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UNICEF * MIGRANTI: «SOLO IL 4% DEI MINORENNI CHE ARRIVANO DA SOLI IN ITALIA VIENE ACCOLTO IN FAMIGLIE AFFIDATARIE, 16 MILA GLI OSPITATI IN STRUTTURE DI ACCOGLIENZA»

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11.05 - lunedì 9 giugno 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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UNICEF/Minorenni Migranti: Secondo un recente studio UNICEF, l’accoglienza residenziale per minorenni stranieri non accompagnati costa fino a tre volte di più dell’affido familiare Solo il 4% dei minorenni migranti e rifugiati che arrivano da soli in Italia viene accolto in famiglie affidatarie o contesti simili. Di conseguenza oltre 16.000 sono attualmente ospitati in strutture di accoglienza;

Il costo medio giornaliero per minorenne in affido è di 37 euro nel primo anno e di 23 euro nel secondo, rispetto ai costi fino a 100 euro al giorno per l’accoglienza in strutture residenziali;

Secondo un sondaggio UNICEF il 53% dei bambini e adolescenti con background migratorio preferirebbe vivere in un contesto familiare; solo il 19% sceglierebbe una struttura residenziale. Il 42% non è a conoscenza del fatto che i minori non accompagnati e separati hanno diritto all’affido familiare.

L’affido familiare rappresenta la soluzione più conveniente dal punto di vista economico per bambine, bambini e adolescenti migranti e rifugiati che arrivano in Italia senza i genitori o un tutore legale, secondo una nuova analisi condotta dall’UNICEF.

Uno studio su un programma di affido basato sul modello Terreferme, sostenuto dall’UNICEF e dal Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA) dal 2017, ha rilevato che il costo medio giornaliero per minorenne in affido era di 37 euro nel primo anno e di 23 euro nel secondo, rispetto ai costi fino a 100 euro al giorno per l’accoglienza in strutture residenziali.

Oltre a essere meno costoso, l’affido familiare offre a bambine, bambini e adolescenti un ambiente stabile e accogliente, favorendo il loro benessere, sviluppo personale, , apprendimento e interazione sociale. Sebbene l’affido familiare sia previsto dalla legge italiana come modalità prioritaria per l’accoglienza dei minorenni migranti e rifugiati, il suo utilizzo resta limitato. Solo il 4% di coloro che arrivano da soli in Italia viene accolto in famiglie affidatarie o contesti simili. Di conseguenza, oltre 16.000 minorenni si trovano attualmente ospitati in strutture di accoglienza.

Secondo un sondaggio condotto dall’UNICEF tramite la piattaforma U-Report On The Move, il 53% dei bambini e adolescenti con background migratorio preferirebbe vivere in un contesto familiare, mentre solo il 19% sceglierebbe una struttura residenziale. Inoltre, il 42% non è a conoscenza del fatto che i minori non accompagnati e separati hanno diritto all’affido familiare, evidenziando la necessità di una maggiore sensibilizzazione.
«L’affido familiare offre un’assistenza di alta qualità a costi significativamente inferiori rispetto all’accoglienza nei centri, rafforzando al contempo le reti comunitarie e mobilitando il capitale sociale. Ampliare l’affido familiare rappresenta un’opportunità economica e sociale per costruire sistemi di protezione dell’infanzia e società più inclusive e resilienti.» ha dichiarato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore in Italia dell’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale.

L’UNICEF lavora con governi e società civile per rafforzare i sistemi nazionali di protezione e accoglienza per tutti i bambini, inclusi quelli migranti e rifugiati. In Italia, l’UNICEF collabora con le autorità nazionali e locali per migliorare gli standard nei centri per minorenni non accompagnati e per promuovere l’affido familiare come soluzione prioritaria, in linea con il principio del superiore interesse del minore.

L’UNICEF invita tutti gli attori coinvolti nella protezione delle/i bambini e degli adolescenti migranti e rifugiati a:
promuovere l’affido familiare, supportato da servizi dedicati e risorse adeguate
rafforzare il coordinamento tra autorità nazionali e locali, servizi sociali, sistema giudiziario e società civile
garantire la formazione per tutti gli operatori del settore su affido familiare e diritti dell’infanzia
semplificare le procedure burocratiche
mettere bambine, bambini e adolescenti al centro di ogni intervento, ascoltando le loro opinioni e rispondendo ai loro bisogni
monitorare i sistemi esistenti per le/i minorenni attraverso la raccolta di dati e valutazioni per migliorarne qualità e trasparenza.

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Nota:  La percentuale del 4% non include i rifugiati provenienti dall’Ucraina.

 

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