorribile, oltre che restare l’estrema ratio nel caso si perdesse davvero il controllo pubblico.

Innanzitutto arriva fuori tempo massimo. Sono sette anni che la concessione è scaduta e nulla si è mosso sinora in tal senso. Se l’A22 davvero andasse a gara entro pochi mesi, come qualcuno mormora, i tempi per partire da zero nel costituire una società non ci sarebbero. E poi stiamo parlando di una gara europea a cui parteciperebbero colossi societari pronti a “spintonare” pur di aggiudicarsela, visti gli interessi in ballo. Una società locale costituita ad hoc difficilmente potrebbe competere, specie se il bando statale andasse nella direzione di privilegiare la parte economica, cosa assai probabile con l’approssimarsi della riforma della concorrenza impostaci dall’Europa.

Proprio per evitare che prevalgano gli interessi di chi insegue solo il profitto dobbiamo sostenere fino in fondo la possibilità che A22 rimanga in mani pubbliche. É necessario che l’interlocuzione stretta e diretta dei Presidenti Fugatti e Kompatscher con il Governo prosegua serrata per arrivare ad un difficile, ma non impossibile, accordo sull’in house o sulla finanza di progetto. Il Ministro Giovannini è persona attenta ai territori e alla sostenibilità, sicuramente più di altri colleghi. Il dialogo politico va impostato proprio su questi presupposti, sulla necessità che A22 resti nelle mani di chi vuole preservare ambiente e territorio, da sempre gestiti dalle comunità che vi abitano. Se la volontà politica è condivisa, le soluzioni giuridiche verranno di conseguenza. Non possiamo permetterci di perdere il controllo di un’infrastruttura tanto strategica per il governo della nostra regione.

Andare a gara significherebbe di fatto perdere l’A22 e con essa una delle partite più importanti di questa consiliatura. Vorrebbe dire porre fine agli ambiziosi progetti di sostenibilità ambientale in un momento tanto cruciale per la transizione ecologica (LEC, trasferimento merci su rotaia, idrogeno green, politiche tariffarie per ridurre il traffico deviato), ma anche perdere gli investimenti sui territori che la partecipazione dei soci pubblici ha sempre garantito attraverso la distribuzione degli utili.

Se la strada dell’accordo col Governo fallisse, tra pochi giorni si rischia di perdere il controllo del corridoio del Brennero. Di fronte a un’ipotesi tanto drammatica per le nostre Province e per la Regione, lascia sbigottiti il silenzio assordante dei partiti di governo, Lega e SV, che delle responsabilità dovranno assumersele. Ma evidentemente per loro, in questo momento difficile da tanti punti di vista, l’interesse della collettività e dei territori viene in secondo piano. In fondo è ciò che hanno dimostrato nell’ultima seduta del Consiglio regionale votandosi l’aumento dell’indennità.

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Paolo Zanella
Consigliere provinciale Futura