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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

VITALIZI REGIONE TN-AA: DEGASPERI, UN ALTRO TRENTINO PER LA CORTE COSTITUZIONALE

(Fonte: Filippo Degasperi) – Il collegio della Corte costituzionale da oggi può vantare la presenza di due trentini.

Oltre al giudice effettivo infatti, scopriamo di avere anche un giudice di complemento, da impiegare nei casi più spinosi.

Il Parlamento sta provando a incidere sui privilegi che i politici si sono auto-riconosciuti negli anni passati? Ecco che, richiamato in servizio dai princìpi del diritto, il presidente Rossi tuona: “il provvedimento romano è incostituzionale”.

In effetti per uno che ha spacciato la distribuzione di 96 milioni (lordi, per carità) tra un centinaio di consiglieri ed ex come una riforma modello deve sembrare ben strano.

L’impostazione della legge nazionale è certamente diversa rispetto alla riforma bis varata dal Consiglio regionale nel 2014.

Quest’ultima infatti per gli ex consiglieri fa salvi elementi inaccettabili quali i maxianticipi, il cumulo tra più vitalizi e il cumulo tra più vitalizi e trattamenti previdenziali incassati grazie al versamento di contributi figurativi introducendo limature (6%…) e limiti (9mila euro per il cumulo) insignificanti in termini di equità rispetto ai normali lavoratori.

Senza dimenticare che il nostro novello costituzionalista, per non sbagliarsi, ha anche statuito che la parte della (sua) legge che prevedeva i recuperi forzosi delle mancate (minime) restituzioni si può non applicare.

Ma come evitare che la norma nazionale taglia-vitalizi produca danni irreparabili per il Trentino Alto Adige?

Ecco che il giudice di complemento sforna a tempo di record la soluzione geniale: “userò l’Autonomia per dire no”.

In effetti a questo serve l’Autonomia: a far peggio di Roma.