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VACCINI OBBLIGATORI: ARTIOLI, LE IMPOSIZIONI FORTI EVOCANO LE DITTATURE

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14:28 - 7/06/2017

(Fonte: Elena Artioli) – Vaccini obbligatori: Artioli, “le imposizioni forti evocano le dittature inaccettabile il metodo, improvvisazione tutta italiana”. e chiede di staccare la spina al ministro lorenzin a Roma.

Tanti gli appelli sulla posta elettronica della Consigliere provinciale Elena Artioli da parte di genitori esterrefatti e sgomenti per il testo ministeriale sui vaccini obbligatori. Appelli che per lo più arrivano dal mondo di lingua tedesca e dai ladini. “E’ giusto dare una risposta a tutti.

Io la voglio dare doppia perché la penso come i tanti cittadini allarmati, pur rispettando il rigore della scienza. Ricordiamoci di vivere in un Paese libero con molte teste. Le imposizioni forti evocano le dittature -così Artioli.

Artioli critica il Decreto legge voluto dal Ministro della Salute Lorenzin. Per la consigliere di Team Autonomie si tratta di una sperimentazione frutto di una improvvisazione tutta italiana, portata avanti senza un minimo di programmazione.

Giusto sperimentare – osserva – ma il tutto andava concordato con le Regioni e a livello europeo. Artioli chiede che a Roma i parlamentari altoatesini e trentini minaccino il Ministro di staccare la spina al Governo, se non vi saranno dei correttivi al provvedimento.

La Consigliere provinciale con una mozione sottoscritta insieme al collega Andreas Poeder si è già mossa nell’aula del Consiglio per tentare di arginare la manovra romana.

“Proprio la salute è l’argomento che finora ha maggiormente interessato i cittadini” – sottolinea Artioli che si era mobilitata anche contro la chiusura del centro nascite di Vipiteno.

“Questa volta i numeri sono molto più importanti. Ho ricevuto in pochi giorni almeno un centinaio di appelli lanciati via e-mail da parte di mamme e papà preoccupati per le conseguenze di un Decreto troppo impositivo che lede la libertà individuale di scelta.”

Secondo Artioli, quella voluta dal Ministro della Salute è una strategia improvvisata non realizzabile nei tempi previsti dallo stesso Ministero. “Lievitano i costi per lo Stato e le famiglie, le multe salgono alle stelle e l’Italia è l’unico Paese in Europa a scegliere questa strada.

Sperimentiamo ma – osserva la consigliere di Team Autonomie – o la Ministro Lorenzin è più avanti di tutti e non mi risulta abbia una laurea in medicina, oppure non si è fermata a riflettere su quanto hanno scritto i suoi funzionari nel decreto.”

“Non sono contro i vaccini, tanto meno contro la scienza e i suoi metodi – spiega Artioli – ma non possiamo accettare che un tale decreto così improvvisato sia imposto anche nella nostra Provincia.

Purtroppo in tema di Salute dobbiamo adeguarci a Roma, ma la Provincia di Bolzano può far sentire la propria voce. Magari anche attraverso i nostri parlamentari che dovrebbero intervenire sul Governo e minacciare di staccare la spina al Ministro.”

Se dobbiamo guardare alla Salute della comunità dobbiamo farlo almeno in chiave europea. Vediamo cosa fanno in Austria e in Germania, ad esempio. Nessuna vaccinazione obbligatoria e non ricordo epidemie che abbiano decimato i tedeschi – sottolinea Artioli.

Quando si affronta un tema complesso come la Salute si deve guardare in faccia al cittadino.

In passato si sono somministrati anche nella nostra Provincia vaccini poi verificatisi inefficaci, perché contenenti solo placebo, la cui inoculazione era sostenuta dalla teoria che tale pratica avrebbe ridotto le malattie.

Invece erano come le bottiglie che sanno di tappo, solo che non vi è l’uso di fare assaggiare un vaccino come il vino al ristorante prima di servirlo. Non vi è mai nulla di scontato, neppure in sanità. E’ sempre giusto sperimentare ma non rischiare di fare troppi pasticci – conclude la Consigliere Elena Artioli.

Se la strategia scientifica è quella di imporre 14 vaccini a tutti i bambini che vivono in comunità, senza peraltro neppure riuscirci nei tempi previsti, questa andrebbe prima programmata e soprattutto concordata con le Regioni e a livello europeo. E’ un decreto, così come è stato scritto, che nel suo iter parlamentare è destinato al binario morto e chiedo ai nostri rappresentanti a Roma di fermarlo anche prima che produca dei danni.

 

 

 

 

Foto: tratta da pagina Facebook

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