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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UIL – UIL FPL TRENTINO – UIL SCUOLA * CONTRATTI COLLETTIVI: ALOTTI – TOMASI – DI FIORE: « FUGATTI RIAPRA LA TRATTATIVA, ESCA DALLO STALLO CREATO DA DECISIONI INTEMPESTIVE E NON COERENTI »

Un ulteriore anno Covid si è chiuso e troppe sono ancora le nuvole all’orizzonte della Scuola. Anche in Trentino. Questo 2021 si è aperto con una grande richiesta da parte della UIL: si aprano gli Stati Generali sulla Scuola. È necessario rivedere il modello di Scuola ed il modello di istruzione e formazione in Trentino, a quindici anni dall’approvazione della legge provinciale 5 del 2006 e a quarant’anni dalla legge provinciale 13 del 1977. Leggi ritoccate centinaia di volte, che hanno prodotto una iper-regolamentazione dell’autonomia scolastica, vista più come strumento amministrativo provinciale per gestire burocraticamente le Scuole, che come motore pedagogico e didattico per potenziare l’offerta formativa.

Leggi da rivedere fin nel profondo, che non sono riuscite neanche a mettere a punto un corretto sistema formativo integrato ovvero un modello dove sia chiaro cosa deve fare la scuola pubblica e cosa sia compito da demandare ad enti non formali, primi tra tutti il volontariato sociale ed il cosiddetto “terzo settore”. Un privato sociale che può aggiungere offerta a carattere educativo, ma che ben si differenzia da quella che è la scuola. E la sua mission.

Purtroppo, anziché affrontare questi temi, anche in forza dei fondi europei che ci potrebbero permettere di riformare il Paese, i nostri governi (nazionale e provinciale) non hanno di meglio che invadere, con atti unilaterali, terreni che sono propri della contrattazione. Gli interventi a danno degli insegnanti specializzati sul sostegno, l’ampliamento delle attività didattiche ben oltre i limiti contrattuali, lo scontro sulle aperture estive della Scuola dell’Infanzia: da Roma a Trento sembrano dimenticare i diritti delle persone che lavorano: quasi che il coronavirus abbia demolito gli spazi democratici e di confronto.

Al Presidente Fugatti, che ha responsabilità diretta e prima sullo stallo che si è venuto a creare nel mondo della Scuola, chiediamo lo sforzo di invitarci ad un vero confronto e di trovare soluzioni, ragionevoli ed equilibrate: sia per l’immediato, sia per il futuro. Solo un nuovo contratto, pensato sulla qualità e non solo sulle quantità e sugli adempimenti burocratici, potrà essere lo strumento utile per coniugare i principi costituzionali che tutelano la scuola e le esigenze delle famiglie e di una società in rapido cambiamento. Un contratto che permetta di recuperare un’eredità ideale, fortemente danneggiata da accordi capestro sottoscritti nel 2010 e nel 2014: il lavoro d’aula, quello svolto quotidianamente con i bambini e i ragazzi, volto a portare i capaci ed i meritevoli ai più alti gradi dell’istruzione, e quindi dello Stato, ma attento nel contempo a non lasciare indietro chi fatica a trovare una propria dimensione.

Abbandoniamo iniziative estemporanee, populiste ed inefficaci, capaci solo di creare malcontento e disagio tra i lavoratori: si riapra il confronto, anche serrato, al fine di individuare soluzioni nel pieno rispetto delle persone cha lavorano. Se così non dovesse essere, a chi fa concretamente sindacato, senza tanti infingimenti, non resterà che proseguire sulla strada della protesta forte.
E nel frattempo. Le autorità sanitarie trentine danno per certo che anche il prossimo anno scolastico dovrà fare i conti con la pandemia: ma allora è necessario imboccare quella “soluzione ponte”, che per prima la UIL propose ad Assessore e Dipartimento: manteniamo per il prossimo anno scolastico il numero attuale di classi, dando tempo alle scuole di riorganizzarsi per settembre 2022. Ora tutti a cianciare sulle “classi pollaio”: peccato che in anni passati la UIL sia stata lasciata sola a lanciare un grido di allarme. Sola e sbeffeggiata dal Presidente provinciale di turno! Riconosciamo a questa giunta di aver inizialmente operato riducendo il numero degli alunni per classe: prosegua!

Ci si permetta infine una piccola chiosa sull’essere sindacato, allontanandoci dai benaltristi.

Non è lontana l’immagine, si vada al secolo scorso, di un sindacato a cui bastava essere cinghia di trasmissione di una parte politica: il mestiere si esauriva nello spiegare ai lavoratori come gira il mondo e quale sia il bene dell’umanità. E al diavolo chi non capisce le buone e supreme intenzioni.

Oggi essere Sindacato vuol dire stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, stare con loro e tra di loro, raccogliere le esigenze – le difficoltà – il disagio di chi è sul posto di lavoro ogni giorno. Trovare soluzioni contrattuali che non pieghino la dignità delle persone. “Nelle Scuole tra la gente”: lo slogan dell’ultimo congresso della UIL Scuola condiviso appieno dalla UIL FPL.
Chi vuole non ascoltare le persone, chi vuole invadere spazi contrattuali, chi vuole ledere diritti conquistati … non potrà che avere un’unica risposta: la protesta forte, lo sciopero; la risposta di un Sindacato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che vuole degnamente rappresentare.

 

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Walter Alotti – Segretario generale UIL del Trentino

Marcella Tomasi – UIL del Trentino UIL F. P. L. del Trentino

Pietro Di Fiore -Segretario generale UIL Scuola – Trento