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URZÌ – (FDI / TN-AA) * RIFORMA INDENNITÀ CONSIGLIERI: « SI STA COMPIENDO UN ATTACCO DEFINITIVO ALLA REGIONE, SOLO NOI CI SIAMO OPPOSTI PER DIRE NO A SEPARAZIONI FRA TRENTO E BOLZANO »

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11.24 - mercoledì 16 febbraio 2022

Lo smembramento della Regione partendo dalle sue basi, ossia il riconoscimento dei consiglieri regionali in quanto regionali. E all’insaputa degli stessi consiglieri regionali del Trentino. L’allarme e la denuncia la ho presentata oggi in collegio dei capigruppo del Consiglio regionale: in Alto Adige si sta avviando un processo legislativo che porterà a sottrarre i consiglieri provinciali dalla disciplina regionale sulle stesse indennità. Ovvero avremo un Consiglio regionale non solo eletto con due leggi elettorali (diverse a Trento e Bolzano) ma anche con consiglieri retribuiti in modo diverso. Come dichiarare chiusa la Regione, appunto.

Un blitz che ha cominciato a prendere forma in Commissione speciale di Bolzano per la riforma delle indennità dei consiglieri provinciale dell’Alto Adige e del loro trattamento previdenziale.

La Regione è stata tenuta all’oscuro, come i consiglieri del Trentino. La commissione non a caso è nata proprio a Bolzano, dai secessionisti di Suedtiroler Freiheit, ed ha come intenzione quella di separare Trento da Bolzano anche per il trattamento economico dei propri consiglieri. Solo una formalità? No, affatto: sulle indennità si vorrebbe decidere senza dovere rendere conto a nessuno, tantomeno a Trento.

Mentre oggi la competenza è regionale. Una mostruosità giuridica che realizzerebbe un Consiglio regionale non solo con due leggi elettorali diverse ma anche con eletti con le medesime funzioni ma retribuzioni diverse fra Bolzano e Trento. Un altro duro colpo alla Regione. Definitivo. Che ruolo avrebbe più un organismo che non avesse una forma unitaria anche nella stessa retribuzione dei consiglieri e nella forma della loro elezione?
Inammissibile.

Attenzione: la volontà a Bolzano non è di fare una legge per ridurre le indennità ma per farne anche uno strumento di finanziamento pubblico provinciale (bolzanino) ai partiti, di cui a chiare lettere si è già discusso in commissione senza troppi convenevoli.

“Un attacco alla Regione, l’ultimo in ordine di tempo, peraltro accompagnato da un disgustoso contorno di autoreferenzialità della politica che non trova di meglio da fare, in un periodo come questo, che discutere come finanziare i partiti invece che come trovare le risorse per finanziare la ripresa. Solo Fratelli d’Italia ha dichiarato la propria indignazione”.

Il caso ora è approdato in Regione su iniziativa di Fratelli d’Italia: “si sta compiendo un attacco durissimo e definitivo alla Regione. Non a caso nasce dai secessionisti di Eva Klotz e solo Fratelli d’Italia si è opposta per dire no a separazioni ulteriori fra Trento e Bolzano e finanziamenti ai partiti. Il silenzio ufficiale sinora di tutte le forze politiche (quasi connivenza) a livello provinciale di Bolzano (da Sinistra ai Cinque Stelle per finire al PD) di fronte a questa eventualità (sostenuta apertamente da Svp e secessionisti) è stato sinora sconcertante. Tanto più che non sono stati nemmeno i consiglieri eletti in Trentino che oggi sono dichiarati sorpresi, con amarezza.

Il presidente del Consiglio regionale ha accettato la richiesta di FdI di convocare una seduta apposita dei capigruppo sul delicatissimo tema.

 

 

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Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia- Commissario provinciale FdI Trentino

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