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“QUATTRO COMITATI PER IL NO“ * REFERENDUM: «RIFORMA NORDIO, AL VIA CAMPAGNA “NO A GIUSTIZIA DEBOLE CON I FORTI E FORTE CON I DEBOLI”»

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18.26 - martedì 3 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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AL VIA CAMPAGNA COMUNE COMITATI: “NO A GIUSTIZIA DEBOLE CON I FORTI E FORTE CON I DEBOLI”
La campagna di affissioni dei 15 per il no, Giusto Dire No, Società civile per il No e Avvocati per il No.

Una campagna comune dei quattro comitati per il no: è quella che parte in queste ore con una serie di affissioni negli spazi pubblici di tutta Italia. Lo slogan è chiaro: “No a una giustizia debole con i forti e forte con i deboli”, recita. Questa la scelta di tutti i comitati impegnati per dire no alla riforma Nordio che si stanno mobilitando in tutta Italia per spiegare le ragioni della contrarietà alla riforma costituzionale firmata dal guardasigilli Carlo Nordio. A promuovere la campagna il comitato promotore dei 15 per il no, che ha raccolto le oltre 550mila firme per chiedere un nuovo quesito sulla riforma, presieduto da Pino Salmè, assieme a Giusto Dire No, Società civile per il No e Avvocati per il No.

“Un giudice intimorito è un giudice meno indipendente. Indebolire il Csm crea esattamente questo effetto. Ecco perché debole con i forti e forte con i deboli: il debole ha solo il giudice per difendersi, il forte si difende benissimo da solo. Solo giudici indipendenti tutelano adeguatamente i diritti di tutti”, spiega il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso.

“Non andiamo a votare su una modifica tecnica marginale ma sulla abrogazione di sette articoli della Costituzione che riguardano un pilastro del nostro Stato di diritto: l’effettiva indipendenza dei magistrati, assicurata da un Consiglio superiore della magistratura elettivo e autorevole. Votiamo No se vogliamo che i diritti di tutti cittadini siano realmente garantiti da magistrati non condizionabili da altri poteri”, dichiara Giuseppe Salme.

“Madri e Padri Costituenti hanno tolto al ministro della Giustizia i poteri con cui, sotto il fascismo, aveva addomesticato l’ordine giudiziario, dandoli ad un nuovo organo: il Consiglio Superiore della Magistratura, garante della sua autonomia e indipendenza e quindi dell’uguaglianza di noi cittadini di fronte alla legge. Diciamo No alla sua demolizione”, commenta Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società civile per il No.

“Con questa riforma la politica crea le condizioni per punire disciplinarmente, all’occorrenza, i magistrati che abbiano osato controllare il suo operato nell’interesse dei cittadini, che sono sempre la parte debole rispetto al potere. A questa logica del privilegio e della disuguaglianza, si deve dire no”, conclude Franco Moretti, presidente del Comitato Avvocati per il No.

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