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PRONTO SOCCORSO DI CLES (TN): BEZZI, CASO MALASANITÀ FRUTTO DEI TAGLI ATTUATI?

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14.55 - sabato 26 agosto 2017

(Fonte: Giacomo Bezzi) – Caso di malasanità al pronto soccorso di Cles: è stato fatto il possibile per rispettare quanto contenuto nella “mission” del reparto? È frutto dei tagli sanitari attuati dall’assessore alla Salute? Presentazione del Pronto Soccorso di Cles sul sito dell’Apss:

Funzione (mission): il Pronto Soccorso è l’unità operativa deputata alla gestione dell’urgenza-emergenza sanitaria che giunge all’ospedale dal territorio. Garantisce, nel minor tempo possibile, interventi diagnostici e terapeutici a salvaguardia della vita e tesi a contrastare inabilità permanenti o il peggioramento dello stato di salute.

Il caso che si vuole segnalare, avvenuto nel mese di luglio presso il pronto soccorso sopranominato, solleva qualche dubbio sul fatto che sia stata rispettata la “mission”. Si premette che prima di esporre i fatti, sono stati esaminati i verbali sottoscritti dal medico presente in reparto e che si rendono disponibili per una precisa valutazione.

Domenica 23 luglio la paziente si reca presso il Ps dell’Ospedale di Cles con dolore al fianco associato a vomito. Dopo essere stata sottoposta a: esami del sangue, delle urine, ecografia e Rx all’addome, le somministrano un antidolorifico e viene rimandata a casa con una diagnosi di problema intestinale.

Sul verbale viene invitata a ripresentarsi per una urgente rivalutazione in caso di persistenza del dolore. Gli esami mostrano alterazioni (creatinina 1.5 mg/dl nel sangue) – (presenza di proteinuria nelle urine), delle quali peraltro non viene informata.

Lunedì 24 luglio, dopo una giornata di continuo malessere, ritorna al Ps di Cles. Qui, segnala di essere già stata il giorno precedente e che i dolori persistono anzi sono peggiorati con l’aggiunta di altri sintomi, confermati sul verbale sottoscritto dal medico di turno.

Dopo le analisi del sangue e la somministrazione di un antidolorifico, alle 23.30 viene rinviata a casa. Il medico conferma la diagnosi del giorno precedente, non considerando affatto i valori in ulteriore rialzo della creatinina (2,8 mg/dl), inconfondibile segnale che qualcosa a livello dei reni non funziona.

Il mattino successivo la paziente si consulta con il proprio medico di base, il quale visto i valori della sera precedente, la invia urgentemente al Ps del Santa Chiara di Trento.

L’infermiera (non un medico), addetta al ricevimento del Ps, con grande professionalità, presa visione del verbale di Ps di Cles e considerata la gravità della situazione, si consulta immediatamente con il medico chiedendo se sia possibile dirigere direttamente in reparto.

La paziente viene accolta e immediatamente ricoverata nel reparto di Nefrologia, con un quadro di insufficienza renale acuta ingravescente (creatinina a 3,2 mg/dl).

Detto tutto questo, ci si chiede, se quanto successo sia da considerare un caso isolato o se ci siano state altre circostanze simili e se questo possa essere il frutto dei tagli alla sanità che l’Assessore alla salute ha messo in campo. Se i tagli al servizio di guardie mediche sul territorio, abbiano aumentato gli accessi al Pronto Soccorso in discussione.

Perché, se è indiscutibile la necessità del mantenimento del reparto di prima emergenza a Cles, è altrettanto doveroso che abbia a disposizione le risorse necessarie a garantire un funzionamento meticoloso ed efficiente.

In campo sanitario non ci si può permettere di avere la struttura ma non i mezzi fondamentali e indispensabili a salvaguardare la salute dei cittadini, una scatola vuota serve a poco, in alcuni casi può essere deleteria!

Di fatto, la politica sanitaria attuata in questi ultimi due anni a contenimento della spesa, ha stabilito la chiusura di numerose prestazioni nelle Valli, ha centralizzato sulla città quanto più possibile lasciando le briciole alla periferia, depauperando i territori a favore di chi già beneficia di numerosi servizi: un Robin Hood al contrario, “ruba ai poveri per dare ai ricchi”.

All’Assessore va ricordato che con la salute delle persone non si scherza, è il bene più prezioso che possediamo e va preservato oltre ogni logica.

 

 

*

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

 

Il numero degli accessi al Pronto Soccorso di Cles negli anni 2014 – 2015 – 2016, separati per anno, per pazienti residenti in Val di Sole, Val di Non, altri territori del Trentino e fuori provincia;

 

Riferito al numero di accessi al Pronto Soccorso di Cles negli anni 2014-2015-2016, quanti pazienti siano stati rimandati a casa, quanti ricoverati all’Ospedale di Cles, quanti ricoverati in altri ospedali del territorio trentino;

 

Il numero dei residenti in Valle di Sole che si siano presentati direttamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, baypassando quello di Cles negli anni 2014-2015-2016 separato per anno;

 

Se il numero di accessi al Pronto Soccorso di Cles abbia subito un aumento dopo i tagli al servizio di guardia medica sul territorio delle Valli del Noce avvenuta a partire da novembre 2016: si chiedono i dati riferiti al periodo 01/11/2015- 30/06/2016 e 01/11/2016-30/06/2017;

 

Se sia possibile imputare il caso di malasanità sopra descritto a una mancanza o carente presenza di personale presso la struttura;

 

Se vi siano state segnalazioni di circostanze simili ed eventualmente in che numero e quali conseguenze hanno avuto;

 

Se sia intenzione dell’APSS esaminare nel merito il caso sopra descritto ed eventualmente dare conto di questo;

 

Se a seguito della verifica fosse riscontrata negligenza o mala gestione del reparto di Pronto Soccorso di Cles, quali siano le azioni che intende applicare;

 

Se a seguito della verifica fosse riscontrata una violazione dei diritti del malato, quali siano le azione che intende applicare;

se nel caso sopra riferito si considerino rispettati i (Lea), livelli essenziali di assistenza che definiscono le attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale.

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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Foto: archivio Pat

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