CGIL CISL UIL - TRENTINO

Assemblea unitaria 3/12/2020, ore 10.00 - da Trento

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL BANCO ALIMENTARE TRENTINO-AA

DUILIO PORRO

Focus su: azione - storia - progetti - sostegno

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Alla luce del positivo e propositivo dibattito che si è avviato attorno al collegamento ferroviario tra Rovereto e Riva del Garda, esprimiamo apprezzamento nei riguardi della posizione assunta da alcuni sindaci e albergatori dell’Alto Garda.  Transdolomites non può che apprezzare le loro prese di posizione riguardo l’accelerazione della proposta

Transdolomites è certamente associazione portabandiera dell’auspicato collegamento Trento-Penia di Canazei via Val di Cembra. Ma di questa idea non ne ha fatto una questione di campanile. Al contrario ha sempre avuto una attenzione a 360 gradi avanzando le proprie proposte volte a investire sulle ferrovie esistenti, Valsugana e Trento-Mezzana, ed allo stesso tempo il sostegno al progetto della Rovereto-Riva e della Ferrovia della Valdastico (Vicenza-Rovereto) che potrebbe diventare quest’ultima una valida alternativa al progetto della Valdastico stradale.

L’accoppiata Monaco-Rovereto-Riva e Venezia-Rovereto via Valdastico metterebbe la zona del Garda nelle condizioni di essere raggiungibile via ferrovia del Brennero e aeroporto internazionale di Venezia. Siamo ad esprimere pubblicamente il nostro apprezzamento per le dichiarazioni di Cristina Santi sindaca di Riva e Alessandro Betta sindaco di Arco nelle quali ci riconosciamo per la comunanza delle riflessioni.

Assieme ai cambiamenti climatici, la pandemia in corso sta insegnando in modo impietoso che un ambienta sano è una condizione essenziale per guardare al futuro. L’intelligenza del genere umano non dovrebbe condurci a ragionare solo nel tempo circoscritto al Covd-19 ma farci ragionare sul tragico prezzo in vite umane ( in Italia si stima tra le 60.000-80.000 morti/anno) che stiamo pagando a causa dell’inquinamento atmosferico dovrebbero essere sufficienti a farci ragionare su quale futuro intendiamo proporre a noi ed alle generazioni future.

Il Trentino non può esimersi da questa riflessione che va fatta a 360 gradi. La sfida sul territorio è poi certificare il turismo dal punto di vista ambientale perché la scelta delle destinazioni da parte dei turisti sarà sempre più guidata da questi fattori. I trasporti in questo senso faranno sempre più la differenza.

Il trasporto ferroviario, in particolare, sarà grande protagonista. Secondo la European Environment Agency, infatti, solo lo 0,5% delle emissioni generate dal settore trasporti sono da imputare ai trasporti su rotaia; al contrario, il trasporto su strada è responsabile del 73,1% delle emissioni. E solo il trasporto su rotaia, tra le diverse modalità di trasporto, ha conosciuto una stabile e progressiva riduzione delle emissioni di gas serra a partire dal 1990.

Questa introduzione pensiamo sia più che sufficiente per comprendere verso quale orizzonte volgere il nostro sguardo e come calarlo concretamente sul territorio. Sta poi a noi la scelta ; ferrovia oppure inquinamento da auto e mezzi pesanti? Condividiamo anche il concetto di ferrovia come strumento per creare sintonia tra territori insegnando a uscire da una visione campanilista della gestione dei singoli comuni favorendo il miglior utilizzo delle dotazioni già esistenti evitando la realizzazione di opere che si rivelerebbero tanti doppioni in altrettanti comuni.

In tema di finanziamenti forte l’attenzione rivolta al Ricovery Found o alla Next Europe Generation proposti dalla Commissione Europea in sintonia con il Parlamento Europeo. Confidare solo in questa direttrice in attesa che essi siano attivi, è però sbagliato. Guardando al passato, il politico di turno quando voleva trovare la giustificazione per “ scaricare “ un’idea ha sempre raccontato la storiella che non c’erano i soldi.

Parlando in questo caso di ferrovie, i soldi anche negli anni passati non sono mai mancati, semmai è sempre mancata la volontà di progettare e di concretizzare il tutto. Come associazione abbiamo organizzato più di un convegno dedicato alle risorse finanziarie. Ancor prima di quanto oggi è in discussione in sede di Consiglio europeo, la disponibilità finanziaria nell’EU era stimata in migliaia di miliardi di euro.

In un convegno promosso qualche anno fa dal Governatore sudtirolese Arno Kompatscher al quale ho avuto piacere di assistere, il Direttore esecutivo ( allora austriaco) Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) il pilastro centrale del piano di investimenti per l’Europa spiegava che problemi generati dalla crisi economica del 2008 erano dato dalla troppa liquidità a fronte della forte riduzione di progettualità. Il chiaro invito fu il tornare a progettare. Non si dimentichi tra l’altro il progetto “ Italia veloce” presentato questa primavera dalla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli: 200 miliardi di Euro da investire in infrastrutture anche ferroviarie.

La ferrovia del Lago di Garda produrrà nuove opportunità turistica per il Basso Trentino, ma compito della politica provinciale è operare nell’interesse più generale. Se a ragione si promuove l’idea di ferrovia per il Garda a fronte della presenza di oltre un milione di turisti, qualcuno ora ci deve spiegare perché la stessa soluzione viene ritenuta sostenibile per le Valli dell’Avisio dove le presenze turistiche nelle valli di Fiemme e Fassa nella stagione turistica 2018-2019 sono state 7.378.400 e dove gli accessi agli impianti di risalita estate ed inverno dimostrano di essere numeri così importanti ed adatti per essere gestiti da soluzioni di trasporto di massa. Numeri che stanno a dimostrare che la soluzione Brt sarebbe un gran buco nell’acqua.

Tra il dire ed il fare ce ne passa, ma la presa di posizione di sindaci e albergatori del Garda rappresenta un segnale importante. La nostra speranza è che tale coraggio contagi anche nelle valli dell’Avisio sindaci ed i tanti albergatori , imprenditori del settore del turismo, commercio e residenti che per troppi anni hanno nascosto la testa nella sabbia magari per non compromettersi nel “ sognare” inconsapevoli che senza visioni non si costruisce il futuro.

Senza una reazione civile e determinata in quelle valli il rischio è che si realizzi un Trentino a due velocità. Chi sarà pronto allo storico cambiamento nel settore dei trasporti e chi rimarrà tagliato fuori.

 

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Massimo Girardi
Presidente associazione Transdolomites
www.transdolomites.eu