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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

RCC * STRAGE DI ERBA, IL NEUROSCIENZIATO PIERGIORGIO STRATA: « MARIO FRIGERIO? PENSO SIA UN CLASSICO CASO DA MANUALE DI MANIPOLAZIONE DELLA MEMORIA »

Strage di Erba, il Neuroscienziato Piergiorgio Strata a Radio Cusano Campus: “Mario Frigerio? Penso sia un classico caso da manuale di manipolazione della memoria. Nel suo primo racconto infatti non dichiarò di essere stato aggredito da Olindo ma da una persona di etnia Araba. La scienza dice che la memoria si può manipolare”.

 

La strage di Erba resta al centro delle cronache tra contraddizioni e nuovi clamorosi sviluppi. L’11 dicembre 2006 furono barbaramente uccisi Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, Paola Galli (madre di Raffaella e nonna del piccolo) e Valeria Cherubini. Per quella strage sono all’ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi. Ma troppe cose non tornano, come la testimonianza dell’unico sopravvissuto a quella mattanza, Mario Frigerio, che in un primo momento aveva detto di essere stato aggredito da una persona di etnia araba, uno di quelli che abitualmente frequentavano la casa Castagna-Marzouk. Poi avrebbe cambiato versione.

Sull’argomento a Radio Cusano Campus è intervenuto il professor Piergiorgio Strata, uno dei massimi neuroscienziati italiani, professore emerito di Neurofisiologia presso l’Università degli Studi di Torino. Sorprendente quanto dichiarato dal professor Strata a “La Storia Oscura”, al microfono di Fabio Camillacci: “La memoria è un processo di dati che si depositano nel nostro cervello e che poi possono essere riesumati prendendo da varie parti dello stesso cervello tutta l’informazione e riprodurla. E la prima memoria, cioè quella che si ricorda subito, è quella fedele. Perché successivamente questa può essere manipolata, può cambiare col tempo.

Ci sono centinaia di migliaia di esperimenti i quali hanno dimostrato che se uno racconta una storia oggi e racconta la stessa storia, senza manipolazione, 15 giorni dopo o un anno dopo, le cose sono già cambiate, sono diverse. Se poi uno instilla il dubbio introducendo esercizi di immaginazione, contraddice, eccetera, è chiaro che diventa facile manipolare la memoria. Questa è una cosa scientificamente provata: si può manipolare la memoria di chiunque. Pertanto, nel caso specifico della strage di Erba, dal punto di vista scientifico conta la prima versione di Mario Frigerio, ovvero quella del 15 dicembre 2006 cioè di quando riuscì a parlare. C’è tanto di verbale in cui Frigerio dice di essere stato aggredito da una persona di corporatura robusta, di carnagione scura, olivastra, dai capelli neri corti come uno dei tanti extracomunitari, di etnia araba, che frequentavano l’appartamento di Raffaella Castagna e Azouz Marzouk. Quindi Frigerio fissò subito la prima immagine e dalla sua descrizione emerge una persona totalmente diversa da Olindo.

Poi però dal 20 dicembre, inizia il bombardamento di domande degli investigatori della serie ‘lei conosce Olindo?’, ‘fosse stato l’Olindo lo avrebbe riconosciuto?’, ‘è sicuro che non si trattasse di Olindo?’, e via dicendo e alla fine Frigerio si convince sostenendo di ‘aver ricordato meglio’. Questo è un classico manuale di manipolazione della memoria.

Non a caso –conclude il professor Strata a Radio Cusano Campus- la scienza forense recita, ‘la memoria è imperfetta, cambiamenti relativamente semplici nelle procedure aiuterebbero a ridurre nelle aule dei Tribunali, la possibilità che avvengano distorsioni della memoria. Anche nelle condizioni nelle quali non sia possibile evitare l’eventualità di distorsioni della memoria, i giudici e la giuria dovrebbero essere meglio informati sui limiti della memoria stessa. Non possiamo cambiare il fatto che la memoria sia imperfetta ma forse possiamo modificare il peso che devono avere sulle prove, la memoria e l’affidabilità che di solito attribuiamo alla memoria nei tribunali perché la memoria è fragile e manipolabile”.