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RICICLA TRENTINO 2 * REPLICA AL SINDACATO DI BASE MULTICATEGORIALE: « NESSUNO SFRUTTAMENTO DI LAVORATORI STRANIERI, L’ACCUSA DI PAGARE SEI EURO L’ORA I DIPENDENTI È STATA STRUMENTALIZZATA »

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16.18 - martedì 6 luglio 2021

Nel merito delle notizie uscite sui media provinciali e su alcune testate nazionali la proprietà di Ricicla Trentino 2 precisa quanto segue.

Quanto riferito dal sindacato di base multicategoriale non risulta vero. Le notizie riportate sono completamente distorte. Sono state spese parole gravi, dirette nei confronti di un’azienda che in realtà segue da sempre tutte le procedure in modo regolare.

«Nessun sfruttamento di lavoratori stranieri e massima attenzione alla sicurezza dei nostri dipendenti – spiegano i vertici dell’azienda – la ricostruzione che sin qui è stata data non ci rappresenta minimamente».

Anche l’accusa di pagare sei euro l’ora i dipendenti di Ricicla Trentino 2 è stata strumentalizzata. Primo perché in tal senso provvedono direttamente le Agenzie interinali con le quali la società ha stipulato l’accordo di impiego dei lavoratori interinali in questione, secondo perché quanto loro remunerato è previsto dall’ultimo contratto nazionale del settore Gomma – Plastica firmato dagli stessi sindacati nel gennaio del 2021.

Quindi, ciò che viene riconosciuto ai lavoratori da Ricicla Trentino 2 per il tramite dell’Agenzia interinale, è quanto previsto dal contratto nazionale di categoria. Inoltre, aggiunge la proprietà, «da sempre riconosciamo a tutti i lavoratori stabilizzati, indistintamente, un premio di 3 euro al giorno. Questo dimostra la correttezza dell’operato della nostra azienda».
Anche l’accusa di aumentare la velocità dei nastri per la differenziazione dei rifiuti è campata per aria: «I sindacati non sono nemmeno a conoscenza che la velocità dei nastri è fissa e non può subire nessuna alterazione della velocità. I lettori ottici infatti separano il prodotto e ciò che la macchina non riesce a separare (circa il 10%) viene selezionato dal personale secondo quanto è nelle sue capacità.» – Spiega la proprietà.

Ricicla Trentino 2 ha 53 dipendenti, di questi 45 sono interinali. Si tratta di lavoratori alle dipendenze di Agenzie interinali con le quali la società ha rapporti da tempo e che sono responsabili dirette per l’aspetto economico, e che in tal senso hanno sempre fornito ampie rassicurazioni alla società.
Si tratta di lavoratori a tempo indeterminato con l’agenzia interinale di 32,5 ore settimanali, che garantisce una busta paga dai 1.000 ai 1.250 euro ogni mese secondo il livello di impiego e le effettive ore lavorate.

Il servizio che offre l’azienda di Lavis è indispensabile in favore di comuni e comunità di valle e viene svolto utilizzando lavoratori dipendenti dalle agenzie di somministrazione con contratti a tempo indeterminato inviati in missioni mensili in alcuni casi da oltre 10 anni. Quindi le critiche del sindacato di base nel merito stridono molto rispetto alla realtà dei fatti.
Per quanto riguarda l’articolo uscito sul settimanale l’Espresso dal titolo «Un esercito di interinali, immigrati e senza diritti: ecco gli sfruttati della green economy» precisiamo:
La questione del lavoro interinale è comunque il nodo di tutta questa vicenda, assieme al fatto che i lavoratori siano immigrati, ciò ha causato erronee ricostruzioni locali e nazionali oltre a una percezione completamente distorta della realtà aziendale di Ricicla Trentino 2.

«La nostra azienda – sottolinea la proprietà di Ricicla – non ha mai assecondato modalità di sfruttamento dei lavoratori ma semplicemente organizzato la propria attività anche a difesa della sussistenza dell’impresa stessa, e conseguentemente del posto di lavoro degli occupati, dovendo adattarsi alla logica della temporalità dei contratti. Contratti imposti da Corepla – Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – per il quale Ricicla Trentino 2, al pari di molte altre aziende del settore, opera. Il fatto che la maggior parte di questi lavoratori siano immigrati è questione da chiedere alle agenzie interinali che li assumono non certo a Ricicla Trentino 2 la quale può solo ipotizzare che ciò sia dovuto a difficoltà nel reperire manodopera nazionale soprattutto per tale tipologia di impiego».

Ricicla Trentino 2, al pari delle altre società riferibili alla stessa proprietà, è da anni pienamente inserita nel contesto economico in cui opera creando lavoro e ricchezza sul territorio. Contribuisce all’identità di un Trentino sempre più efficiente che mostra una costante e crescente attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale.
«Quanto rappresentato dal sindacato di base e negli articoli riportati sui media è – asserisce la proprietà – una realtà distorta, distante anni luce da ciò che nei fatti è questa azienda che per fortuna gode di un grande apprezzamento da coloro che la conoscono bene, anche oltre i confini provinciali».

«Noi – concludono i vertici di Ricicla Trentino 2 – rispettiamo da sempre le leggi, come abbiamo fatto anche in questo caso. Se il sindacato non è d’accordo sul lavoro interinale o sull’operato delle agenzie interinali non deve prendersela con noi o tentare di usarci come grimaldello contro le norme attuali. Porti le legittime istanze laddove si effettuano le trattative e si ragiona sull’impianto normativo.»

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