VIDEONEWS & sponsored

(in )
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

SCUOLA TRENTINA: DELSA, CONSIGLIO STATO ORDINA RIGETTO CONTRO PROVINCIA TRENTO

(Fonte: Sindacato autonomo Delsa) – Ieri il Consiglio di Stato ha accolto per la quarta volta le tesi del sindacato Delsa e dall’avvocato Francesco Lilli nel ricorso per l’inserimento nelle graduatorie trentine dei docenti diplomati prima del 2002.

La VI sezione ha emanato un’ordinanza cautelare di rigetto nei confronti delle richieste della Pat e dei controinteressati costituitisi l’11 maggio in opposizione.

Anche in questa occasione, per la quarta volta e con un presidente di sezione diverso (nominato a sorpresa) si confermano tutte le nostre richieste e si rigettano tutte le istanze fatte dalla parte contraria cioè la Pat e il gruppo dei ricorrenti ad opponendum: 71 laureate in scienze della formazione primaria presenti nella graduatoria provinciale quarta fascia.

I diplomati magistrali restano in Gpt 4° fascia per assumere contratti a tempo determinato ed indeterminato, sino della decisione finale che slitta al 1° febbraio 2018.

È questa la decisione della VI sezione del Consiglio di Stato che riconferma il suo già chiaro orientamento sulla questione anche con un presidente diverso, cambio quest’ultimo che ci ha inizialmente lasciati un molto perplessi.

“La provincia “Autonoma” di Trento continua nella sua discutibile gestione del sistema scolastico ed in particolare sulle “tecniche” di reclutamento, dichiara il presidente di Delsa Mauro Pericolo, copiando dal nazionale e divaricando sempre di più la forbice con Bolzano, che nel frattempo è riuscito a creare un impianto normativo di reclutamento totalmente autonomo e in linea con le politiche europee”

La provincia rischia di vedersi citata davanti alla Corte Europea, per disapplicazione delle direttive sul precariato e sul rispetto del valore dei titoli.

Continua invece a puntare su procedure concorsuali che lasciano scie di dubbia regolarità e che spesso più che selezionare i migliori diventano il gioco dei dadi.

Continuando, tra l’altro, a moltiplicare il contenzioso che pesa in maniera importante sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini.

Delsa, continua Pericolo, intende denunciare questa cattiva gestione della cosa pubblica alterata ancora di più da un uso distorto degli strumenti autonomistici che ormai sembrano esser diventati più al servizio del potere politico che non del cittadino.

Lo fa portando alla luce i retroscena di una vicenda sindacale e giudiziaria che è diventata emblematica di un potere politico autonomistico fine a se stesso.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat