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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ROSSATO (FDI – TRENTINO) * WELFARE: « IL REDDITO DI CITTADINANZA HA FALLITO, IL PNRR DEVE ESSERE UN’OCCASIONE PER RIFORMARE IL NOSTRO SISTEMA INCANCRENITO »

Rossato (Fratelli d’Italia): “Il reddito di cittadinanza ha fallito”. Nessuno di noi ha dimenticato il viso sorridente e spensierato di Willy Monteiro Duarte, il 21enne brutalmente pestato a morte a Colleferro lo scorso 6 settembre solo perché aveva tentato di difendere un amico. Fra gli assassini del giovane vi sono i fratelli Bianchi, che amavano ostentare auto di lusso, vestiti griffati e vacanze da sogno nonostante si dichiarassero al fisco praticamente nullatenenti, motivo per cui i genitori ricevevano (e a quanto emerge dalle intercettazioni di uno dei fratelli in carcere, ricevono ancora) il reddito di cittadinanza.

È invece recente la notizia secondo la quale ben 77 lavoratori in nero, fra cui spacciatori e pregiudicati per mafia, sono stati denunciati in Sicilia per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. Fra questi vi è il caso emblematico dall’operaio romeno che ha malmenato il datore di lavoro perché non voleva essere regolarizzato con formale assunzione ma preferiva continuare a lavorare in nero in modo da mantenere la preziosa “paghetta” dallo Stato.

Purtroppo però, questi atti vergognosi non avvengono solo in altre parti d’Italia, ma anche nel nostro Trentino; è finita infatti in manette per sfruttamento della prostituzione la maitresse di origine brasiliana, per il fisco disoccupata, che operava a Gardolo e aveva ottenuto il reddito di cittadinanza perché “senza lavoro”, nonostante guadagnasse più di diecimila euro al mese come frutto dell’attività criminale.

Per i tantissimi episodi che vengono alla luce, chissà quanti ve ne saranno che restano impuniti, consentendo a chi non ne avrebbe i requisiti di percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. Un recente rapporto della Caritas evidenzia come il 56% dei poveri in Italia non usufruisca del Rdc (con la maggior parte delle famiglie escluse che risiede al Nord), mentre ben un terzo dei beneficiari non è povero.

La misura è colma: non possiamo più tollerare che tali sussidi dello Stato finiscano nelle mani di criminali, spacciatori, mafiosi ed in generale di chi non possiede i requisiti, magari unendo il sussidio al lavoro nero. Si tratta di uno schiaffo a tanti cittadini onesti che lavorano per portare a casa un salario spesso appena sufficiente per arrivare a fine mese. In un Paese con un mercato del lavoro in perenne stagnazione vi è qualcosa di profondamente immorale ed antieconomico nel reddito di cittadinanza. Immorale perché, prove alla mano, sta premiando il parassitismo di alcuni individui sulle spalle della collettività; antieconomico perché ora avremmo bisogno di misure che stimolino la crescita, non di paghette e spese improduttive.

Esiste già il reddito d’emergenza per le famiglie in gravissima difficoltà, perché non spostare i fondi dedicati al reddito di cittadinanza per sgravare il cuneo fiscale sulle imprese, magari incentivando con maggior vigore l’assunzione dei giovani (fra cui 1 su 3 non lavora), o favorire gli investimenti in un Paese con atavici problemi di produttività? Come possiamo aspettarci che gli individui che percepiscono il reddito di cittadinanza trovino lavoro se i centri per l’impiego pubblici continuano a dimostrare una totale incapacità di intercettare le istanze del sistema economico?

È ormai evidente: il reddito di cittadinanza ha fallito. Il Pnrr deve essere un’occasione per riformare il nostro sistema incancrenito, perché non puntare su sgravi fiscali ed incentivi al lavoro per i giovani, piuttosto che restare fermi sui sussidi?

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Cons. Katia Rossato

Gruppo Fratelli d’Italia