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SFRUTTAMENTO IDRICO: BEZZI, GILMOZZI GIU’ LE MANI DALL’ACQUA

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18.44 - sabato 04 febbraio 2017

(Fonte: Giacomo Bezzi) – L’acqua del Trentino, con i suoi numerosi torrenti, rappresenta una immensa ricchezza per il nostro territorio ma non può essere vista come una fonte inesauribile per la produzione di energia idroelettrica. Sono da sempre un fautore dello sfruttamento idrico per scopi che guardino al di là di quello idroelettrico, un attivo sostenitore dello sviluppo turistico legato all’utilizzo dei torrenti in modo naturale ed ecosostenibile, perciò ripeto: Gilmozzi giù le mani dall’acqua!

L’operazione che si prospetta attraverso la diminuzione del deflusso di acqua nei fiumi Sarca e Chiese, serve esclusivamente a garantire un aumento degli introiti nelle casse delle società idroelettriche e non tiene minimamente conto dei danni ambientali che si andrebbero a creare, con una negativa ripercussione sul turismo e sull’ambiente. Gli amministratori locali dei territori interessati, si trovano in netto contrasto con l’ipotesi prospettata dall’Assessore Gilmozzi e hanno fatto sentire forte il loro dissenso, in una riunione pubblica.

Le valli sono ormai diventate dei feudi della città di Trento e di un Governo provinciale, che taglia loro i servizi primari e contemporaneamente, sottrae una risorsa considerata uno dei beni più preziosi, definita l’oro del futuro, a favore di interessi puramente economici e accentrati. Quale sarà l’impatto sul turismo legato al torrente più bello del Trentino? Quali danni si andranno a produrre sul ciclo biologico ittico e quanti anni serviranno per il ripristino? Il costo in termini di territorio/ambiente giustifica quello che la Provincia e le Società interessate intendono mettere in atto? Solo il tempo ci darà le risposte e davanti a tante incognite, non sarebbe forse opportuno fermarsi per non rischiare di creare danni irreversibili.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

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