Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

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Trento, 25 ottobre 2020. – di Claudio Taverna

Nel terzo capitolo dei “Promessi sposi” si legge che Renzo, recandosi dal dottor Azzeccarbugli, convinto di potersi opporre legalmente al rifiuto di Don Abbondio di celebrare il matrimonio con l’amata Lucia, teneva, con una mano 4 capponi a testa in giù con le otto zampe ben legate…… da “regalare” all’illustre giurista….

Scrive il ManzoniLascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura“.

Ecco, l’immagine manzoniana si adatta perfettamente ai “nostri” eroi Paccher e Dallapiccola, che si “beccano” l’un con l’altro, circa la responsabilità dell’adeguamento Istat (istituto largamente diffuso e molto conosciuto) delle indennità dei consiglieri regionali.

Uno spettacolo avvilente. Il primo che accusa il centrosinistra di aver votato la legge del 2012, il secondo che rimprovera il primo ( in carica da 2 anni) di non aver fatto nulla per cambiarla.

Un “duello” da comiche finali, che dimostra come sia scaduta la classe politica “anticasta”, psicologicamente e politicamente subordinata al finto (perché solo per gli altri) “pauperismo” grillino.

Veniamo a fatti.

La legge regionale 6/2012 che istituisce l’adeguamento Istat per indennità e vitalizi venne votata dal consiglio regionale il 18 settembre 2012.

Dal resoconto stenografico di quella seduta, il risultato del voto: votanti 63, voti favorevoli 58, 3 contrari e 2 schede bianche.

Dunque un voto plebiscitario, come l’adesione in dichiarazione di voto.

Del resto, il relativo disegno di legge fu presentato dall’Ufficio di presidenza (Zelger Thaler, Depaoli, Mussner, Civico, Munter, Seppi) e dai capigruppo Borga, Chiocchetti, Heiss, Klotz, Lunelli, Ottobre, Penasa, Pichler (Rolle), Sembenotti, Seppi (gruppo misto con il favore della Lega pag. 35 del resoconto stenografico).

Dunque si trattò di iniziativa istituzionale avvallata dai capigruppo. Non fu una iniziativa del centrosinistra, caro Paccher. Prima di parlare (o di scrivere) bisogna leggere, documentarsi…. Altrimenti si sparano stupidaggini…..

L’approvazione di quella legge venne salutata da tutti in un coro entusiastico. Anche dai sindacati, che sanno perfettamente cosa sia l’Istat con i suoi meccanismi automatici.

La miccia della polemica è stata innescata dall’indecoroso “piagnisteo” del consigliere Michele Dallapiccola (1), giunto alla 3° legislatura, al quale risponde “piccato” il neofita e disinformato Paccher (2).

Ad entrambi.

Le leggi si applicano o si cambiano. La classe politica che conosciamo ha solo il coraggio del rinvio. Infatti Paccher rinvia…… un rinvio con l’anzianità di 8 anni, perché la parola d’ordine, nei Palazzi, è rinviare, non decidere. Ma il saldo arriva!

Una classe politica autorevole, competente, culturalmente preparata decide al meglio la soluzione dei problemi, giorno dopo giorno; non si vergogna delle indennità che percepisce. Se lo fa, sa di non meritarle.

Chi si nasconde dietro alibi di un pauperismo ipocrita e manicheo perché non ha il coraggio di decidere rinunci alla politica.

Ad entrambi.

Dallapiccola ritorni a visitare le mucche. Paccher continui a fare l’assicuratore!

(nella foto Paccher&Dallapiccola)

(1) intervento di Michele Dallapiccola

(2) Intervento di Roberto Paccher