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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

PUNTO NASCITE CAVALESE (TN): COMUN GENERAL DE FASCIA, SCONCERTO RIUNIONI ZENI

(Fonte: Ufficio stampa Comun general de Fascia) – De Sirena: «La politica per il punto nascite di Cavalese mi preoccupa».

Il conseier de procura alle attività socio-assistenziali e sanitarie del Comun general de Fascia esprime sconcerto per il mancato coinvolgimento dei referenti della Val di Fassa alle ultime riunioni sul nosocomio con l’assessore provinciali Zeni

È una reazione irritata quella di Gianluigi De Sirena alle ultime notizie sul punto nascite dell’ospedale della Val di Fiemme. Il conseier de procura, alle attività socio-assistenziali e sanitarie e ai lavori pubblici del Comun general de Fascia, manifesta stupore anche in merito ai recenti incontri dell’assessore provinciale alla sanità Luca Zeni con i consiglieri provinciali della Val di Fiemme, per discutere della questione sempre più complessa del nosocomio, alla luce della nuova “emergenza” dei ginecologi – dopo il problema della carenza di pediatri – che farebbe tramontare le speranze sulla riapertura del centro nascite.

«Se in tarda primavera – sostiene De Sirena – avevo avuto un’impressione positiva per l’impegno dei vertici provinciali, sia nel chiedere al Ministero della Salute standard più flessibili, rispetto a quelli previsti, per gli ospedali di montagna, sia nel cercare figure professionali da impiegare nel reparto, avvalendosi eventualmente anche di liberi professionisti (a gettone), le ultime notizie mi hanno preoccupato: il progetto presentato ha perso concretezza in due mesi?».

Non solo, i referenti per la sanità della Val di Fassa non sono stati interpellati nelle ultime riunioni sul nosocomio: «Ho appreso dai giornali – sottolinea De Sirena – degli incontri tra l’assessore Zeni e i consiglieri provinciali fiemmesi , sinceramente sono rimasto stupito che la Val di Fassa ne sia rimasta esclusa. In questi mesi Comun general e sindaci di Fassa hanno lavorato per scongiurare la chiusura del punto nascite e, quindi, per affrettarne la riapertura.

Il riferimento sanitario dei fassani, al momento, è l’ospedale fiemmese. Ma se la valle, che pur contando dieci mila residenti ha un peso rilevante nell’economia provinciale, non è coinvolta su aggiornamenti e sviluppi che riguardano il nosocomio oppure vengono disattese le aspettative su importanti servizi essenziali, ci sentiamo in dovere, nei confronti della popolazione locale, di avviare convenzioni con altri ospedali vicini».

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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