PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

"Giornata dell'Autonomia" - video Tv integrale -
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Manuela Bottamedi) – Invio il resoconto del dibattito in Aula relativo al question sul Sait e sulla mia proposta di attivare l’affiancamento degli organi amministrativi e gestionali del consorzio cooperativo. Rilevo l’immobilismo dei vertici della Federazione e l’attendismo della Provincia che, stando alle parole dell’Assessore Mellarini, non ha ancora ufficialmente provveduto a sollecitare l’ente di vigilanza della Cooperazione affinché chieda alla Provincia l’attivazione dello strumento del tutoraggio/affiancamento.
Rilevo altresì l’incongruenza dell’iter procedurale per l’attivazione dell’affiancamento: come può il controllato avere l’interesse e la forza di chiedere al controllore di essere controllato?? Si impone a questo punto anche la modifica della norma regionale che disciplina la vigilanza dei consorzi cooperativi. Sarà mia cura proporre l’emendamento. Via Segantini e Piazza Dante sono comunque già in ritardo: il sistema sta implodendo e loro sono ancora alla finestra.

Cons. Manuela Bottamedi

Resoconto dell’ interrogazione n. 4004

BOTTAMEDI (Gruppo Misto): Quello che propongo all’assessore Mellarini e al Presidente Rossi è nient’altro che un’aspirina, perché qui, nel sistema della cooperazione, ci vorrebbe ben altro, una bella cura da cavallo. Credo però che da qualche parte bisogna pur cominciare e quello che propongo mi pare comunque un buon inizio, un primo step, un tentativo di soluzione.
Il sistema della cooperazione trentina, lo sappiamo, ce lo raccontano anche i giornali, proprio in questi giorni, ma non occorre leggere i giornali per saperlo, sta vivendo un momento di forte sofferenza, dovuta in buona parte a scelte e operazioni sbagliate compiute in questi decenni dai vertici aziendali. La crisi è frutto di una gestione manageriale opaca e poco efficiente, su cui per anni ha regnato un certo silenzio e la correità dei vertici provinciali. La situazione attuale ormai è grave e i vari segnali di questa gravità, di questa malattia, vediamo ogni giorno Famiglie cooperative che abbandonano Sait per entrare in Dao. Un’emorragia che, se non fermata, porterà al collasso del sistema. Un’emorragia che è accompagnata dal preoccupante immobilismo dei vertici, dei manager Sait e Cooperazione, che altro risultato non hanno se non alimentare ulteriormente la crisi.
Io non sono una sponsor dell’interventismo della Provincia, però in questo caso credo che si imponga un intervento che, fra l’altro, trae spunto, fonte e base, da una legge regionale, la legge n. 5 del 2008, che concede competenza alla Provincia di vigilanza e garanzia di corretta gestione e buona amministrazione dei consorzi cooperativi.
Chiedo pertanto all’assessore Mellarini se, così come prevede l’articolo 34, lettera b), di questa legge regionale, sussistano i requisiti per procedere all’affiancamento, che è uno degli strumenti che la Provincia può mettere in campo per garantire la corretta gestione e amministrazione in questo caso del consorzio operativo Sait e quindi affiancare questi organi con una serie di esperti in grado di riportare il consorzio ad una corretta gestione. Grazie.

