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UIL SCUOLA – TRENTINO * RINNOVO CONTRATTO NAZIONALE: DI FIORE, « SE A ROMA OTTERREMO UN RICONOSCIMENTO RETRIBUTIVO DAL GOVERNO, IL PRESIDENTE FUGATTI A LIVELLO LOCALE SARÀ OBBLIGATO A RICONOSCERLO »

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17:33 - 23/11/2021

Sulla Scuola si apre il tavolo nazionale di conciliazione. In tutte le piazze d’Italia oggi la Scuola protesta per la scarsezza di risorse per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale.
UILScuola – Trento: “Senza un buon contratto nazionale, che fissa la retribuzione fondamentale anche dei docenti in Trentino, neanche a Trento porteremo a casa un buon contratto provinciale”.

Oggi 23 novembre la Scuola protesta, attraverso manifestazioni in molte piazze su tutto il territorio nazionale, chiedendo “retribuzioni adeguate per tutte e tutti, mobilità liberata da vincoli, centralità del contratto rispetto alle leggi, …”. Manifestazioni programmate in concomitanza con l’apertura, presso il Ministero del Lavoro, del tavolo che tenta una conciliazione volta a evitare lo stato di agitazione e raggiungere in tempi brevi la chiusura dell’accordo di rinnovo del Contratto Nazionale.

Mancano le risorse per il rinnovo contrattuale della Scuola, questo ricordano al Ministro Bianchi le segreterie nazionali di UIL SCUOLA – FLC CGIL – GILDA.
Pino Turi (Segretario generale nazionale UIL Scuola): “È una brutta sorpresa per la scuola: nel testo bollinato della Legge Finanziaria dei 33 miliardi della manovra andranno al sistema nazionale di istruzione 260 milioni di euro. Una quota che non garantirà nemmeno gli aumenti contrattuali attesi”. Si tratta di misure che “mortificano la scuola a cui sono riservati solo interventi di natura programmatica – tutti rigorosamente a costo zero”.

Sono previsti 210 mln aggiuntivi sul fondo nazionale per la valorizzazione dei docenti con una destinazione che fa riferimento a un riconoscimento premiale della “dedizione all’insegnamento”; se distribuiti uniformemente potrebbero aggiungere a quanto già stanziato 12 euro di aumento per tutti.

Da oltre due mesi, qui in Trentino, UIL Scuola cerca di ricordare a tutti i colleghi, in primis a quelli che fanno sindacato per la scuola, come, in questa fase, sia necessario concentrare la propria attenzione alla contrattazione nazionale. Per noi che rappresentiamo i lavoratori della Scuola è d’obbligo: la norma di attuazione, norma di rango costituzionale, che ha reso totalmente provinciale la scuola in Trentino, obbliga la Provincia al “rispetto del trattamento economico fondamentale previsto dai rispettivi contratti collettivi nazionali, nonché il rispetto delle qualifiche e del trattamento di previdenza previsto dalle vigenti normative”. Se otteniamo un buon riconoscimento retributivo dal Governo nazionale, il Presidente trentino Fugatti sarà obbligato a riconoscerlo anche a livello locale. Solo un buon contratto nazionale potrà portare ad un buon contratto provinciale.

Purtroppo, in piena coerenza con prospettive localistiche che da un decennio stanno perseguitando la scuola in Trentino, alcune forze sindacali continuano a concentrarsi sull’orticello provinciale anziché unirsi alla voce nazionale.

Di Fiore: “Unica nota positiva nel panorama della trattativa trentina è che (notizia di oggi) viene sdoganata finalmente la parola sciopero: uno sciopero provinciale per la Scuola sembra possibile. In un decennio, quello appena trascorso, caratterizzato da accordi che “regalavano” 70 ore aggiuntive ai docenti delle Scuole Superiori, che regolavano la mostruosità del monte ore unico di 120 ore per tutti i docenti, senza che mai lo sciopero fosse nell’orizzonte delle possibilità, ritengo veramente una buona notizia che anche in Trentino venga laicamente recuperata la massima forma di protesta. Come dire: protestare per la Scuola si può!

Si può ora e si potrà in futuro, indipendentemente dalle forze politiche al Governo”

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