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TRANSDOLOMITES * FERROVIE: PRESIDENTE GIRARDI, « A TRENTO SI VALORIZZI LA LOCOMOTIVA “625.011“ TUTT’OGGI PRESENTE SUI BINARI, IN VISTA DELLA RIQUALIFICAZIONE DELLA STAZIONE E DELLE OLIMPIADI 2026 »

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08.59 - sabato 30 ottobre 2021

In vista delle Olimpiadi invernali 2026 anche a Trento sono previsti degli interventi volti alla riqualificazione dell’area antistante la stazione FS. Il motivo è quello di studiare una nuovo arredo dell’area citata al fine di farne una carta da visita della città per coloro che raggiungono la città in treno. Da anni sul lato nord della stazione ferroviaria cittadina al termine del marciapiede tra i binari N 2 e 3 è visibile la locomotiva 625.011.

La 011, costruita dalle officine Costruzioni Meccaniche di Saronno nel 1910, verso la fine della sua carriera, era assegnata alla “rimessa locomotive” di Trento dove faceva servizio in Valsugana, in testa a treni merci e occasionalmente a treni viaggiatori speciali. Agli inizi degli anni Ottanta sfuggì alla consueta demolizione venendo “monumentata” sul retro della “rimessa locomotive” di Trento, confinante sulla piazza General Cantore da cui si poteva ammirare. Con la realizzazione della nuova stazione terminale della Ferrovia Trento – Malé in via Dogana, si decise di restaurare esteticamente la vaporiera con molta meticolosità e di collocarla a fianco del “fabbricato viaggiatori” della Trento – Malé, lungo il binario 1 della stazione FS. La locomotiva, nella sua nuova collocazione, venne ufficialmente inaugurata nel 1997.

La graziosa aiuola appositamente realizzata, oltre alla locomotiva conteneva una “colonna idraulica” (dispositivo per riempire d’acqua i tender delle locomotive a vapore) e su una piccola sezione di binario a doppio scartamento due “sale montate” (assili con rispettive ruote), una a scartamento normale, l’altra ridotto, per raffigurare simbolicamente l’avvicinamento delle due stazioni (FS e FTM). Nel 2008 in occasione dei lavori per realizzare il binario “tronco nord” nella stazione FS, la locomotiva, mediante un lungo e laborioso lavoro di posa di tratti di binario provvisori, fu trasferita dall’aiuola accanto alla stazione Trento – Malé all’estremità nord del marciapiede compreso tra i binari 2 e 3.

Accanto alla locomotiva vennero adagiati anche la “colonna idraulica” e le due “sale montate” in attesa di una risistemazione definitiva: purtroppo ciò non è avvenuto e il tutto giace oggi in un deplorevole stato di abbandono e come troppe volte accade in Italia testimonianza dello spreco non solo delle risorse pubbliche che al tempo vennero investite per il restauro ma anche un inaccettabile spreco del patrimonio culturale che essa rappresenta. Un trattamento indegno per una macchina che ha fatto storia.

La locomotiva 625.011 appartiene ad una serie di locomotive “tuttofare” (utilizzate cioè sia per i treni viaggiatori che per i treni merci) molto diffusa sulla rete delle Ferrovie dello Stato fino al termine della trazione a vapore nel normale esercizio di tutti i giorni avvenuto verso la fine degli anni Settanta.

Ne furono costruite inizialmente 108 esemplari tra il 1910 e il 1914. Negli anni 1922-1923 ne furono realizzate altre 80 unità. Negli anni Trenta il “gruppo” fu arricchito da altre 153 locomotive ottenute trasformando la precedente serie 600. Quindi il gruppo 625 fu costituito complessivamente da ben 341 locomotive. Il gruppo 600 e il seguente gruppo 625, di cui era un’ evoluzione, avevano la particolarità tecnica di essere locomotive dotate del cosiddetto “carrello italiano”, un’invenzione appunto italiana, caratterizzata dal collegamento tra il primo asse anteriore portante e il primo asse motore che garantiva un migliore comportamento dinamico in curva.

La locomotiva 625, due cilindri interni, a vapore surriscaldato, sviluppava una potenza di 800 CV ed aveva una velocità massima di 80 km/h. Aveva una massa in servizio di 53,9 tonnellate (tender escluso).

Il recupero statico della locomotiva 625.011 è quindi più che auspicabile sia perché rappresenta un tipo di macchina significativo per la rete ferroviaria italiana, dove, come scritto, ha circolato per oltre sessant’ anni, sia, nel caso specifico, per essere stata utilizzata lungamente sulla ferrovia della Valsugana fino al termine del suo servizio.

Gli interventi di riqualificazione dell’areale esterno alla stazione ferroviaria di Trento riteniamo possa essere la ghiotta occasione per creare un ” salotto storico ferroviario ” nel quale esporre in via definitiva la 625 tirata a lucida, riparata dalle intemperie sotto una pensilina storica ed accompagnata da una adeguata presentazione storica.

Siamo certi che l’area antistante la stazione FS acquisterebbe una presentazione unica e diverrebbe meta di visita di tanti appassionati italiani e stranieri .

 

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Massimo Girardi

Presidente Associazione Transdolomites

 

 

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