Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Punta a migliorare la qualità della vita sul territorio progettando interventi innovativi, di concerto con gli attori locali, siano essi istituzioni private o pubbliche, scuole, imprese o banche, il progetto “Welfare a Km Zero”, avviato nel 2015 per innovare le modalità di progettazione nell’ambito del welfare trentino.

Oggi la Giunta, su indicazione degli assessori Luca Zeni e Carlo Daldoss, ha approvato il Protocollo di intesa fra Provincia, Consiglio delle Autonomie Locali, Caritro e Fondazione Demarchi, destinando al progetto l’importo di 250 mila euro, mentre altri 500 mila euro verranno stanziati dalla Fondazione Caritro: Provincia e Fondazione Caritro, direttamente o attraverso Fondazione Demarchi e in collaborazione con il Consiglio delle Autonomie Locali, hanno infatti concordato di sostenere i costi con una ripartizione rispettivamente di un terzo e due terzi.

“L’obiettivo – spiega l’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni – è quello di sostenere e rafforzare la cultura e la pratica del welfare comunitario e generativo nella società trentina. Dobbiamo cercare di lavorare in modo diverso, di individuare nuove modalità di risposta a problematiche sociali che aumentano, di intercettare nuove vulnerabilità partendo dall’analisi dei bisogni e delle necessità di cittadini e famiglie, coerentemente con quanto stabilito dal Piano della Salute e in un’ottica di cittadinanza attiva”.”

Attraverso il bando triennale finanziato con il Protocollo – spiega l’assessore agli enti locali Carlo Daldoss – si vuole stimolare la nascita di progetti in rete e condivisi fra gli attori privati e gli enti locali, nonché generare nuove risorse, modificando le modalità con cui persone, enti e istituzioni operano, nel rispetto di tutto ciò che la comunità trentina ha costruito nel tempo”.

Il progetto “Welfare a Km Zero”, è un percorso rivolto ad innovare le modalità di progettazione nell’ambito del welfare trentino.
Dal 2015 ad oggi ha già visto una serie di fasi finalizzate alla sua realizzazione:

 

 

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– Ascolto del territorio. Si è trattato della prima fase rivolta all’esplorazione, alla sollecitazione e all’ascolto del contesto trentino e all’identificazione delle vulnerabilità. Si è conclusa nel dicembre 2015 con l’individuazione di laboratori di progettazione partecipata. Ai laboratori si sono iscritte complessivamente 220 persone appartenenti alle istituzioni e alla società trentina, hanno inoltre partecipato anche rappresentanti dei Servizi sociali territoriali.

– Istruttoria. La seconda fase era orientata alla preparazione delle condizioni per l’avvio dei laboratori. A marzo 2016 è stato organizzato un convegno pubblico per la presentazione dei risultati, per il lancio dei laboratori e per dare la possibilijtà agli attori locali di candidarsi a partecipare ai percorsi di progettazione partecipata della durata di un semestre La fase si è conclusa nell’aprile del 2016.

– Progettazione. La terza fase ha visto l’affiancamento di iniziative di welfare per il territorio trentino ai laboratoria per la progettazione concertata, oltre alla realizzazione di un documento progettuale per ogni laboratorio; la fase si è conclusa alla fine dello scorso anno.

Co-finanziamento. Questa fase, iniziata nel 2017, vede il coinvolgimento degli enti promotori del progetto e riguarda appunto il co-finanziamento delle iniziative del territorio, che si attuerà attraverso il protocollo oggi approvato dall’esecutivo provinciale.
Bando 2017

Il bando è stato pubblicato dalla Fondazione Caritro nel gennaio 2017. Tramite il bando Caritro, Provincia e Fondazione Demarchi si impegnano nel settore sociale, sostenendo progetti che promuovano la coesione sociale e le interazioni fra diverse realtà pubbliche e del privato sociale. Il bando riguarda appunto progetti di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete con durata triennale.

 

 

 

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Ogni rete deve essere formata da almeno 3 realtà con sede in provincia di Trento, tra cui una realtà non-profit che agisce con esperienza nel sistema del welfare sociale trentino; ogni rete inoltre può essere formata da realtà appartenenti al sistema del privato sociale o da enti locali.

 

 

 

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I progetti dovranno essere attivati nel 2017 e concludersi entro 36 mesi dalla data di avvio. Dovranno inoltre riferirsi ad almeno una delle seguenti tematiche:

-intercettazione di nuove vulnerabilità e nuovo lavoro di comunità per rafforzare i legami sociali;

-riallestimento di spazi pubblici in modo partecipato, per costruire un contesto aperto a tutti i cittadini, anche quelli più vulnerabili;

-elaborazione di modalità di intercettazione dei bisogni in maniera diffusa per favorire l’accesso dei cittadini ai servizi disponibili;

-sviluppo di interventi atti a sostenere gli abitanti delle piccole comunità lontane dai grandi centri urbani;

-rinnovo dei servizi di welfare rivolti agli anziani, attraverso nuove modalità di coinvolgimento attivo di tutti i cittadini.

Le spese per il 2017 a carico della Provincia, che si avvale delle risorse messe a disposizione dalle Comunità e dal Territorio Val d’Adige, sono pari a 250 mila euro e saranno rivolte al finanziamento di progetti presentati in rete con gli enti locali del territorio trentino. Gli enti promotori si impegnano inoltre a rispettare il principio della ripartizione della spesa fra Fondazione Caritro (per i due terzi) e gli altri soggetti del sistema pubblico (per un terzo), anche per gli anni 2018 e 2019.
Ulteriori informazioni su www.welfareakmzero.it e Facebook.com/welfareakmzero

 

 

 

Foto: da comunicato stampa