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UNTERBERGER (SVP) * REDDITO DI CITTADINANZA: « TROPPA FRETTA, SI RISCHIA UNA CATTIVA MISURA »

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11.45 - mercoledì 06 febbraio 2019

Reddito di Cittadinanza, Unterberger (Svp): troppa fretta, si rischia una cattiva misura. “Dopo questi primi due giorni di lavoro in Commissione sul Reddito di Cittadinanza è evidente che i tempi di avvio della misura non sono compatibili col suo funzionamento.”

Così ieri in aula la senatrice Svp e componente della Commissione Lavoro del Senato, Julia Unterberger.

“I centri per l’impiego non funzionano e l’Inps ha bisogno di tempo per dotarsi degli strumenti per verificare il patrimonio mobiliare dei richiedenti.

Inoltre l’Istat ha evidenziato come i criteri di distribuzione sono svantaggiosi per le famiglie, che invece sono quelle che più hanno bisogno di strumenti per uscire da condizioni di difficoltà.

I rappresentanti delle Regioni e delle Province Autonome hanno sottolineato la confusione del provvedimento su una materia che è concorrente tra Stato e Regioni e che in parte è di primaria competenza per la nostra Provincia.

Vi è poi il capitolo sulla figura dei Navigator. Non sono chiare le modalità di assunzione, non è chiara la loro mansione nei centri per l’impiego, non si capisce chi e come dovrà formarli.

La stessa incertezza riguarda alcune norme del decreto che presentano problemi di costituzionalità. Il requisito sui dieci anni di soggiorno in Italia per accedere al reddito è sproporzionato rispetto ai cinque per ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo. Lo stesso vale per la pena massima di 6 anni per chi presenterà false dichiarazioni, che è superiore a quella oggi prevista da un falso commesso da un pubblico ufficiale. E problemi ci sono anche per la norma sul riscatto degli anni della laurea a fini pensionistici. Lo sconto riservato per chi ha meno di 45 anni si prefigura come una violazione del principio costituzionale di parità di trattamento.

Nonostante le difficoltà – prosegue Julia Unterberger – il Governo ha scelto la strada del decreto. Ancora una volta il ruolo del Parlamento viene compresso, ed è un errore davanti a un Provvedimento così delicato, che richiede tempo e soprattutto buon senso perché, come si vede, certi nodi possono essere sciolti solo dando agli uffici e alle strutture il tempo necessario per potersi adeguare.”

 

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SVP-SENATORIN JULIA UNTERBERGER: UNNÖTIGE EILE WIRKT SICH NEGATIV AUF DIE QUALITÄT DES ‚BÜRGEREINKOMMENS’ AUS

„Wird das Bürgereinkommen in der geplanten Eile umgesetzt, kann es nicht erfolgreich sein“, meint Svp-Senatorin Julia Unterberger nach den ersten beiden Tagen der Behandlung in der zuständigen Kommission. „Die Arbeitsämter funktionieren nicht – und das Nisp/Inps hat bereits erklärt, dass es einige Zeit brauchen werde, um Verfahren zur Bewertung des beweglichen Vermögens von Antragstellern zu entwickeln.“

„Auch das Istat hat betont, dass die Verteilungskriterien für die Familien denkbar ungünstig sind“, bemerkt Svp-Senatorin Julia Unterberger, anlässlich der gestrigen Diskussion im Plenum des Senats. „Und gerade diese brauchen Unterstützung, um schwierige Lebenssituationen zu meistern.“ Die Vertreter der Regionen und der Provinzen mit Sonderstatut hätten bereits auf das Durcheinander aufmerksam gemacht: „Die Maßnahmen betreffen einen Zuständigkeitsbereich, in dem die Gesetzgebung des Staates mit jener der Regionen konkurriert – und in welcher die autonomen Provinzen Bozen und Trient zum Teil primäre Zuständigkeit haben.“

„Nicht klar ist außerdem, in welcher Form die vorgesehene Figur des Navigators beschäftigt werden soll“, meint Julia Unterberger. „Und ebenso unklar ist, welches seine Aufgaben in den Arbeitsämtern sein soll – geschweige denn, wer für die Ausbildung zuständig ist und wie diese erfolgen soll.“ Für Unsicherheit sorgten auch einige Punkte des Dekretes, bei welchen die Frage der Verfassungsmäßigkeit gestellt werden muss. „Um das Bürgereinkommen beanspruchen zu können, sind zehn Jahre Aufenthalt in Italien erforderlich; dies steht in keinem Verhältnis zu den fünf benötigten Jahren, um den Status eines langfristig Aufenthaltsberichtigten zu erlangen.“

„Gleiches gilt für die Höchststrafe von sechs Jahren, wenn Falscherklärungen gemacht werden“, ergänzt Julia Unterberger. Diese liege über der maximalen Strafe, die derzeit für falsche Erklärungen durch öffentliche Bedienstete vorgesehen ist. „Problematisch ist auch die Anerkennung der Studienjahre für das Rentenalter: Der Unter-45-Jährigen vorbehaltene ‚Rückkauf’ dieser Jahre verletzt das von der Verfassung garantierte Recht auf Gleichbehandlung.“

„Trotz der vielen Ungereimtheiten will die Regierung dieses Dekret durchboxen“, kritisiert Julia Unterberger. Wieder einmal werde dabei die Rolle des Parlaments beschnitten. „Gerade in einem so sensiblen Bereich ist das ein grober Fehler: Hier braucht es Zeit und vor allem Fingerspitzengefühl.“ Gewisse Schwierigkeiten könnten nur überwunden werden, wenn allen Akteuren ausreichend Zeit gegeben werde, um sich anzupassen.

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