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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

SINISTRA ITALIANA – TRENTINO * PRG TRENTO: « LA VALORIZZAZIONE DEL MONTE BONDONE POSSA PASSARE SOLO ATTRAVERSO UN NUOVO RAPPORTO TRA LA CITTÀ E IL TURISMO DI MONTAGNA »

Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta definisce «una svolta storica», nel nuovo Piano regolatore appena varato dal consiglio comunale, quella che a noi sembra una scelta scontata, più volte richiesta da inascoltati ambientalisti e partiti di sinistra, ossia lo stop al consumo di suolo.

Non ci si era forse accorti che 5.000 appartamenti sfitti o invenduti (7.000 secondo le nostre stime), accumulati nei vent’anni nella pubblica amministrazione dell’attuale sindaco, corrispondono ad un’ipotetico aumento della popolazione nemmeno lontanamente prevedibile per la città di Trento?

E che dire del fatto che dietro a questo sovradimensionamento di abitazioni si nasconde un sovraddimensionamento delle reti di servizi, dalle opere di urbanizzazione alle superfici di vendita nei centri commerciali, senza riferimento alcuno alla densità di popolazione? Non ci si è accorti che tutto ciò comporta un enorme costo per la collettività, sprecato in opere sottoutilizzate o addirittura inutilizzate?

E ancora non ci si accorge ora che la disponibilità edificatoria che permane convalidata nel PRG è sicuramente più che abbondante e sicuramente più che sufficiente, per sostenere un “democratico” mercato, ancora al rialzo, sui prezzi dell’inutilizzato?

Se poi vogliamo affrontare la questione della riqualificazione del territorio e della salvaguardia dell’ambiente, della natura e dell’agricoltura, come possiamo giustificare la realizzazione di un bacino per l’accumulo dell’acqua necessaria alla produzione di neve artificiale sul monte Bondone? Non si è accorto nessuno del fatto che i cambiamenti climatici alzeranno irreversibilmente lo zero termico al punto che attorno al 1500/2000 metri di altitudine non ci saranno più le condizioni per il turismo legato all’innevamento?

Noi di Sinistra Italiana riteniamo che la valorizzazione del monte Bondone possa passare solo attraverso un nuovo rapporto tra la città e il turismo di montagna, le attività produttive e l’orto botanico. Vogliamo pensare ad una valorizzazione del sistema delle malghe sul versante sud- est della montagna; ad un turismo sostenibile rapportato alle produzioni, incentrato su cure termali, passeggiate, bici-turismo; all’orto botanico, gestito dal Muse, come modello per un parco botanico di altura, indicativo del modo di rapportarsi con il territorio sopra il 1.500 metri.

E, ancora, riteniamo che il PRG appena approvato sia un progetto senz’anima, che, non supportato da un’adeguata idea di città, non considera sufficientemente il valore innegabile della bellezza e funzionalità dei luoghi in cui viviamo, sia dal punto di vista naturale che antropico.

Lo stop al consumo di suolo e al riutilizzo dell’esistente non sono condizioni sufficienti a garantire una pianificazione urbana che tenga conto di quanto già fatto, per migliorarlo e renderlo funzionale nel rispetto della peculiarità dei luoghi e della sostenibilità ambientale sociale ed economica.

E, soprattutto, non sono condizioni sufficienti per far sì che le indicazioni strutturali del PRG, svincolate da logiche speculative di mercato, abbiano un ruolo di equilibrio sociale e territoriale e sappiano mettere al centro del proprio progetto la città come bene comune da tutelare per tutta la collettività.

 

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Renata Attolini

Sinistra Italiana del Trentino