
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È stato presentato questa mattina, nella sede dell’Istituto Superiore Antincendi di Roma, il Calendario Storico 2025 dei Vigili del fuoco “Gioco di Squadra”, realizzato con gli scatti del fotoreporter internazionale Massimo Sestini e con la prefazione dello storico Alessandro Barbero. Alla cerimonia, condotta dalla giornalista Alessandra Ferraro, erano presenti il sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del fuoco Emanuele Prisco, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco Carlo Dall’Oppio.
“Il calendario 2025 è un gioco. Un gioco di squadra. L’immagine del Vigile del Fuoco che tutti conoscono, sostenuta da una comunicazione che ha l’obiettivo di garantire la concretezza e rafforzare l’affidamento dei cittadini durante un’emergenza, è un professionista sempre impegnato. Difficile durante un soccorso vederlo a favore di telecamera, più facile di spalle mentre lavora e salva e aiuta gli altri, senza distinzione alcuna. Mai a celebrarsi fuori misura, in un’immagine che è proposta per sottrazione.
Stavolta il gioco, la provocazione, la scelta di rappresentarla per contrasto in bella posa. Gli scatti di un grande fotografo come Massimo Sestini descrivono le specializzazioni e specialità del Corpo Nazionale, con il Vigile del Fuoco fermo in modo studiato, che guarda la fotocamera consapevole di essere ritratto. Anche nella finzione resta vivo un concetto intoccabile: la squadra, l’unità fondamentale in cui risiede la forza dei Vigili del Fuoco.
Un racconto di immagini dove lo scuro del cielo serve a regalare un contrasto di toni capace di mettere in luce come in un gioco la squadra, l’unione, perlopiù di cinque elementi, che concede di raggiungere l’obiettivo massimo di salvare vite umane e che rende quello del Vigile del Fuoco il mestiere più bello del mondo”.
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Come molte cose in Italia, hanno due nomi, uno ufficiale e uno familiare: si chiamano i Vigili del Fuoco, ma per la gente sono i pompieri. E li chiamiamo così perché per molto tempo hanno avuto un solo compito: spegnere gli incendi usando le pompe, questa invenzione del XVII secolo che già nel Settecento si era diffusa in tutta Europa rivoluzionando la lotta contro quel terribile nemico.
Oggi i Vigili del Fuoco hanno un ruolo di protezione del cittadino che va ben oltre la loro vocazione originaria: si è calcolato che appena il 30% dei loro interventi è dovuto agli incendi, e la maggior parte di loro opera in specializzazioni che con le pompe non hanno più niente a che fare.
C’è il nucleo sommozzatori che combatte i pericoli legati all’acqua, dai naufragi alle inondazioni, ci sono gli elicotteristi specializzati nel salvataggio di persone rimaste isolate nei luoghi impervi, ci sono i reparti cinofili che ritrovano i dispersi sotto le macerie dei terremoti, e tante altre specializzazioni che incontrerete in questo calendario.
Tutte figure professionali che hanno una caratteristica in comune: operano in squadra, e nell’azione della squadra fondono mille competenze diverse. In un certo senso è sempre stato così: già nei vecchi corpi civici di Guardie del Fuoco che hanno preceduto il Corpo Nazionale ogni squadra era composta da lattonieri, muratori e falegnami, e ancora alla metà del Novecento il criterio di assunzione era rimasto quello, con l’allargamento alle professioni allora nuove, l’idraulico, l’elettricista, il meccanico.
Gli enormi progressi tecnologici della nostra epoca hanno creato una molteplicità di nuove specializzazioni professionali, difficili perfino da immaginare per chi non sia addetto ai lavori; e ogni squadra dei Vigili del Fuoco ormai è un concentrato di queste competenze iper-tecnologiche. Di fronte alla diversificazione di interventi di cui sono capaci, e che la società moderna richiede loro nelle situazioni più imprevedibili, è un segno della perdurante importanza che rivestono nell’immaginario collettivo il fatto che la gente continui a chiamarli, affettuosamente, i pompieri.
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Alessandro Barbero
