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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

SMART CITIES: DALDOSS, COGLIERE LE OPPORTUNITÀ E FAR CRESCERE LE RELAZIONI

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – L’assessore Daldoss: cogliere le opportunità, far crescere le relazioni. Smart cities, innovazione tecnologica, montagna: incontro ieri ad Aldeno per parlare di “futuro possibile”.

“Politiche abitative e montagna: dalla smart city alla smart land”: un tema impegnativo quello affrontato ieri pomeriggio ad Aldeno, per iniziativa del Comune, assieme a Roberto Masiero, professore di Storia dell’architettura e Federico Della Puppa, professore di Economia e Gestione di imprese, entrambi docenti presso l’Istituto universitario di Architettura di Venezia.

All’incontro ha preso parte anche l’assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica enti locali ed edilizia abitativa della Provincia Carlo Daldoss, che ha sottolineato come il Trentino, rispetto ad altre realtà di montagna anche vicine, non abbia vissuto grandi fenomeni di spopolamento.

Ciò non significa che il contesto non sia cambiato, producendo conseguenze importanti anche su piano della governance. “La pianificazione del passato aveva creato delle opportunità, anche economiche ed industriali. Oggi quel modello di gestione dall’alto non esiste più.

Ma non parlerei di crisi, piuttosto di nuove prospettive che si aprono. La digitalizzazione della società rende obsoleti i vecchi parametri e i vecchi punti di riferimento. Ciò interroga in maniera determinante la politica. Posto che parlare di crescita non ha più il senso che aveva in passato, dobbiamo ragionare sulle possibilità che si aprono grazie alla facilità delle connessioni e delle comunicazioni.

Un punto fondamentale, oggi, che investe anche le grandi questioni del rapporto montagna-pianura, della pianificazione urbanistica, delle reti intercomunali, è il bisogno, che si avverte ad ogni livello, di stringere relazioni significative e condividere le decisioni.

Un bisogno al quale siamo chiamati a dare risposta. Grazie alle nuove tecnologie, alla crescita dell’interazione e dell’interdipendenza, all’economia circolare, il territorio può diventare il luogo in cui la politica sperimenta nuove strade e testa nuove soluzioni”.

Bit Coins, stampanti in 3 D, digitalizzazione spinta. Come impatta l’innovazione tecnologica sul territorio e sulla considerazione che abbiamo di esso, ma anche con la sua governance? Domande a cui ha cercato di dare risposta il convegno tenutosi oggi ad Aldeno, aperto dall’intervento del professor Masiero.

“Siamo già dentro una nuova epoca – ha detto – ma ce ne stiamo accorgendo solo ora. Le incognite sono più ampie delle certezze. L’economia è cambiata. Si è incrinato, ad esempio, il nesso fra lavoro e valore della merce. Ma queste dinamiche investono anche il territorio.

Oggi parliamo di smart cities, città che si adoperano per cambiare, in meglio, la vita dei cittadini. Parliamo anche di e-government, ovvero di una pubblica amministrazione che ottimizza i servizi offerti ai cittadini. Sullo sfondo, i paradigmi dello sviluppo sostenibile, con gli strumenti che mettono a disposizione: open source, sharing economy, crowfunding”.

Della Puppa ha ripreso il ragionamento, chiedendosi innanzitutto cos’e un territorio, cosa chiede e cosa ha da offrire. “Siamo dentro il flusso continuo dei dati e delle informazioni e quindi siamo dentro un nuovo paesaggio.

Ma siamo anche dentro a una nuova idea di sviluppo, che si coniuga di più con le idee di miglioramento e ottimizzazione dell’esistente che con quella della crescita dimensionale. L’evoluzione tecnologica abbatte le frontiere e crea nuove opportunità. Anche in montagna.

Certamente determina una crescita della mobilità. L’Europa ha creato lo Spazio alpino, programmi e soggetti specifici come Eusalp. Possono essere strumenti utili ma non risolvono alla radice i problemi. Bisogna imparare a gestire i processi, passare a logiche di sistema.

Costruire connessioni. Per andare verso una società circolare, inclusiva, in cui ciascuno condivide diritti e doveri, dobbiamo costruire reti. Il digitale siamo noi”.

Considerazioni condivise dall’assessore Daldoss, che si è chiesto, un po’ provocatoriamente. “La politica è ancora il luogo in cui ha sede il potere? La politica può indirizzare le scelte, o siamo già oltre?”. Nel frattempo la conoscenza si democratizza ma la ricchezza si concentra e si polarizza.

La risposta a tutto questo non può che passare per una rivisitazione di concetti come inclusività, sicurezza, storia e identità, uso dello spazio pubblico. In palio c’è la possibilità di costruire una società più aperta, che valorizzi la socialità, la capacità di mediazione, la condivisione.