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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UNIONE FAMIGLIE TRENTINE: CIA, ANCORA CONTRIBUTI PER SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE?

(Fonte: Claudio Cia) –  Unione Famiglie Trentine colonizzata dal Patt: ha senso continuare con contributi per la solidarietà internazionale? L’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero era nata oltre 40 anni fa per garantire momenti ed iniziative di solidarietà internazionale in particolare verso i discendenti degli emigrati trentini.

In questa logica ha operato fino ad un paio di anni fa, quando con la presidenza della dott. Giorgia Pezzi, esponente di spicco Patt, di fatto sembra aver mutato rotta rinunciando ad attività di solidarietà internazionale, di fatto preferendo svolgere piccole iniziative locali di stampo pseudo culturale.

Ne è la riprova la rinuncia, voluta dalla presidente (ora scaduta e sostituita) ad un progetto per la costruzione di una casa di accoglienza per bimbi, figli di madri in grave difficoltà, che era già stato avviato a Machagai (Chaco) in collaborazione con quel Comune ed altri organismi locali.

Per essere chiara sul nuovo corso dell’Utfe la presidente ha addirittura restituito 35 mila euro che erano stati messi a disposizione dalla Regione.

Su questa situazione ora è intervenuto nuovamente il consigliere provinciale di Agire, Claudio Cia, che in una interrogazione chiede se, alla luce del nuovo corso e della trasformazione dell’Ufte in una specie di succursale del Patt per iniziative elettorali in Trentino, siano giustificati i finanziamenti dati all’Utfe dalla Provincia per sostenere attività di solidarietà internazionale e sostegno ai nostri emigrati all’estero.

Legittima – dice Cia – la decisione dell’Utfe di rinunciare alla sua missione principale, ma in questo caso che senso hanno allora i finanziamenti concessi ad hoc dalla Provincia?

A fronte di questo tentativo di modificare le finalità dell’Ufte una parte dei consiglieri si era opposto, arrivando alla convocazione di un’Assemblea straordinaria, in data 11 marzo 2017, che aveva sfiduciato la presidente e tutto il Cda e alla successiva convocazione dell’Assemblea di data 27 aprile per la nomina del nuovo direttivo.

In questo lasso di tempo, la presidente, seppur sfiduciata, convocava in data 24 marzo il Cda sfiduciato, e nonostante l’impossibilità di aprire i lavori (solo tre consiglieri su nove erano presenti) ha fatto nominare seduta stante due nuovi consiglieri, procedendo all’approvazione del bilancio consuntivo 2016 e preventivo 2018, approvando i verbali delle sedute precedenti.

Su quanto accaduto Cia parla ironicamente di «golpe “trentino-tirolese”».

Claudio Cia riporta inoltre con dovizia di dettagli come il nuovo direttivo sia composto in maniera eclatante da membri di spicco del Patt, alcuni con ruolo dirigenziale: si pensi al nuovo Presidente Mauro Verones, nel Consiglio del Patt nonché dipendente dello stesso gruppo consiliare provinciale, o a Simone Marchiori, nientemeno che giovane vicesegretario politico del Patt dato già come candidato alle prossime elezioni nazionali, o a Daiana Boller, responsabile del movimento femminile del Patt o ad Alessio Osele, fresco di nomina nel direttivo della sezione Patt di Trento.

«In tal modo – scrive il consigliere di Agire – la dirigenza del Patt ha raggiunto un preciso obiettivo: quello di avere nell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero la longa manus del partito».

Cia sollecita a questo punto una verifica sulla legittimità degli ultimi atti dell’Unione e sulla validità dei documenti contabili presentati negli ultimi due anni in Provincia quali giustificativi per la richiesta di contributi, nonché chiede la sospensione dei contributi pro futuro.