MELLARINI (Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile – Unione per il Trentino): Grazie, Presidente. Con riferimento all’interrogazione, si evidenza che in base al dispositivo della legge regionale del 9 luglio 2008, “Nuova disciplina sulla vigilanza degli enti cooperativi”, spetta alla Federazione medesima, per tramite della sua divisione vigilanza, espletare sia il controllo del bilancio (revisione legale dei conti), quanto le verifiche biennali sul funzionamento dell’ente cooperativo.
Tale normativa regionale prevede che, qualora l’associazione in rappresentanza accerti gravi irregolarità nell’ambito dei controlli svolti, è tenuta a darne segnalazione all’autorità di vigilanza, in questo caso la Provincia, proponendo, nel contempo, uno tra i cosiddetti provvedimenti sanzionatori, che sono così previsti: il primo, la disposizione di una sanzione amministrativa; il secondo, l’affiancamento degli organi gestori e la loro revoca, con contestuale nomina di un commissario; la liquidazione coatta amministrativa della società o lo scioglimento d’autorità.
Con riferimento all’istituto dell’affiancamento, esso è previsto dalla normativa regionale, che non specifica nel dettaglio i presupposti tecnici per attivare l’intervento, a differenza degli altri provvedimenti sanzionatori. Sottende tuttavia, quale prerequisito, un momento di grave difficoltà o inerzia del consiglio di amministrazione dell’ente cooperativo, o della stessa direzione aziendale, di fronte ad una situazione di notevole difficoltà.
Il cosiddetto tutor, nominato, se del caso, dalla Giunta provinciale, subentra in affiancamento ai predetti organi, coadiuvandoli nel definire una strategia di breve e medio termine – cosa che abbiamo fatto con la cooperativa La Ruota, cito l’ultima, per cui c’è stato non l’affiancamento ma la nomina di un commissario – per superare la temporanea crisi aziendale.
Ove l’ente cooperativo e il consorzio aderiscano all’associazione in rappresentanza, la richiesta di affiancamento deve pervenire dall’autorità di revisione proposta. È la Federazione che fa richiesta, non è d’autorità della Provincia nominare o meno l’ affiancatore, il tutor oppure il commissario. Poi la scelta spetta, per quanto riguarda il commissario, alla Provincia, mentre il tutor viene indicato dalla Federazione stessa.
Ad oggi, stanti le competenze sopradescritte la Federazione trentina della cooperazione non ha provveduto ad alcuna segnalazione in merito alla situazione del Sait. Il consiglio di amministrazione del consorzio di secondo grado, consapevole della situazione in cui versa, sta definendo la predisposizione di un piano industriale volto a ricondurre la situazione economica e finanziaria in un ambito di sicurezza.
La Giunta sta seguendo con somma attenzione l’evoluzione della situazione e, qualora riscontrasse un’inerzia da parte del consorzio Sait o dei soggetti coinvolti nel definire ed attuare il piano operativo, volto ad arginare la situazione e contenendo quanto più è possibile gli esuberi, non esiterà a sollecitare l’autorità di revisione, la Federazione trentina della cooperazione, Divisione vigilanza, a valutare l’attivazione di un eventuale affiancamento, cosa che abbiamo già fatto presente sia al presidente della Federazione della cooperazione stessa, che al presidente del Sait.

BOTTAMEDI (Gruppo Misto): Grazie, Presidente, e grazie, assessore per la risposta. Io credo che però siamo già in ritardo, cioè se aspettiamo che il controllato, in questo caso, solleciti la Provincia ad essere affiancato, la situazione non può che incancrenirsi ulteriormente.
Abbiamo visto anche i dati, dati allarmanti che sono stati pubblicati pochi giorni fa da un quotidiano locale: metà delle Famiglie cooperative Sait sono in rosso, nel frattempo Dao sta volando in tutti i suoi dati, sta crescendo, quindi è evidente che qui non si tratta solo di inerzia, ma anche di gravi difficoltà, che lei ha citato. Non c’è solo un’inerzia, un immobilismo, che comunque è un fattore determinante nell’alimentare ulteriormente la crisi, perché mai come quando si è in crisi bisogna muoversi, da una parte o dall’altra, qualcosa bisogna fare. Io credo che però le stesse teste che hanno determinato questa crisi non siano in grado, ora, di uscire dalla crisi che loro stessi hanno generato.
È chiaro che si impone in fretta, in tempi veloci, perché sappiamo che i processi economici, globali e sociali, sono velocissimi, non possiamo stare alla finestra. Non sarà certo la cooperazione che verrà a chiederci aiuto. Io sono qui a invocarlo perché nel mio ruolo istituzionale di consigliera non posso che fare questo: sollecitare un cambiamento di rotta radicale e veloce. Se aspettiamo e se utilizziamo come strumento l’attendismo, vedere come vanno le cose, pensando che poi qualcosa si aggiusti, questo ormai non funziona più. Stiamo parlando di economia, lavoro, 140 posti, ma in generale un sistema che in Trentino ha retto per anni ma evidentemente ora non regge più.
Assessore, io le rinnovo la mia sollecitazione, comunque, a velocizzare questo processo di cambiamento.