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VACCINI: CIVETTINI: DA PROVINCIA TRENTO PIANO ANTI-BUFALE O SERMONI UNILATERALI?

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07.36 - sabato 08 luglio 2017

(Fonte: Claudio Civettini) – Vaccini: La Provincia organizza sul territorio un piano «anti-bufale»? Confronti o sermoni unilaterali? Quali i confronti e gli spazi per i dati scientifici? Quale il ruolo delle lobby dei produttori di vaccini? Si faccia chiarezza.

Interrogazione: Apprendiamo dalla stampa locale come, dopo aver approvato, a fine giugno, il calendario vaccinale 2017, la Giunta provinciale, a fronte delle ragioni delle Famiglie, Associazioni e pareri di medici silenziati e scienziati, starebbe coordinando una serie di riunioni, in corso in questi giorni, tra i tecnici dell’assessorato e dell’Azienda sanitaria con un fine molto preciso, cioè di “educare al vaccino obbligatorio”.

Iniziativa, che coincide con una parziale retromarcia del Governo romano sulla obbligatorietà dei 12 vaccini, ma che la provincia, accecata dalla sindrome del primo della classe e del completo asservimenti ai voleri romani, troppo spesso consigliato da lobbysti del settore, vorrebbe superare.

Iniziativa, partita volutamente e improvvisamente, per programmare incontri “formativi” che si terranno nella seconda metà di luglio, in particolare fra il 19 e il 28 luglio, con un obbiettivo molto chiaro di incontrare unilateralmente e senza confronti, attraverso le Comunità di valle, i genitori e chiunque sia interessato al tema.

Scopo primario di siffatti incontri, evidentemente, sarà quello informativo, facendo il punto con tutti i presenti, sulla diffusione delle vaccinazioni in Provincia di Trento e anche sulle eventuali reazioni avverse, che da anni vengono registrate e studiate dalla Provincia, senza – pare su monitoraggi della sanità ufficia trentina- che siano stati registrati casi di particolare gravità.

Tuttavia, come la stessa stampa conferma, pare che siffatti incontri si annunciano come tutt’altro che pacati, con probabili proteste e rimostranze da parte del pubblico che interverrà.

Come al solito, a fronte di tali prospettive, emerga la gestione politica supponente e arrogante sulle scelte che riguardano le persone, quando sarebbe stato molto più conveniente, accettare istituzionalmente il confronto e la sintesi die quelle che sono le diverse e legittime esperienze e conoscenze scientifiche.

Infatti, sarebbe stato più opportuno, per la Provincia, farsi promotrice di un contraddittorio, nel corso di questi incontri, così da evidenziare con più forza le proprie ragioni alla luce di un confronto dialettico, scientifico e dei dati che, se saranno argomentati e supportati, non dovrebbero avere problemi ad essere compresi e condivisi.

Senza considerare-dato non secondario- che vi sono anche degli aspetti di contenuto da chiarire, come  per esempio, perché  l’Italia, sia l’unico Paese europeo con 10/12 vaccinazioni obbligatorie, giustificando – diversamente dai toni allarmistici della prima parte del 2017, rispetto ad una supposta epidemia di morbillo –l’incrocio dei dati epidemiologici regionali dell’ultimo anno e mezzo con le coperture più recenti, dove  emerge come a una maggiore copertura vaccinali, non corrispondono cali sensibili di morbillo tra la popolazione.

Ma ancor di più, come già alla fine del 2015 le perplessità sull’indipendenza dei redattori del nuovo calendario vaccinale dalle industrie produttrici erano oggetto di un Atto di Sindacato Ispettivo al Senato (n. 4-04966) dove si denunciavano conflitti di interesse evidente e lo scarso coinvolgimento della ricerca pubblica.

Nel concreto, un serio confronto tra le parti, privo di pre-giudizi o spinte lobbystiche, avrebbe –e darebbe- la possibilità di parlare anche sulle centinaia di indennizzi riconosciuti dai tribunali italiani per gravi danni da vaccino, più di 600 solo nel 2015, come riportava Il Fatto Quotidiano del 6 maggio 2017.

Posto che lo scrivente non ha nulla – nulla, lo si evidenzia – contro i vaccini ma è semplicemente favorevole ad un confronto anche su questo tema, si ritiene opportuno investire della questione l’Amministrazione provinciale.

 

Tutto ciò premesso, Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • Se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa la messa a punto di una serie di incontri sul territorio per spiegare, in modo unilaterale, la posizione provinciale e nazionale in materia di vaccini, pur in un momento dove anche Roma starebbe aggiustando una disposizione che parrebbe più redatta da qualche CDA vaccinale che non da un governo politicamente autonomo nelle scelte in campo sanitario;

 

  • Se si intenda dare spazio a tesi contrapposte a quelle governative romano-trentine e nel caso, quali siano gli spazi che si intendono aprire a quelle associazioni o gruppi di genitori che intendessero manifestare le loro scientifiche;

 

  • Se non ritiene – in caso negativo – sarebbe stato più opportuno, per la Provincia, farsi promotrice di un contraddittorio, nel corso di questi incontri, così da evidenziare con più forza le proprie ragioni alla luce di un confronto dialettico;

 

  • Se nel corso di questi incontri si farà presente come l’Italia sia oggi, l’unico Paese europeo con 10/12 vaccinazioni obbligatorie e quali le argomentazioni a sostegno di cotanta necessità di essere e di fare di più, di Stati modernamente organizzati e che non subiscono le quasi certe pressioni lobbystiche che in Italia sarebbero le regine occulte di ogni scelta strategica sul tema;

 

  • Se nel corso di questi incontri si sottolineerà che – diversamente dai toni allarmistici della prima parte del 2017, rispetto ad una supposta epidemia di morbillo – incrociando i dati epidemiologici regionali dell’ultimo anno e mezzo con le coperture più recenti emerge come a una maggiore copertura non corrispondono sempre meno casi;

 

  • Se nel corso di questi incontri si evidenzierà che come già alla fine del 2015 le perplessità sull’indipendenza dei redattori del nuovo calendario vaccinale dalle industrie produttrici fossero oggetto di un Atto di Sindacato Ispettivo al Senato (n. 4-04966)dove si denunciavano conflitti di interesse e lo scarso coinvolgimento della ricerca pubblica;

 

  • Se nel corso di questi incontri si riserverà qualche parola sulle centinaia di indennizzi riconosciuti dai tribunali italiani per gravi danni da vaccino, più di 600 solo nel 2015, come riportava.

 

  • Se si escluda o si confermi, che attraverso le classiche conferenze, d’informazione, percorsi di promozione, contatti illustrativi e apparentemente formativi per dirigenti sanitari e decisori in genere, ci siano contatti con le Aziende produttrici dei vaccini in discussione e nel caso, attraverso quali canali della trasparenza si concretano;
  • Attraverso quale sistema d’acquisto, la Azienda sanitaria trentina, acquisisce tali vaccini e quale la quantità acquisita per ogni anno dal 2013 ad oggi e quale sia il budget disponibile per tali provviste;

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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