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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UIL SCUOLA – TRENTINO * LETTERA A FUGATTI E BISESTI: DI FIORE, « SÌ ALL’UTILIZZO DEI SALIVARI PER IL PERSONALE SCOLASTICO, SAREBBE UN BEL SEGNALE »

La UIL Scuola scrive al Presidente Fugatti e all’Assessore Bisesti: utilizzo dei salivari nelle Scuole, per il Personale Scolastico.

Le righe al Presidente ed all’Assessore chiedono un particolare impegno. Si facciano parte attiva, pur nei limiti (peraltro non certo modesti) delle prerogative dell’Autonomia Provinciale,
verso il Governo nazionale affinché sia accolta la richiesta di parte sindacale, ampliando la gamma dei test utili al rilascio della Certificazione Verde e dando, nel contempo, pienamente corso al Protocollo nazionale firmato.

Di Fiore: “Sarebbe un bel segnale nei confronti di tutto il personale scolastico, anche di quello che percorre strade minoritarie; lo sarebbe ancor più, se si pensa che proprio tra qualche giorno si celebra la fe sta di un’Autonomia che vede nella tutela delle Minoranze il suo pilastro fondante”.

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Decreto 111: Green pass e Scuola in sicurezza.

La UIL Scuola del Trentino scrive al Presidente Fugatti ed all’Assessore Bisesti.

È di martedì 31 agosto la notizia, rilanciata dall’ANSA, che la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il piano per il monitoraggio della circolazione del Covid: un piano che introduce i test salivari nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

“Il documento, approvato nella riunione straordinaria, prevede l’utilizzo a campione dei test molecolari eseguiti sulla saliva e mette in campo un programma di testing per monitorare e ridurre la diffusione del virus e limitare isolamenti e quarantene, cercando così di evitare il ritorno in Dad”.

La Regione Marche sarebbe promotrice dell’iniziativa, ma a ruota abbiamo le dichiarazioni di volontà della Regione Veneto. Il Presidente Zaia, che ha da tempo destinato risorse importanti ai Laboratori regionali di Microbiologia, sarebbe pronto all’acquisto di 500.000 tamponi salivari per monitorare e limitare la diffusione del Covid-19 nelle scuole.

È di palmare evidenza come la recente approvazione del Decreto-Legge n.111, concernente misure urgenti per l’esercizio in sicurezza della attività scolastiche, stia creando non poco scompiglio nella scuola, soprattutto in considerazione di note ministeriali che si limitano a dare informazioni e suggerimenti, anziché fornire indicazioni gestionali utili e quindi una strada univoca nell’applicazione delle previsioni di legge. La poca chiarezza sulle nuove e diverse misure introdotte a livello nazionale, in tema di contenimento della diffusione della pandemia, appare in tutta la sua evidenza quando costringe il nostro Dipartimento Istruzione a diffondere nel giro di pochi giorni ben quattro diverse note, con altrettante mutate indicazioni.

La UIL Scuola è tra le Organizzazioni sindacali firmatarie di un Protocollo d’Intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza, che aveva proprio l’obiettivo di assicurare un avvio il più possibile sereno, nel rispetto delle norme, ma anche dei diritti di tutto il personale scolastico. Purtroppo una cocciuta contrapposizione ideologica, voluta da alcuni settori sia politici sia sindacali, ha portato ad un acuirsi delle complessità nell’applicazione delle norme recentemente varate. Complicazioni e divisioni che hanno precise responsabilità, non certo riconducibili alle parti sindacali che hanno sottoscritto il Protocollo, senza dimenticare come le nuove difficoltà vadano a inserirsi in un contesto già di per sé problematico.

Da metà agosto, con la firma del protocollo, UIL Scuola ha una proposta immediata di tutta chiarezza: proposta oggi ripresa dalla citata conferenza Stato – Regioni. L’utilizzo di test molecolari o antigenici, ivi compresi quelli salivari a basso costo ed immediati, attraverso risorse aggiuntive attribuite con vincolo di destinazione. Una richiesta che, pur non risolvendo tutte le difficoltà, riuscirebbe almeno a ripristinare serenità nell’immediato.

Le righe al Presidente ed all’Assessore chiedono un particolare impegno. Si facciano parte attiva, pur nei limiti (peraltro non certo modesti) delle prerogative dell’Autonomia Provinciale, verso il Governo nazionale affinché sia accolta la richiesta di parte sindacale, ampliando la gamma dei test utili al rilascio della Certificazione Verde e dando, nel contempo, pienamente corso al Protocollo nazionale firmato.

Di Fiore: “Sarebbe un bel segnale nei confronti di tutto il personale scolastico, anche di quello che percorre strade minoritarie; lo sarebbe ancor più, se si pensa che proprio tra qualche giorno si celebra la festa di un’Autonomia che vede nella tutela delle Minoranze il suo pilastro fondante”.

 

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