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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

OSPEDALE ARCO: BOTTAMEDI-CIA-FUGATTI, GARANTIRE PUNTI NASCITA IN TUTTI I TERRITORI

(Fonte Claudio Cia) – Nuovo presidio fuori da un ospedale per i consiglieri provinciali Manuela Bottamedi, Claudio Cia e Maurizio Fugatti, che dopo la loro recente visita a Cavalese ora intervengono anche ad Arco. In Consiglio provinciale si è tornato infatti a parlare di punti nascita, con Maurizio Fugatti (Lega nord Trentino) che ha evidenziato come il 23 dicembre 2016 la Regione Veneto abbia richiesto con propria delibera una deroga per diversi punti nascita, e che qualora venisse accolta “farebbe scuola” anche in Trentino, visto che tale deroga è stata richiesta anche per situazioni con 120 parti all’anno, come a Pieve di Cadore o 170 come Asiago. Arco con 380 parti e Cavalese con 250 parti sarebbero ben al di sopra questi numeri. La proposta del Veneto prevede che l’ospedale territoriale sia “gemellato” con un vicino ospedale di riferimento, situazione che per Arco si rifletterebbe naturalmente nell’ospedale di Rovereto.

L’Assessore alla salute Zeni si è dimostrato all’oscuro della delibera veneta e nella recente seduta del Consiglio provinciale si è assistito all’approvazione della risoluzione delle minoranze che impegna la Provincia a proseguire nelle azioni volte a reperire i professionisti necessari al funzionamento in sicurezza del punto nascita di Cavalese, e in secondo luogo a portare avanti il tentativo di condividere con altre regioni interessate una proposta di deroga da sottoporre al Comitato percorso nascita nazionale, per avere standard particolari, che attraverso il sistema della reperibilità per i pediatri, garantiscano la sicurezza e la flessibilità.

Per Manuela Bottamedi l’aspetto interessante che nasce dall’approvazione della risoluzione è che questo riapre anche la discussione su Arco, che rispetto a Cavalese presenta un maggiore numero di parti all’anno. La consigliera ha evidenziato come la Regione Veneto abbia inoltre accompagnato alla propria richiesta di deroga un progetto più ampio per garantire un futuro agli ospedali territoriali e che prevede un sistema di standard diversificati.

Viene anche svelato anche come la risoluzione originale delle minoranze includesse anche il punto nascite di Arco, ma che l’assessore Zeni non fosse disponibile ad accoglierla. Dopo l’intervento del consigliere De Godenz la risoluzione è rimasta invece in piedi solo per Cavalese. Per la consigliera Bottamedi non è positivo che un assessore faccia differenze tra le valli del trentino a seconda della presenza di consiglieri o assessori, mentre tutti i territori dovrebbero avere parità di diritti, ma soprattutto di servizi.

Per il consigliere Claudio Cia (Agire), vi è la consapevolezza di un maggiore costo dei servizi sul territorio rispetto ai centri principali, ma bisogna decidere se si vuole garantire servizi ai territori, soprattutto per un caso come quello di Arco, che presenta circa 40mila abitanti e intorno al quale gravitano 3 milioni di turisti all’anno. «Se la politica vuole che il punto nascita di Arco torni operativo, la politica ha tutti gli strumenti per farlo. Veneto e Lombardia hanno dimostrato che se c’è la volontà si può fare» sostiene Cia, che lancia una frecciatina ai parlamentari del centrosinistra “in viaggio in America”, che su questi temi hanno detto molto poco.

 

 

In allegato le foto contenute nel comunicato stampa: