PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Per un Trentino più sicuro: aggiornate le “carte di pericolosità”. L’assessore Tonina: “A 34 anni dalla tragedia di Stava prosegue l’impegno per la protezione del territorio”.

Tutte le informazioni relative ai pericoli connessi a fenomeni idrogeologici, valanghivi, alluvionali, sismici o di altra natura relativi al territorio trentino vengono segnalati nelle “carte della pericolosità”, uno strumento previsto dalla legge provinciale sulle attività di protezione civile. Le “carte della pericolosità” costituiscono la base di riferimento per definire la “carta di sintesi della pericolosità”, uno strumento di unificazione e di armonizzazione delle diverse discipline tecniche volte alla classificazione dell’instabilità del territorio che ha come obiettivo quello di fornire un quadro di riferimento organico per l’attività di pianificazione urbanistica, rispetto al tema del pericolo idrogeologico.

Oggi, la Giunta provinciale, a conclusione di un lungo lavoro di elaborazione iniziato nel 2006, ha adottato in via preliminare le delibere per la modifica dei criteri, della metodologia e delle disposizioni tecniche con cui vengono redatte le carte della pericolosità, previste dalla legge provinciale in materia di protezione civile.

“A 34 anni dalla tragedia di Stava, – commenta il vicepresidente e assessore all’urbanistica e ambiente Mario Tonina – prosegue l’impegno della Provincia per rendere più sicuro il nostro territorio, in particolar modo dai rischi idrogeologici, di cui il Trentino ha assunto consapevolezza proprio in conseguenza dei tragici fatti del 1985. Da allora tutto è cambiato, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza dei rischi ed il rapporto fra questi e la programmazione urbanistica. Con le delibere approvate oggi, che sono aperte alle osservazioni di comuni e cittadini, facciamo un ulteriore passo in avanti. Il lavoro che ha portato alla proposta delle carte di pericolosità nasce quindi dalla capacità del Trentino di imparare dalla sua storia; dalla tragedia di Stava è nata l’ulteriore consapevolezza che conoscere il nostro territorio e le sue fragilità sia un elemento fondamentale per la tutela della sicurezza dei nostri cittadini. A questo proposito – aggiunge Tonina – ricordo che l’esperienza del secondo PUP dimostra l’attenzione e la capacità di coniugare l’esigenza del radicamento in un territorio come il nostro con la necessità che questo sia un territorio sicuro. Sottolineo, inoltre, che l’obiettivo prioritario di questa Giunta provinciale è la permanenza della popolazione in montagna e quindi di garantire la convivenza con la natura”.

Nei documenti vengono rivisti alcuni criteri nell’ambito dei temi di natura geologica, con particolare riguardo alla classificazione della pericolosità delle frane per le quali non è determinabile con certezza il grado di attività. Viene introdotta, inoltre, la possibilità di classificare la pericolosità delle aree di deformazione delle frane utilizzando le medesime classi previste per la classificazione della pericolosità del fenomeno di appartenenza. Infine, nel tema delle caratteristiche lito-geomorfologiche sono state riviste le pericolosità di alcune classi litotecniche, in presenza di determinati valori di pendenza del versante.

Sulla base delle carte della pericolosità, a completamento di un lungo processo di approfondimento ed elaborazione rispetto ai temi dell’assetto idrogeologico del territorio, è stata elaborata la “carta di sintesi della pericolosità”, disciplinata dalle norme del PUP, per governare le trasformazione urbanistiche ed edilizie del territorio provinciale nell’ottica della sicurezza idrogeologica. La nuova “Carta” comprende altresì l’aggiornamento relativo ai territori dei comuni di Trento, Caldonazzo, Aldeno, Cimone, Garniga Terme, nonché dei comuni compresi nella Comunità di Valle Rotaliana-Königsberg.

Per quanto riguarda gli aspetti metodologici si punta a rafforzare la funzione di raccordo fra la conoscenza sulla pericolosità e gli strumenti urbanistici che classificano il territorio in relazione al suo utilizzo. Conseguentemente, la Giunta ha previsto l’avvio di una fase di acquisizione delle osservazioni da parte dei comuni territorialmente interessati e dei cittadini che si concluderà il 30 settembre. Le carte della pericolosità e la Carta di sintesi della pericolosità saranno disponibili e scaricabili sul sito internet della Provincia. Le osservazioni, da trasmettere al Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia, saranno valutate dalle strutture provinciali competenti in materia di pericolo idrogeologico.