VIDEONEWS & sponsored

(in )
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

OPI – ORDINE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE / TRENTO * COVID: PEDROTTI, « SOSPESI 40 INFERMIERI DIPENDENTI APSS, LE PROPOSTE OPERATIVE PER LA CARENZA ADDETTI A BREVE MEDIO E LUNGO TERMINE ” (ALLEGATO PDF)

No a scelte improvvisate a scapito della sicurezza dei pazienti come la riduzione degli standard infermieristici o lo spostamento di infermieri da un setting all’altro senza garantire percorsi di inserimento. Si a politiche che danno valore agli infermieri

Dopo questo ultimo anno e mezzo abbiamo visto e toccato con mano che i tagli degli scorsi anni al sistema sanitario sono stati un fallimento con conseguenze drammatiche. Gli organici sottodimensionati rispetto a quanto raccomanda la letteratura, già da prima della pandemia, in particolare in contesti che accolgono pazienti ad alta complessità e criticità assistenziale (RSA, medicina, geriatria, terapie intensive, territorio) impattano sulla qualità dell’assistenza e sul benessere lavorativo dei professionisti ed operatori sanitari. In questi giorni, le prime sospensioni per inosservanza dell’obbligo vaccinale di professionisti sanitari e OSS, hanno acuito le difficoltà croniche in alcuni contesti e palesato un sistema sempre più in difficoltà. Situazione contingente che ha portato necessariamente a prendere decisioni “problem solving”, improvvise, anziché decidere all’interno di una programmazione di medio – lungo periodo. Come Ordine delle professioni infermieristiche non accettiamo decisioni che implicano la riduzione delle dotazioni infermieristiche e di personale di supporto – OSS, lo spostamento in urgenza di infermieri da un contesto ad un altro e un utilizzo interscambiabile di infermieri ed OSS.

Dotazioni infermieristiche adeguate sono garanti di sicurezza e qualità delle cure, come anche le competenze specialistiche ed esperte degli infermieri sviluppate con la formazione e l’esperienza in una specifica area clinica. Lo spostamento da un’area ad un’altra dell’infermiere deve essere accompagnata da un percorso di inserimento strutturato che permetta al professionista di sviluppare le competenze specifiche per assistere in sicurezza i bisogni sanitari dei pazienti in quello specifico setting di cura. Lo abbiamo visto anche durante la pandemia che le organizzazioni ricercavano infermieri con competenze specialistiche, ad esempio in terapia intensiva, nelle cure domiciliari.

È inaccettabile per la sicurezza dei cittadini e per la dignità della professione infermieristica anche un utilizzo intercambiabile di infermieri e OSS. Ognuno – è evidente – ha un ruolo fondamentale nell’assistenza, ma l’infermiere è il professionista laureato responsabile dell’assistenza del cittadino, che spesso ha competenze avanzate e specialistiche acquisite con laurea magistrale, master e corsi universitari di perfezionamento, mentre l’OSS è la figura, ri-sottolineiamo fondamentale nell’assistenza, di supporto. Investire sul sistema sanitario significa investire sulla salute dei cittadini. Investire sul sistema sanitario significa in primis investire sugli infermieri e su tutte le professioni sanitarie che ne sono la colonna portante, sostenendole e valorizzandole.

Paghiamo un’organizzazione miope degli ultimi 20 anni. È necessario sviluppare una sanità moderna e innovativa. Siamo arrivati al punto che non possono farlo la politica o i tecnici da soli: serve un patto sociale tra infermieri e le altre professioni sanitarie, cittadini e istituzioni. É necessario potenziare il territorio e riorganizzare il sistema delle Rsa. Pur nella buona gestione, questa emergenza ha messo allo scoperto una forma disumana con cui la nostra società gestisce gli anziani e un grave sottodimensionamento delle dotazioni infermieristiche a fronte di bisogni sanitari sempre più complessi dei residenti nelle RSA.

Non possiamo scherzare sulla salute dei cittadini, tuteliamo il nostro sistema sanitario a partire dal rispetto e valorizzazione dei professionisti che ne sono l’anima e la forza e attraverso una seria e rigorosa programmazione condivisa (in allegato il documento FNOPI con le proposte operative per la carenza infermieristica a breve, medio e lungo termine).

 

*

Il Presidente OPI della Provincia di Trento
dott. Daniel Pedrotti

 

*

Nota sospensioni
L’Ordine nei giorni scorsi ha preso atto dell’accertamento di inosservanza dell’obbligo vaccinale del Dipartimento di Prevenzione APSS, comunicando la sospensione dall’esercizio della professione infermieristica a 40 infermieri dipendenti APSS. In questi giorni l’Ordine ha revocato la sospensione di alcuni di questi colleghi che responsabilmente si sono vaccinati. Nella seduta di venerdì 17 settembre 2021 il Consiglio Direttivo ha preso atto di un ulteriori accertamenti di inosservanza dell’obbligo vaccinale del Dipartimento di Prevenzione dell’APSS, deliberando la sospensione temporanea ex lege dall’esercizio della professione infermieristica di 82 infermieri, fra cui una quindicina lavorano in RSA, alcuni nelle Strutture private convenzionate, alcuni libero professionisti e molti sono infermieri non attivi (pensionati, trasferiti all’estero), che non impatteranno sul sistema sanitario provinciale. La sospensione temporanea dall’esercizio della professione infermieristica manterrà efficacia fino alla data del 31 dicembre 2021 (art. 4 co. 7 DL 44/21 – Legge 76/2021), salvo proroghe, oppure fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale.

 

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [320.73 KB]