opi – Ordine Professioni Infermieristiche di Trento * Punto nascita Cavalese: ” preoccupazione per la sostenibilità e il mantenimento dei criteri di sicurezza nel tempo “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Punto nascita di Cavalese, dubbi su sostenibilità. La sicurezza è imprescindibile. Il Presidente Daniel Pedrotti e il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento prendono atto della delibera della nuova Giunta provinciale per la riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese, ma esprimono preoccupazione per la sostenibilità e il mantenimento dei criteri di sicurezza nel tempo.

Presa la decisione politica, sarà ora compito dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari garantire il rispetto degli standard di sicurezza, reperendo medici, ostetriche, infermieri e altri operatori disposti, in tempi di carenza di personale, a lavorare a Cavalese.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche esprime perplessità sulla tenuta di un Sistema sanitario provinciale che, a fronte di risorse limitate, deve necessariamente garantire massima sicurezza anche in strutture con numeri di parti annui di molto al di sotto degli standard che a livello internazionale sono previsti per il mantenimento dell’expertise del personale. Auspichiamo, quindi, che l’imprescindibile sicurezza di madri e neonati siano garantite attraverso modelli organizzativi, di presa in carico e formazione adeguati e che la sicurezza non venga garantita a discapito delle dotazioni – e quindi della sicurezza stessa – di altri ospedali e unità operative.

Di fronte al trend demografico al quale stiamo assistendo, con un rapido invecchiamento della popolazione e un aumento dei bisogni socio sanitari complessi, riteniamo fondamentale che, in termini di appropriatezza nell’impiego delle risorse, la riapertura di un punto nascite che contempla solo 230 parti all’anno non implichi una riduzione di investimenti e di progettualità negli ambiti della cronicità, della disabilità, della continuità ospedale-territorio e dell’integrazione socio-sanitaria, tutti aspetti per i quali è necessaria e sensata un’organizzazione territoriale di prossimità.

Come Ordine delle Professioni Infermieristiche, di fronte alla decisione presa, non possiamo che augurarci che si trovino le soluzioni appropriate per garantire la sicurezza di madri e neonati e un esercizio professionale sereno ai tanti professionisti sui quali graverà una grande responsabilità. Su questo vigileremo a tutela degli infermieri, rinnovando la nostra disponibilità a collaborare sui tavoli istituzionali.