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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ON. VITTORIO SGARBI * MART: « È IMBARAZZANTE PAOLO GHEZZI PER QUANTO È IGNORANTE ED È PAGATO 10.000 EURO AL MESE PER SCRIVERE BALLE, PROCEDERÒ PENALMENTE CONTRO IL CONSIGLIERE PAT »

È imbarazzante il consigliere della Provincia autonoma di Trento Paolo Ghezzi per quanto è ignorante. Ed è pagato 10.000 euro al mese per scrivere balle e non sapere nulla.

Io non devo salvare nessuna faccia, soprattutto davanti a politici falliti e ignoranti che insistono a diffamare senza nulla conoscere. L’attività del Mart è a pieno regime da quando sono arrivato e nonostante il freno di Maraniello.

Nonostante gli ostacoli frapposti anche dai rappresentanti di Futura, della mostra del Mart su Caravaggio, che io ho programmato subito dopo il mio insediamento, concordandola con il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti, con il presidente della Regione siciliana Musumeci, con il ministero dell’Interno, più di un anno fa, si è parlato come di nessun’altra.

Per l’attività in corso, evidentemente non frequentano il Mart. Basta ricordare, per esempio, la mostra su Benvenuto, di cui hanno parlato tutti i giornali nazionali,con grande plauso. Paolo Ghezzi non lo ha vista, come le altre. Altrimenti non scriverebbe idiozie.

La nutrita programmazione delle mostre da me proposte fino al 2023 è stata votata dal Cda; e prima di Natale, è in programma anche la grande di Boldini, per Ghezzi meno noto della Boldrini.

Le menzogne di Futura sono smentite dalla documentazione a tutti conosciuta tramite l’accesso agli atti, che documenta il lavoro condiviso anche da Maraniello. Le scelte precedenti alla mia presidenza sono state caratterizzate anche da iniziative costose,di cui nessuno si è preoccupato, come la mostra di Artschwager, costata 750 mila euro.

Io tutto ho fatto meno che procurare danni ad una istituzione che si era inaridita. E per queste menzogne procederò penalmente contro il signor Ghezzi.

Sono io a dover sopportare penosi interventi di politici falliti, che mi usano soltanto per avere quella visibilità che mai avrebbero avuto; loro devono salvare la faccia per non aver mai fatto nulla, prendendo in Consiglio provinciale 10 mila euro al mese, mentre io lavoro gratis!

Quanto alle mie iniziative, come parlamentare e sindaco di Sutri, l’ignorante Paolo Ghezzi parla senza sapere nulla di quelli che sono annunci e esortazioni; l’ordinanza sulla limitazione dell’uso delle mascherine è stata modellata sulla sentenza del Tar di Strasburgo. La mia responsabilità come sindaco sulla salute pubblica a Sutri è tale che non c’è stato alcun contagiato.

Il provvedimento che mi viene è attribuito non esiste. Si dimetta Ghezzi per indegnità e diffusione colpevole di menzogne.

Per conoscenza allego la bozza di ordinanza, che sto elaborando in stretto rapporto con il ministro Lamorgese, e in cui le misure di sicurezza, stabilite da leggi di Stato, bilanciano l’opinabile prevalenza delle prescrizioni sanitarie.

Alla faccia delle capre!

 

*

Onorevole Vittorio Sgarbi

 

 

 

*** BOZZA DI ORDINANZA ***

Premesso che, secondo il dispositivo dell’Art.54 del Testo unico degli enti locali (TUEL,D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267,aggiornato al 30/06/2020:attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale)il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria;alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico,informandone preventivamente il prefetto.Il sindaco, nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali, nell’ambito delle direttive di coordinamento impartite dal Ministro dell’interno – Autorità nazionale di pubblica sicurezza.

Si rileva,contestualmente,per informazione dei cittadini ,che ,in ambito di Unione Europea,
il Tar di Strasburgo ha bocciato il decreto del prefetto del Basso Reno che ha imposto a Strasburgo e altri 12 Comuni del dipartimento l’uso obbligatorio della mascherina anche all’aperto e le impone di riscriverlo «entro lunedì»;ma evidenziando reali necessità per densità di folla durante certe fasce orarie o in certi comuni o quartieri.Il provvedimento deve essere «rimodulato» e differenziato, in quanto – afferma il Tar-quello generalizzato (mascherine sempre e ovunque per tutti) è «una grave violazione della libertà personale e di circolazione». La decisione ha già fatto emuli e stamattina analoghi ricorsi sono stati presentati da avvocati a nome di associazioni e semplici cittadini a Parigi, Lione e Nizza.Il tribunale ha dato tempo alla prefetta, Josiane Chevalier, fino al 7 settembre per riscrivere il provvedimento, sottolineando che dovrà escludere i Comuni e le fasce orarie che non sono caratterizzate «da una forte densità di popolazione»o da «circostanze locali suscettibili di favorire la diffusione»del coronavirus. Se il provvedimento non verrà riscritto, quello attuale «verrà automaticamente sospeso», fa sapere il tribunale, che si ha pronunciato a seguito del ricorso presentato da due operatori sanitari alsaziani.
Tutto ciò premesso, in conformità’con le misure adottate dall’Unione Europea,il Sindaco richiama comunque la cittadinanza al rispetto della Legge 533/1977 che ,all’articolo 2, prevede che non ci si possa mascherare il volto,se non dove puntualmente prescritto.
Tale norma è potenziata con il Decreto Legge 155/2005, che recita : “è vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico”. In sostanza, le misure antiterrorismo (citato Decreto Legge n. 155 del 2005) rendono più severa la originaria legge n. 152 del 1975, che proibisce di circolare in luoghi pubblici con il viso coperto: la pena è stata elevata da sei mesi o un anno di reclusione a uno o due anni di reclusione e all’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.
L’ordinanza è rivolta a chi avesse il volto coperto senza necessità sanitarie ,per salvaguardare le prevalenti ragioni di sicurezza e l’obbligo di identificazione. Solo ladri e terroristi si mascherano il volto, fuori della protezione negli ospedali.
Coprirsi il volto, senza reali esigenze di protezione ,quali quelle stabilite dal Dpcm del 4 marzo 2020 e dal Dpcm del 16 agosto 2020, è un modo di diffondere inutile allarmismo,
paura e panico, particolarmente in città come Sutri dove non sono stati riscontrati né malati, né contagiati.