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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * VIGNETI TERRAZZATI: TONINA, « GESTIONE SOSTENIBILE AREE RURALI, L’INCLUSIONE DELLA VAL DI CEMBRA NEL REGISTRO DEI PAESAGGI TERRAZZATI È UN RICONOSCIMENTO A LIVELLO NAZIONALE »

I vigneti terrazzati della Val di Cembra fra riconoscimenti e nuove sfide. Oggi un convegno a Cembra Lisignago apertosi con l’intervento del vicepresidente Tonina.

Nell’autunno dello scorso anno la candidatura dei vigneti terrazzati della Val di Cembra all’iscrizione nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici”, avanzata dal Comitato Viticoltura in val di Cembra-Vivace , è stata accolta con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. L’iscrizione, giunta al termine di un attento esame delle motivazioni avanzate dal Comitato promotore, ha rappresentato un importante riconoscimento per uno dei paesaggi rurali più rappresentativi del Trentino, e un incoraggiamento a tagliare altri e ancora più ambiziosi traguardi. Di questo si è parlato a Cembra Lisignago, in un convegno significativamente sottotitolato: “Dal Registro paesaggi rurali ai nuovi obiettivi”.

“L’Amministrazione provinciale condivide e sostiene questa visione strategica – ha detto il vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, in apertura dei lavori – .

L’inclusione della Valle di Cembra nel Registro nazionale dei paesaggi terrazzati, parallelamente a quanto avvenuto per la Valle di Gresta, attribuisce al nostro Trentino un riconoscimento di livello nazionale che ci deve ancor più motivare a proseguire nella direzione di una gestione sostenibile delle aree rurali e della promozione di nuove azioni di recupero dei paesaggi tradizionali, preservandoli dal pericolo dell’abbandono”.

Il convegno è stato ospitato all’interno della 32° Rassegna Internazionale Müller Thurgau e Vini di Montagna, che ha come obiettivo la promozione e valorizzazione territoriale della Valle di Cembra, nell’ambito del ciclo “Trentinowinefest”, promosso dalla Provincia attraverso la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino.

Di nuovi obiettivi e di nuovi strumenti per la tutela del paesaggio rurale si è parlato diffusamente nel corso della mattinata, a cui ha portato i suoi saluti anche il Commissario della Comunità della Valle di Cembra Simone Santuari, e a cui ha preso parte anche il consigliere provinciale Alessandro Savoi. Del valore del registro nazionale dei paesaggi storici ha parlato nel suo intervento il professor Mauro Agnoletti dell’Università di Firenze, coordinatore dell’Osservatorio nazionale omonimo, mentre Clelia Puzzo ha presentato l’iniziativa della Fao per la tutela attiva dei sistemi agricoli di particolare rilievo (obiettivo Giahs). Francesca Neonato, che ha coordinato la stesura del dossier di candidatura della Valle di Cembra, ha esaminato le peculiarità del territorio cembrano, mentre Alberto Cosner ne ha analizzato i mutamenti, dal 1954 al 2014. Del progetto Ecovinegoals per la transizione agroecologica in viticoltura ha parlato infine la coordinatrice Arianna Dallaporta, prima del dibattito moderato dal presidente del Comitato Vivace Damiano Zanotelli.

La Provincia autonoma di Trento, come sottolineato dal vicepresidente Tonina nel suo intervento, agisce a sua volta su più fronti, in particolare:

– con l’Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino, recentemente concluso da parte dell’Osservatorio del paesaggio. Lo stesso Osservatorio, presieduto dal vicepresidente Tonina, si è impegnato attivamente, nell’ambito del Gruppo di lavoro che ha curato la redazione del dossier di candidatura, a supportare il percorso di riconoscimento della valle nell’ambito del Registro nazionale concluso nell’agosto dello scorso anno;

– con azioni di formazione finalizzate a dare continuità alla conoscenza della pratiche tradizionali di costruzione dei muri a secco nell’ambito della Scuola per i muri a secco ora transitata presso la TSM-Trentino School of Management;

– con azioni dirette di sostegno finanziario agli interventi di manutenzione del patrimonio terrazzato e in particolare delle murature di sostegno dei terrazzi, già attuate in passato dal Servizio urbanistica e ora rilanciate con una recente delibera preadottata dalla Giunta su iniziativa dell’assessorato all’Urbanistica e ambiente e condivisa con il Cal, che sarà oggetto di una prossima decisione dell’amministrazione provinciale.

“La tendenza all’abbandono di cui soffre l’ambiente rurale – ha detto ancora Tonina – è stata tuttavia attestata proprio dall’Atlante dei paesaggi terrazzati che ha stimato la presenza di circa 4500 ha di terrazzamenti abbandonati, pari al 45% della aree rurali terrazzate della provincia. Il grande coinvolgimento sociale che ha portato alla costituzione del Comitato Vivace e all’elaborazione del dossier di candidatura rappresentano un punto di partenza dal quale stanno nascendo nuove iniziative e nuovi progetti, che l’Amministrazione provinciale sostiene con convinzione, nella prospettiva di consolidare la nostra agricoltura di qualità, soprattutto quando ciò avviene nel contesto di una stretta integrazione tra produzioni agricole, turismo sostenibile e valorizzazione del nostro paesaggio”.

Nelle Motivazioni dell’iscrizione del paesaggio dei vigneti terrazzati della val di Cembra nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici” si leggono comunque parole molto confortanti. “Il paesaggio della Valle di Cembra – riporta il documento – si estende su una superficie di 2.243 ettari, di cui il 30% destinato alla viticoltura terrazzata. La storia della Valle di Cembra inizia in epoca preistorica ma è a partire dal periodo medioevale che l’economia locale inizia a basarsi sull’attività vitivinicola con il rimodellamento delle pendici montane a fini agricoli. Grazie alla particolare vocazione dell’area alla coltivazione della vite, è stato possibile nel corso dei secoli dare vita ad una radicata cultura enologica che garantisce, ancora oggi, la produzione di vini di alta qualità mantenendo le caratteristiche del paesaggio storico.

“La presenza delle storiche cave di pregiato porfido rosso – si legge ancora nelle motivazioni del Ministero – ha contribuito a ridurre i fenomeni migratori, assorbendo a partire dalla seconda metà del XX secolo molta manodopera; ciò ha garantito il mantenimento dell’attività vitivinicola tradizionale che è diventata parte complementare dell’attività lavorativa continuando a costituire parte fondamentale della cultura e dell’identità della popolazione locale. L’area iscritta occupa la parte inferiore della Valle di Cembra ed è caratterizzata da una diffusa presenza di vigneti organizzati in stretti terrazzamenti sorretti da muretti a secco, allevati secondo la pratica tradizionale della pergola trentina. Nonostante i fenomeni di abbandono, l’area risulta ancora oggi caratterizzata da una buona integrità, che la pone nella VI classe di integrità del paesaggio storico.

Nonostante le difficoltà legate agli elevati costi di produzione, vi è una forte sensibilità da parte delle popolazioni locali riguardo la necessità di conservare e valorizzare il paesaggio storico. La Provincia Autonoma di Trento affronta il tema del recupero, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale terrazzato con azioni che spaziano dal settore dell’agricoltura, al controllo delle trasformazioni fino ad iniziative di formazione per la manodopera impiegata nelle azioni di recupero e manutenzione delle murature a secco (…)”.