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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

PUNTO NASCITA CAVALESE: ARTIGIANI TRENTINO, INTENDIAMO SOSTENERE VOCE CITTADINI

(Fonte: Ufficio stampa Associazione artigiani del Trentino) – Lettera aperta a Luca Zeni, Assessore provinciale alla sanita’. Gli artigiani delle Valli di Fiemme e di Fassa, come abitanti e come imprenditori, intendono affiancare e sostenere la voce dei concittadini in merito al punto nascita di Cavalese.

Il Consigli territoriali dell’Associazione Artigiani di Fiemme e Fassa riconoscono l’apertura che il Ministero e il Comitato nazionale per la Sanità hanno operato nei confronti delle proposte trentine, presentate dall’assessore Zeni, tese ad ottenere una maggiore flessibilità della presenza costante di personale tecnico e di guardia. Ma siamo tutti coscienti che i tempi tecnici per modificare standard di valenza nazionale saranno molto lunghi.

E nel frattempo, rinunciamo alla operatività del Centro di Cavalese?

Sicuramente nessuno, come ha correttamente affermato l’assessore Zeni, sta chiedendo di rinunciare a requisiti e standard di sicurezza per la madre ed il nascituro che riteniamo prioritari e irrinunciabili; chiediamo di riconoscere flessibilità a questi standard di presenza, con l’unico scopo di garantire quella sicurezza che la sospensione totale dell’attività farebbe perdere, sia per i residenti che per i turisti.

La nostra non è quindi una rivendicazione generale sulla razionalizzazione dei punti nascita; la nostra osservazione interessa solo quei casi che lo stesso Ministero ha riconosciuto come derogabili, pur essendo sotto i 500 parti all’anno. E questa deroga è stata riconosciuta in base a criteri oggettivi. Quindi Cavalese ha diritto  ad avere un suo punto nascita, rispettando certi standard numerici di presenze tecniche.

Le regole in vigore prevedono una dotazione di sei anestesisti, sei ginecologi e sei pediatri. La Provincia, attraverso l’Azienda sanitaria si è attivata per selezionare nuovo personale. Ma quanti di questi accetteranno di lavorare a Cavalese e quindi di vivere per tutto l’anno in Val di Fiemme? Il diritto riconosciuto al punto nascita non può rimanere una formula astratta.

Se davvero c’è la volontà di riaprire il punto nascita di Cavalese non si può certo attendere che il Ministero e il Comitato nazionale per la sanità definiscano nuovi standard, sempre che ciò sia effettivamente e tecnicamente possibile.

Quindi diventa quanto mai urgente che la Provincia autonoma attivi adeguati strumenti di supporto e incentivazione affinché il personale medico necessario per riprendere l’attività a Cavalese accetti il trasferimento anche in Val di Fiemme.

Noi imprenditori artigiani sappiamo bene cosa significhi marcare presenza e garantire vitalità nei territori, anche in quelli più periferici e marginali delle nostre vallate.

L’artigianato è una attività economica fondamentale, che con le sue produzioni e i suoi servizi consente di vivere su questi territori e quindi di mantenere viva la comunità; quando in un paese chiudono l’elettricista, la parrucchiera o il panificio significa che un paese sta morendo; ma allo stesso tempo siamo coscienti che elettricista, parrucchiere e panificio sono necessari ma non sufficienti; perché devono essere affiancati da altri servizi, come quelli scolastici e quelli sanitari.

E il punto nascita è uno di questi servizi fondamentali per il mantenimento della vitalità nelle vallate. Riteniamo quindi che le professionalità sanitarie necessarie al punto nascita di Cavalese debbano trovare un adeguato riconoscimento a livello politico e istituzionale, e quindi ottenere concreti strumenti incentivanti al trasferimento in Valle da parte degli operatori sanitari necessari.

 

 

IL PRESIDENTE Val di Fassa

Richard Pollam

 

 

IL PRESIDENTE Valle di Fiemme

Giovanni Dellagiacoma

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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