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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

VERGNANO * COSTRUZIONE E GESTIONE RSA: « NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ASPETTARE ALTRI 25 ANNI PER VEDERE SORGERE NUOVE STRUTTURE A ROVERETO »

La gestione delle Rsa e i ritardi Roveretani. Le recenti notizie riguardo i possibili, se non certi nel prossimo futuro, aumenti delle rette delle Rsa impongono un serio ed approfondito ragionamento sul metodo di gestione fino ad oggi effettuato.

Non parliamo dei professionisti che lavorano alacremente e con dedizione all’interno delle strutture residenziali per gli anziani, ma proprio dell’organizzazione aziendale e strutturale.

I costi e gli investimenti sono stati, fino ad oggi, sopportati dalle imposte, nella convinzione che la gestione pubblica fosse più agevole e garantisse migliore qualità e certezza per gli ospiti.

L’esempio eclatante, però, della sconfitta di tale processo è la situazione roveretana. Da più di 5 legislature, ovvero 25 anni, si sta dibattendo riguardo l’ubicazione e la costruzione di nuove Rsa o della ristrutturazione di quelle esistenti.

Il risultato è che abbiamo una azienda, la Apsp Vannetti, che aspetta da anni la terza struttura residenziale e gestisce la Casa Rossa in evidente difficoltà e di vetustà.

Inoltre, stante le analisi demografiche, Rovereto avrà bisogno entro breve termine di una nuova struttura per accogliere gli anziani che oggi, come gli scriventi, sono ancora in attività ma che tra pochi lustri avranno bisogno di residenze protette o di assistenza.

Non possiamo permetterci, quindi, di aspettare altri 25 anni per vedere sorgere nuove strutture necessarie.

La lentezza della politica non è causata dall’inerzia dei consiglieri, che siano comunali o provinciali, ma è propria del metodo.

Se pensiamo che per ristrutturare la Casa Rossa il Consiglio Comunale ha stanziato oltre 11 milioni, che facilmente lieviteranno, e che per costruire la nuova Rsa si potrebbe arrivare a spenderne oltre 24, si comprende come i consiglieri e le amministrazioni debbano ragionare profondamente e a lungo rispetto ad investimenti così importanti.

Investimenti che derivano tutti dalle casse pubbliche, ovvero dalle tasse dei cittadini.

Altro nodo è la mancanza di concorrenza. Solo la realizzazione di una sana contrapposizione tra offerte diverse può portare a servizi migliori per il cittadino. Ingessare tutto in un’unica azienda, seppur con personale di qualità, non favorisce la crescita, ma l’assistenzialismo.

Altre regioni hanno intrapreso un percorso diverso, aprendo la costruzione e la gestione delle Rsa alle aziende private con comprovata esperienza.

Affiancando così il servizio totalmente pubblico, a strutture che possano attuare economie di scala e gestionali, senza intaccare gli stipendi (anzi spesso aumentandoli).

Inoltre sul tavolo esiste il tema dei tempi di decisione e di realizzazione.

Come detto Rovereto ha aspettato 25 anni per vedere, non ancora aperta, la struttura di Piazzale Defrancesco quando, stando alle esperienza extraprovonciali, le Rsa vengono di norma consegnate in 18/20 mesi.

Come effettuare tale processo è consolidato: attivare, una volta deciso che siano necessari nuovi posti letto, gare al fine di far competere le strutture e le aziende, imponendo gli investimenti con risorse proprie.

Non si comprende come, in altre regioni, le strutture vengano convenzionate senza investimenti pubblici iniziali, al contrario del Trentino che paga le strutture e le convenzioni.

Il Consiglio Comunale di Rovereto ha deliberato, in questi giorni, di rivedere le politiche per la realizzazione della nuova Rsa roveretana.

Sarà questo un questo momento di profonda analisi riguardo le modalità e le possibilità gestionali più agevoli ed economiche e di più veloce attuazione.

 

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Paolo Vergnano
Consigliere Comunale Rovereto