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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ROSSI (AZIONE) – INTERROGAZIONE: ASSISTENZA DOMICILIARE: « GARANTIRE LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE »

È evidente come nel servizio di assistenza domiciliare viene a crearsi un particolare rapporto di fiducia, comprensione e confidenza fra gli operatori le persone interessate e le loro famiglie. Non si tratta semplicemente di “erogare” un servizio ma di mettere in campo un approccio basato sull’umanità e sull’empatia che si generano e sono garantite da un rapporto continuativo fra operatori dell’assistenza domiciliare e beneficiari.

Il tipo di utenza seguito dalle ADI sta vivendo il periodo più fragile della propria vita: la sofferenza fisica, la vulnerabilità, la paura, la preparazione al passaggio determinano la necessità di affidarsi completamente agli “altri”. In questa delicatissima fase ogni cambiamento può comportare ulteriori disagi ed essere fonte di preoccupazione e ansia per le persone assistite e la loro famiglia.

Ecco perché è importante garantire la continuità di presenza degli stessi operatori in ogni fase, anche in caso di passaggio al servizio di assistenza domiciliare integrata con cure palliative ADI-CP. Risulta che La continuità di presenza degli stessi operatori di assistenza domiciliare sia generalmente garantita, ma che invece si interrompa nel caso di passaggio al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata- Cure palliative (ADI-CP), in particolare quando il servizio di assistenza domiciliare viene svolto da personale dipendente delle Comunità di Valle.

Di seguito il testo dell’interrogazione che ho depositato oggi per chiedere all’assessore competente di garantire la continuità assistenziale domiciliare.
Ugo Rossi – TRENTINO IN AZIONE

 

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GARANTIRE LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

L’assistenza domiciliare è un servizio che viene erogato direttamente a casa dell’utente.
I servizi offerti variano in base alle condizioni dell’utente, questi possono essere di tipo medico, infermieristico, riabilitativo o assistenziale.
L’Operatore Socio Sanitario e’ coinvolto in prima persona in questo tipo di servizio soprattutto per quanto riguarda l’aspetto socio-assistenziale.
L’assistenza domiciliare può avvenire a vari livelli.
Il livello di base (primo livello) è indirizzato a soggetti che hanno residui di autonomia e sono parzialmente non autosufficienti. Tra questi vi sono anche le persone a rischio emarginazione sociale che richiedono attenzioni dal punto di vista della cura della persona e dell’aspetto prettamente psicologico.
In genere il servizio assistenziale di primo livello si occupa della fornitura dei pasti, igiene personale, lavaggio della biancheria e aiuto per piccole faccende domestiche.

Il servizio socio-assistenziale domiciliare di secondo livello è indirizzato a persone non autosufficienti e comprende principalmente l’erogazione di servizi di tipo sanitario sia mediche che infermieristiche e riabilitative. Le prestazioni vengono erogate anche a persone che a causa di recente dimissione da ospedali non hanno recuperato ancora l’autonomia personale. Lo scopo del servizio è garantire il più possibile all’utente la permanenza presso la propria abitazione.
Le cure domiciliari costituiscono un insieme di attività mediche, infermieristiche e socio assistenziali integrate fra loro, per la cura della persona nella propria casa.
In questo modo la persona in cura può mantenere il legame con le proprie cose, le abitudini e le persone che le sono care.
Il servizio di terzo livello ancora più complesso viene detto ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e comprende prestazioni di tipo sanitario e di tipo socio-assistenziale.

Le cure a domicilio richiedono un contesto familiare di supporto alla persona ammalata, eventualmente con l’integrazione dei servizi sociali e del volontariato. Sono indispensabili inoltre il consenso della persona interessata e la disponibilità del medico curante.
L’educazione terapeutica e l’addestramento delle persone interessate, dei familiari e di altre persone che si occupano dell’assistenza sono a fondamento delle cure domiciliari: sarà quindi richiesto agli stessi il coinvolgimento nella gestione delle cure.
L’assistenza domiciliare integrata (ADI) è una forma assistenziale finalizzata al mantenimento al domicilio di persone con bisogni sanitari complessi. Richiede un programma di assistenza integrato tra le diverse figure professionali, medico o pediatra di famiglia, infermiere, eventualmente dell’assistente sociale e domiciliare.
Il Servizio Assistenza Domiciliare Integrata Cure Palliative (ADI-CP) rappresenta una forma assistenziale dedicata a pazienti con malattie cronico-degenerative o neoplastiche in fase avanzata. Obiettivo dell’assistenza è il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile per il paziente al proprio domicilio, mediante il controllo del dolore e degli altri sintomi legati alla malattia nonché il sostegno della famiglia.
Le forme assistenziali ADI e ADICP possono essere integrate da un supporto domiciliare (SAD) per aiutare la famiglia nelle attività di assistenza quali ad esempio igiene e mobilizzazione.
È evidente come in tutte queste tipologie di servizio viene a crearsi un particolare rapporto di fiducia, comprensione e confidenza fra gli operatori dell’assistenza domiciliare e le persone interessate e le loro famiglie. La particolarità e la profondità di questo rapporto costituisce uno dei fattori principali del successo e della qualità dei servizi erogati. Non si tratta infatti semplicemente di “erogare” un servizio ma di mettere in campo un approccio basato sull’umanità e sull’empatia che si generano e sono garantite da un rapporto continuativo fra operatori dell’assistenza domiciliare e beneficiari.
Il tipo di utenza seguito dalle ADI sta vivendo il periodo piu’ fragile della propria vita: la sofferenza fisica, la vulnerabilità, la paura, la preparazione al passaggio determinano la necessità di affidarsi completamente agli “altri”. Questo avviene in modo molto profondo particolare con il personale dell’assistenza domiciliare che diventa in un certo senso quasi un “familiare”.

È chiaro che in questa delicatissima fase ogni cambiamento può comportare ulteriori disagi ed essere fonte di preoccupazione e ansia per le persone assistite e la loro famiglia.

Ecco perché è importante garantire la continuità di presenza degli stessi operatori in ogni fase, anche in caso di passaggio al servizio di assistenza domiciliare integrata con cure palliative ADI-CP.

Risulta che La continuità di presenza degli stessi operatori di assistenza domiciliare sia generalmente garantita, ma che invece si interrompa nel caso di passaggio al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata- Cure palliative (ADI-CP), in particolare quando il servizio di assistenza domiciliare viene svolto da personale dipendente delle Comunità di Valle.

Tutto ciò premesso, si interroga l’Assessore competente per sapere:
1. se l’assessorato sia a conoscenza del fatto che la continuità del servizio in capo agli stessi operatori si interrompa nel caso di passaggio al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata- Cure palliative (ADI-CP), in particolare quando il servizio di assistenza domiciliare viene svolto da personale dipendente delle Comunità di Valle;

2. se ritenga di verificare quanto esposto al punto 1;

3 in caso di conferma di quanto esposto al punto 1 se intenda adottare gli opportuni atti per dare disposizione ad Azienda Sanitaria e enti erogatori dei servizi di cui in premessa perché sia garantita la continuità del servizio in capo agli stessi operatori nel caso di passaggio al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata- Cure palliative (ADI-CP), in particolare quando il servizio di assistenza domiciliare viene svolto da personale dipendente delle Comunità di Valle.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

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Ugo Rossi