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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UILM * TRENTINO DIGITALE SPA: « SMART WORKING, QUALI SONO LE REALI INTENZIONI DELLA PROPRIETÀ E DELL’ATTUALE GOVERNANCE? »

Quali sono le reali intenzioni della proprietà e dell’attuale governance per Trentino Digitale S.p.A.? Nonostante il mondo delle aziende ICT intorno a Trentino Digitale stia prendendo la direzione di definire accordi strutturali di smart working, con responsabilizzazione del dipendente, ed investimenti sul management, per la modifica del metodo di lavoro e rendendo lo smart working un vero strumento di conciliazione vita lavoro e di riduzione dell’impatto ambientale (in emergenza sanitaria anche di prevenzione della diffusione del covid19), l’azienda propone un accordo (di fatto unilaterale vista la posizione di rigidità assunta) che sembra antitetico.

Nonostante la mission di essere l’azienda da prendere ad esempio, quella che dovrebbe fare da motore e da volano per le aziende ICT del territorio, viene proposto un accordo che prevede al massimo 2 giornate a settimana, con le spese di connettività, delle utenze delle attrezzature e dei pasti totalmente a carico del lavoratore. Le aziende del territorio, che stanno sottraendo personale a Trentino Digitale, offrono fino a 4 giornate a settimana, il buono pasto e le attrezzature. Forse anche questo è uno dei motivi di fuga dei dipendenti.

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello del possibile risparmio di denaro pubblico qualora fosse adottata una gestione attenta di telelavoro e smart working. Trentino Digitale potrebbe smettere di pagare circa 1 milione di euro all’anno per l’affitto dello stabile di via Gilli (senza contare i costi delle utenze e della manutenzione) ed utilizzare solamente lo stabile di proprietà in via Pedrotti, dove possono lavorare circa 120 dipendenti contemporaneamente (sui circa 300 dipendenti attuali).

Resta inoltre di difficile comprensione la decisione di prorogare lo smart working emergenziale fino al 10 settembre, nonostante il prolungamento dello stato di emergenza al 31 dicembre. Non è stato chiarito come sarà possibile dopo il 10 settembre far rientrare i dipendenti nel rispetto delle normative e dei protocolli anti covid19 tuttora vigenti.

In conclusione non si comprende un atteggiamento impositivo ai tavoli sindacali in totale contrasto con le dichiarazioni di distensione e di interesse del benessere dei propri dipendenti, in un contesto di indicatori di stress lavoro correlato che rappresentano una situazione critica.

Quali sono le reali intenzioni della proprietà e della governance?

 

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OO.SS FIM – UILM