PROVINCIA DI TRENTO

Giornata dell'Autonomia 2019 - video integrale tv -

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Conzatti-Sani) – Si inneggia all’unità del partito, si esalta il “volemose ben”, si pontifica su nuove forme partecipative e poi? Le basi dello stare insieme, le regole del gioco vengono costantemente disattese. Siamo al paradosso. Si costringe gli aderenti a ricorrere ai garanti per far rispettare punti cardine dello statuto. Sì, questo avviene nell’UpT ed è tristissimo. Il triumvirato degli storici istituzionali che da due mesi dirige il partito ha, al primo atto, violato le regole interne nominando una segreteria illegittima. Sì illegittima: 5 uomini e una donna mentre lo statuto prevede tre uomini e due donne. Non è semplice matematica ma quel rispetto di genere ed eterogeneità di pensiero alla base di ogni moderna democrazia. Davvero non ci siamo!

Ma ecco la ciliegina sulla torta: una “assemblea” – che assemblea non è -, rinviata all’11 febbraio, annunciata come “costituente” nella conferenza stampa del 2 dicembre. Oggi promossa come primo passaggio per decidere qual è la linea politica Upt e aperta a tutti i cittadini ma con preclusione di parola per gli aderenti. Paradossi delle “democratture”. Anche in questo caso in dispregio allo statuto che decreta gli organi che definiscono la linea: Assemblea congressuale, Assemblea ordinaria e, per i dettagli, il Parlamentino. L’Upt, pare evidente, non ha bisogno di cambiare linea politica, nome, simbolo o contenitore, quelli che ci sono vanno benissimo, ha estremo bisogno di cambiare la classe dirigente ormai priva di idee ed entusiasmo e che in assenza decide di acquistarlo ad etti dai primi offerenti.

 

 

In allegato il ricorso al Comitato dei Garanti Upt:

SEGRETERIA ASSEMBLEA